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Ocse, male la scuola italiana

troppe spese e pochi laureati

Ocse, male la scuola italiana

Parigi - Maglia nera alla scuola italiana, letteralmente bocciata dall’ultimo “Education at glance”, presentato oggi dall’ Ocse di Parigi. Molti insegnanti ma con stipendi bassi, limitato accesso all'istruzione superiore, poca specializzazione. Questo è il ritratto, per nulla esaltante, del sistema scolastico nazionale, dove gli investimenti pubblici e privati nel settore scarseggiano. Complessivamente, l'Italia risulta fra i paesi che spendono meno in istruzione: la quota di spesa pubblica in educazione è salita al 9,3% nel 2005 (contro il 9% del 2000) ma resta sempre al di sotto della spesa media degli altri paesi Ocse pari all'13,2%.
E le cose non vanno meglio nemmeno all’università, dove c’è un altissimo tasso d'abbandono, primo tra i paesi Ocse, e gli indici di spesa per studente universitario sono di molto al di sotto della media. Anche i  soldi investiti nell’istruzione terziaria sono pochi se paragonati agli investimenti degli altri paesi industrializzati. A livello terziario l'Italia spende mediamente per studente 8.026 dollari l'anno contro una media Ocse di 11.512 dollari.   E poi c’è il problema degli abbandoni. Anche se “l'Italia - si legge nel rapporto - ha raddoppiato il numero dei suoi laureati di fascia 'A' tra il 2000 e il 2006 portandoli dal 19 al 39%”, grazie soprattutto alle lauree brevi introdotte con la riforma del 2002, “il Paese resta ancora lontano però dai programmi di formazione più avanzati”. In Italia solo il 17% della popolazione tra i 24 e i 34 anni ha conseguito una laurea, percentuale che scende al 9% se si prende in considerazione la fascia di età tra i 55 e i 64 anni. Nell'Ocse, invece, l'educazione terziaria riguarda il 33% dei giovani tra i 25 e i 34 anni e il 19% dei più anziani. In cima alla classifica dell'organizzazione parigina relativa alla popolazione che ha ottenuto un livello di educazione terziaria e relativa al 2006 eccellono per livello di istruzione paesi come la Federazione russa e il Canada, con oltre il 55% di laureati. In fatto di laureati e specializzati, poi, il nostro Paese si colloca al di sotto della media di Cile e Messico, in una classifica impietosa che lo vede fanalino di coda assieme a Brasile, Turchia, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha così commentato i dati Ocse riguardanti la qualità dell'istruzione in Italia e il fatto che Messico e Cile ci superano per quanto riguarda il numero dei laureati: "Stiamo lavorando fortemente - ha detto il ministro - per cercare di risolvere le problematiche inerenti la scuola. Appena fatto questo, punteremo la nostra attenzione sull'università.”

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