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Influenza A, in Germania

due morti dopo il vaccino

Influenza A, in Germania
Due persone sono morte in Germania poco dopo essersi fatte vaccinare contro l'influenza A. Lo rivela il quotidiano 'Bild'. Le vittime sono un uomo di 46 anni, trovato morto nel bagno dell'azienda in cui lavorava il giorno dppo essersi fatto somministrare il vaccino e una donna di 65anni residente nel land orientale della Turingia. Anche lei 24 ore prima si era vaccinata contro il vrus dell'influenza A. E un 30enne di Duesseldorf ha invece subito uno choc anafilattico dopo la vaccinazione. A salvargli la vita è stato il fatto che si trovava ancora nello studio del suo medico curante, il quale ha spiegato che c'è un margine di tempo di 90 secondi per poter intervenire con successo. Condotto in ospedale, il paziente è stato dimesso due ore dopo.
Francia
Dopo circa 100.000 vaccinazioni di personale sanitario contro l'influenza A/H1N1, sono stati segnalati in Francia 91 casi di effetti collaterali, quattro dei quali registrati come «gravi» e seguiti da ricovero in ospedale: lo ha reso noto oggi l'Agenzia di sicurezza dei prodotti sanitari. Nel suo bollettino di farmacovigilanza dei vaccini, l'Afssaps sottolinea che nel periodo dal 21 ottobre al 10 novembre, in cui potevano essere vaccinati soltanto i lavoratori del settore sanità, «la maggioranza dei casi riportati (91%) sono stati di livello fra il benigno e il moderato». Tutti avevano ricevuto un'iniezione del vaccino Pandemrix di GlaxoSmithKline, l'unico attualmente disponibile in Francia. I quattro casi di effetti «gravi» riguardano due affezioni neurologiche - fra le quali il «probabile» caso di sindrome di Guillain-Barrè reso noto ieri sera dal ministero - una reazione allergica e un'affezione respiratoria.
6.260 morti nel mondo - Intanto il virus pandemico ha raggiunto 206 Paesi nel mondo, causando almeno 6.260 morti. Lo riferisce l'ultimo bollettino diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che indica in oltre 503.536 i casi accertati di H1N1 nel pianeta, ricordando però che si tratta di un numero «significativamente più basso» rispetto alla realtà, dal momento che molti Paesi non registrano più i singoli casi. «La stagione influenzale, iniziata insolitamente presto nell'emisfero Nord, mostra già i primi segni di picco in alcune parti del Nord America», e l'attività virale «sta crescendo in Europa e Asia Centro-orientale», sottolinea l'Oms. In particolare, nel vecchio continente «la trasmissione dell'influenza continua a intensificarsi», prosegue l'agenzia delle Nazioni Unite, e alcune malattie respiratorie di elevata intensità circolano insieme al virus pandemico «in Olanda, Italia e ancor più nell'Europa del nord». Se recentemente l'Ucraina aveva chiesto l'assistenza dell'Oms per valutare la situazione, dopo l'allarme suscitato da un forte aumento dei casi, «l'analisi iniziale indica che i numeri di pazienti gravi non sembra eccessivo rispetto all'esperienza di altri Paesi, e non c'è segno di un cambiamento nella trasmissione o virulenza del virus» pandemico. In Europa, inoltre, più del 99% dei sottotipi virali analizzati è del tipo pandemico, con l'eccezione della Federazione Russa dove meno del 10% dei patogeni è relativo all'influenza stagionale

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