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Cresce il numero dei lavoratori che subiscono disturbi psico-sociali

Ben 4 milioni le persone vittime del fenomeno. Le donne più colpite rispetto agli uomini

Cresce il numero dei lavoratori che subiscono disturbi psico-sociali
Disturbi psico-sociali? Ben 4 milioni di persone sono vittime del fenomeno. Le donne più degli uomini. I disturbi psicologico-psichiatrici associabili all’attività lavorativa sono in progressiva crescita. I disturbi depressivi, quelli ansiosi e il disturbo dell’adattamento di tipo cronico sono quelli che più spesso compaiono in conseguenza di grave stress lavorativo. Stando a recenti indagini 10 milioni di lavoratori percepiscono un fattore di rischio per la propria salute, di questi 8 milioni e 706mila rilevano fattori di rischio per la salute fisica, e ben 4 milioni e 58mila ritengono di essere esposti a rischi per l’equilibrio psicologico. Oltre 2 milioni e 797mila riconoscono nell’attività lavorativa le cause dei propri problemi di salute e le donne, con il 5,4%, mostrano una maggiore esposizione degli uomini a fenomeni di prepotenza e discriminazione. Le classi di età più interessate dall’esposizione ai rischi per fattori di natura psicologica risultano essere quelle tra i 35 e i 44 anni.

Il 16 febbraio, presso la sala multimediale dell’ISPESL, a Milano alcuni dei dati saranno presentati nel corso della “XI Giornata Nazionale di informazione sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro”. L’evento è organizzato dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ISPESL, che propone la promozione della salute fisica e mentale nei luoghi di lavoro, il benessere organizzativo, il dialogo sociale e il coinvolgimento degli stakeholder che rappresentano i settori produttivi del paese, con particolare coinvolgimento di datori di lavoro e lavoratori. Tre gli obiettivi principali della “XI Giornata nazionale di informazione sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro”, che saranno illustrati dal direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro, Sergio Iavicoli: promuovere e sostenere una migliore consapevolezza del valore delle persone impiegate in azienda, coinvolgere dipendenti e datori di lavoro in azioni per il benessere lavorativo e il miglioramento organizzativo ed economico delle prestazioni dell’azienda, diffondere buone pratiche al lavoro e di stili di vita sani.

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