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Cremona, a Natale si regalano

prodotti di monaci e carcerati

Cremona, a Natale si regalano
Nasce a Cremona la Cooperativa San Benedetto. Il negozio, “Al chiostro” (Corso Mazzini n.6, 26100 Cremona), che si propone la vendita di prodotti monastici, verrà inaugurato domani. L’idea, nata da un gruppo di amici, è molto semplice. Far conoscere al mondo qualcosina di più delle molteplici realtà monastiche e religiose che sono sparse in Italia.  L’iniziativa conta anche sul supporto della cooperativa Giotto – che riunisce i carcerati di Padova abilissimi mastri pasticceri -  e la Piazza dei mestieri di Torino. 
I promotori dell’iniziativa dicono di aver cominciato «per testimoniare e rendere esperienza  la parola del Papa, nel suo discorso a Parigi, in cui  diceva che “nel grande sconvolgimento culturale prodotto dalla migrazione di popoli e dai nuovi ordini statali, i monasteri erano i luoghi in cui sopravvivevano i tesori della vecchia cultura e dove, in riferimento ad essi, veniva formata, passo passo, una nuova cultura». Di quello che offre la cooperativa, quindi, molto si deve ovviamente ai conventi e monasteri sparsi per la penisola. Perché i monaci, e le monache, certo pregano…ma non dimenticano l’antica regola di San Benedetto: “ora et labora”.

E così si danno da fare nei campi, coltivano pomodori, crescono alberi da frutto, dissestano il terreno e poi lo arano e seminano. Infine, raccolgono. E con il raccolto poi fanno marmellate, mostarde, vini bianchi e rossi. Qualcuno si specializza nella cioccolata, altri prediligono medicine e prodotti omeopatici. Tutti di ricetta antica, come vuole la tradizione.  I monaci di Frattocchie per sponsorizzare il loro vino non fanno tanti giri di parole. Dicono che è buono, e lo è sempre stato. Così, per conferma, citano Orazio (65-8 a.C.)  e Plinio (24-79 d.C.): "era impareggiabile con la porchetta" dice il primo, è "tonico, salutare, utile ai nervi" conferma il secondo. E, giusto per dovere di cronaca, ricordano che pure Andrea Bacci, medico del famoso papa Sisto V (1520-1590) lo prescriveva al Pontefice come prodotto terapeutico. E per questo,  decisamente buoni.  Non viene da pensare che tutto questo nasca dentro le quattro mura di un convento. Stessa cosa per le famosissime marmellate di Vitorchiano.

Lavorate e confezionate direttamente dalle suore di clausura. Che di parole non ne dicono molte, ma sta di fatto che il loro stand è uno tra i più visitati al Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli. Qualche scettico dirà che queste donne e questi uomini che hanno votato la loro vita a Dio non sanno nulla del mondo di qui fuori, non siano avvezzi alle fatiche quotidiane di noialtri. Poi entri in una bottega come quella che inaugurano “quelli della Cooperativa San Benedetto” e cominci ad accorgerti che forse non è così. Perché capita pure di trovare le creme di bellezza e di cosmesi per il corpo made in Valserena – monastero di monache trappiste. E ti accorgi anche che quegli infusi alle erbe non sono così male.  Che quel pezzo di cioccolato alle nocciole è davvero troppo buono, la confezione troppo bella. E pensi che, forse, potresti quasi farci un cesto di Natale per quella coppia di amici. Perché in fondo, si sa, il cioccolato dei monaci è santo. E non fa ingrassare.

Per riferimenti: “Al chiostro”, Corso Mazzini n.6, 26100 Cremona. Mail: alchiostro@fastpiu.it

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