Cerca

Driblata la Carfagna

i clienti s'abbordano sul web

Driblata la Carfagna

Se è vero che in Italia diventa sempre più difficile la vita di prostitute e clienti, alla luce anche delle ultime norme diramate dal ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, è altrettanto vero che l’ingegno non manca mai, soprattutto per chi fa della prostituzione un vero e proprio lavoro. Per strada fioccano le multe, apparentemente con la scusa che la marchetta crea problemi al traffico, ma c’è un mondo dove le strade esistono come l’esatto contrario, sono virtuali e non ci sono vigili pronti a prendere numero di targa e nomi e cognomi. E’, ovviamente, il mondo di internet, dove prendono sempre più piede i siti che raccolgono gli annunci delle prostitute.
Riservatezza, accessibilità e convenienza sono le tre parole d’ordine. Ecco come funziona.
Attraverso il web, assicurano le “addette ai lavori”, si va sul sicuro. Non si rispondono mai alle chiamate anonime o chiedono una ricarica iniziale di 100 euro come caparra, uno stratagemma per arrivare ad avere il numero di chi ha squillato. Tutto viene organizzato nei minimi dettagli, viene indicato pure l’indirizzo esatto per l’appuntamento. Ovviamente i balordi o i personaggi “un po’ così” non mancano, d’altra parte il web è proprio il luogo migliore per incontrare questa gente.
Le prostitute si trasformano in imprenditrici di se stesse, sapendosi mettere in mostra in questi portali di annunci. Che non mancano di guadagnare qualcosa anche loro. Arrivano, i portali, a percepire il 50% del compenso della ragazza, con introiti per i gestori che vanno moltiplicati in maniera esponenziale. Giusto per intenderci, le tariffe, più o meno sono queste.
Un incontro semplice costa 200 euro, ne occorrono 500 per una prestazione con una ragazza nota nell’ambiente. Un pomeriggio intero vale 700 euro, una serata 1000 e una notte intera 1500. Insomma, fatti i dovuti conti, non si vive male.
Un mestiere che è il più antico del mondo. Ci sarà anche un perché: le prostitute sanno stare al passo con i tempi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • enricosecondo

    02 Ottobre 2008 - 12:12

    Ipocrisia, sempre la solita becera ipocrisia italiana che puzza di sacrestia. Apriamole ste case e ognuno del suo corpo, non di Dei o di preti, può fare quel che gli pare. Sacosanto levare dalle strade il vergognoso spettacolo del mercimonio e facciamo quello che nei Paesi civili si fa: un luogo dove si fa quello che è stato fatto da quando l'uomo ha avuto i primi pruriti. Si commerciano armi e nefandezze varie ma di fronte al più bel gioco della vita tutti a strillare contro il vergognoso commercio. Se una o uno sono maggiorenni e vaccinati, coscenzienti, nella piena facoltà di intendere e di volere perchè non lo possona fare, boh! Ai tempi della Roma papalina c'era un notevole numero di signore dedite al giochetto con buona pace del voto di castità. Vai a capire i preti, aiutano le prostitute e poi molti con le stesse ci vanno a letto, tuonano contro i gay e poi molti ma molti di loro lo sono.

    Report

    Rispondi

blog