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UK: arriva il primo spot pro aborto

La pubblicità sarà trasmessa lunedì su Channel 4. L'idea nasce dalla volontà di combattere il boom di mamme-teenager

UK: arriva il primo spot pro aborto
Le gravidanze indesiderate tra gli adolescenti,ma anche le malattie veneree, sono un fenomeno in continua crescita tra gli adolescenti britannici. Così lunedì 24 maggio alle 22.10 verrà trasmesso il primo spot televisivo sugli aborti. Nel video verranno reclamizzate le cliniche specializzate nella pratica abortiva e sulle attività dei consultori.

Dalla Marie Stopes International, l'organizzazione no-profit britannica che si occupa di interruzioni di gravidanza, contraccezione e salute sessuale, che ha promosso la pubblicità fanno sapere: «Sarà un'informazione chiara, imparziale. Questo spot intende solo fornire delle informazioni - ha spiegato Julie Douglas, direttore marketing dell'organizzazione – così che le donne sappiano a chi possono rivolgersi senza essere giudicate. Malgrado le statistiche dicano, infatti, che in Inghilterra una donna su tre avrà un aborto entro i 45 anni, l’argomento non viene ancora affrontato apertamente e discusso con obiettività».

Lo spot durerà 30 secondi e sarà trasmesso durante la prima puntata del nuovo show «The Milion Pound Drop», presentato da Davina McCall. La pubblicità andrà in onda per tutto il mese di giugno, come stabilito dalla "Clearcast Uk" (organizzazione che si occupa della visione dei corto pubblicitari), e sarà trasmessa sempre dopo le 21. Ci sarà un controllo per verificare che non sia mostrata in trasmissioni dedicate ai minori. «Channel 4 è un’emittente finanziata con denaro pubblico – ha detto Simon Calvert del “Christian Institute” – pertanto deve rassicurare i telespettatori che, permettendo la trasmissione di quello spot, non sta prendendo alcuna posizione su uno dei più controversi temi della nostra società, che divide pubblico e Parlamento. Mi chiedo, però, perché non si possa fermare la messa in onda di una pubblicità che parla di aborto fino a quando non vi sia stata un’adeguata analisi. Di certo, alla “Marie Stopes” non dovrebbe essere consentito di calpestare le obiezioni largamente diffuse di una parte considerevole del pubblico britannico su questo controverso argomento. La gente, già probabilmente scioccata nell’apprendere quanto denaro pubblico viene dato all’associazione per eseguire gli aborti, lo sarà ancora di più nel sapere che parte di quel denaro viene usato per promuovere iniziative a favore dell’aborto».

I dettagli dello spot non sono ancora stati resi noti ma da indiscrezioni si evince che la frase portante dello spot recita "Sei in ritardo?" e scorre su immagini di giovani donne preoccupate. Sembra che la parola aborto non sia mai pronunciata.

Di cetro non mancano le polemiche: «Permettere una pubblicità per l'aborto come se si trattasse di auto o detergenti è grottesco», ha detto Michaela Aston del gruppo anti-abortista "Life". Anche la "ProLife Alliance" mette in guardia sul fatto che la pubblicità non fornisca «informazioni complete sullo sviluppo del feto, sulla procedura stessa dell’interruzione di gravidanza, sui rischi a cui si espongono le donne e sulle eventuali alternative all’aborto» e la "Society for the Protection of Unborn Children" annuncia attraverso la stampa, e più precisamente il "Daily Telegraph", il ricorso all’azione legale per stabilire «La legittimità di uno spot che reclamizza l’uccisione di bambini non ancora nati». La "Family Education Trust" sottolinea poi come l’aborto sia «una tragedia personale per mamma e bambino».

Ma Channel 4 non si lascia intimidire, rigetta le critiche e risponde a tono dicendo di non aver infranto alcuna regola. In una nota fanno sapere che devono essere i telespettatori a dare un giudizio sul contenuto della pubblicità e sul messaggio che vuole trasmettere. 

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    22 Maggio 2010 - 13:01

    Spiegatemi in che modo l' aborto può preservare dalle malattie veneree ! Perchè invece non educare alla contraccezione ? Certo però che se le donne non abortiscono, come fanno a guadagnare le organizzazioni che li eseguono ? La rottamazione è un incentivo per il mercato, così adesso la rottamazione (umana) è diventata un incentivo per i guadagni di questa gente, ma il peggio è che dietro all' incentivo dell' aborto non vi è solo la sete di guadagno di quelli in basso che fanno il lavoro sporco, ma anche e soprattutto l' ideologia di quella massoneria che governa oramai sempre di più l' europa.

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  • MPVG

    21 Maggio 2010 - 13:01

    leggo che è uno spot fatto "per informare le donne, in modo che sappiano dove andare senza essere giudicate". Come dire: vieni da noi, puoi abortire senza problemi. Se vai da qualcun altro sarai giudicata. Una informazione VERAMENTE corretta avrebbe dovuto includere il corrispondente dei Centri di Aiuto alla Vita (che immagino ci saranno) : andate da loro OPPURE da noi. Comunque bene così: la gente vedrà e capirà che l'essenza dell'aborto è PURO BUSINESS!!!!

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  • jack1980

    21 Maggio 2010 - 13:01

    Sono assolutamente favorevole a questo spot e ad ogni altra iniziativa simile.

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  • MMADRID

    20 Maggio 2010 - 22:10

    D óra in avanti ne Vedremo di ancor Piu Belle,ormai siamo quasi alla Fine,e normale che tutto venga capovolto,oggi i matrimoni Gay,domani lo spot Per l´abborto,dopo domani si leggera come dei Scienziati Riusciranno a far partorire qualche Gay,Chi legge La Bibbia sa che San paulo lo aveva detto 1970 anni Fa.Di che cosa meravigliarsi Tutto gia scritto!!!!!!

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