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Al seconda giorno del Blogfest

si parla poco di internet

Al seconda giorno del Blogfest

La seconda giornata della Blogfest 2009 di Riva del Garda è partita con più voglia di stare insieme per divertirsi che per parlare di internet. Il numero di presenze agli incontri organizzati per il week end mostra come l'interesse dei partecipanti sia rivolto più ai momenti 'leggeri': pienone registrato sia all'Eroticamp e al Food camp, il deserto invece dove si dovrebbe discutere dei Barcamp, le conferenze in cui tutti possono salire in cattedra a parlare di innovazioni sull'uso del web, di software libero e di reti sociali. Il condizionale è d'obbligo visto che l'incontro intitolato "E' morto il BarCamp?" è stato annullato perchè non si è presentato nessuno. 
Quando invece si parla di sesso e cibo l'italiano medio e il blogger si ritrovano in massa. All'ErotiCamp è stato necessario organizzare un servizio di selezione all'entrata per l'elevato numero di partecipanti. Tutta colpa del titolo dell'appuntamento: "Breve lezione teorico-pratica di educazione e amoralità sessuale". "La parola 'pratica' - spiega uno degli organizzatori della manifestazione - ha richiamato una folla". Nel tanto atteso appuntamento i relatori, tra cui Marileda Maggi e Ayzad, hanno parlato di tradimento via web e del rapporto tra sesso estremo e internet. Nel primo caso è stato sottolineato che sono soprattutto le donne che si mettono in rete per "cuccare": "Su tre milioni di utenti - ha spiegato Marileda - il 70% sono donne e di queste il 60% ha una relazione stabile". Del sesso estremo invece ha parlato Ayzad, esperto di BDMS, sottolineando quanto le pratiche sadomaso in rete siano estremizzate e esasperate, quando poi nella vita reale queste relazioni sessuali si basano sulla sigla SSC, ovvero Sano Sicuro Consensuale.


Blog di cucina - Un successo di pubblico anche l'appuntamento in cui si discuteva di blog culinari e forse non solo perchè si trovava uno stand dove si poteva preparare e inventare il proprio cocktail. I presenti, infatti, hanno partecipato con calore alla discussione: mentre si parlava della differenza tra i blog di ricette e quelli di intrattenimento culinario, dal pubblico si sono levate le proteste di chi rivendicava la differenza tra chi ha passato la vita dietro ai fornelli e chi parla di cucina usando una tastiera. Durante la seconda giornata della Blogfest non sono mancati i problemi tecnici: dalla difficoltà di usare il wi-fi, giustificata dagli organizzatori con l'alto numero di presenze, a quelle dei relatori nei vari Camp con i computer. Dal pubblico qualcuno le ha sottolineate con ironia urlando "viva i blogger che non sanno usare i pc!". Questi impedimenti hanno condizionato anche l'unico appuntamento 'tecnico' che ha richiamato un ampio pubblico, la Twitterence, quella che secondo programma sarebbe dovuto essere la prima conferenza italiana 'anti-noia' visto che prevedeva interventi limitati a 140 parole. Il ruolo di contatore di parole alla fine è toccato invece che a delle macchine alle persone: infatti, quasi tutti i partecipanti alla discussione, sono abbondantemente usciti dal limite previsto. La mancanza del controllo sugli interventi però ha dato un esito positivo: si è potuto parlare liberamente di temi legati al web 2.0 tra cui le differenze tra social network come Twitter e Friendfeed o il problema dei contenuti a pagamento in rete. A questo proposito Alessandro Gilioli, giornalista del settimanale L'espresso, ha evidenziato come sia difficile selezionare i contenuti di qualità tra la massa generata dagli utenti e stabilirne un valore pecuniario. Tra gli argomenti caldi anche il futuro della carta stampata su piattaforme digitali nello stile delle applicazioni iPhone. Su questo tema il moderatore dell'incontro, ha sintetizzato la situazione italiana con una battuta che stava perfettamente in 140 parole: "Basterebbe solo che De Benedetti desse un sacco di soldi a Steve Jobs".

 

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