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La Guida Michelin dà le stelle

Al top sempre in cinque

La Guida Michelin dà le stelle
Cinque con le tre stelle. I ristoranti italiani eccellenti sono sempre gli stessi: anche se crescono i cuochi emergenti,  fatichiamo ancora a esportare la nostra cucina di alto livello nel mondo. È la situazione della ristorazione italiana fotografata dall'edizione 2009 della guida Michelin. I ristoranti a tre stelle italiani rimangono cinque, contro i quasi trenta della Francia: Al Sorriso a Soriso (Novara), Dal Pescatore a Canneto sull'Oglio (Mantova), Le Calandre a Rubano (Padova), Enoteca Pinchiorri a Firenze e La Pergola a Roma. Non compare più nella guida e, quindi, ha perso le due stelle il ristorante di Gualtiero Marchesi a Erbusco (Brescia). «Quando un ristorante non vuole giudizi o comparire nelle guide come in questo caso - spiegano i curatori della edizione italiana della rossa - lo togliamo e passa semplicemente sull'elenco telefonico». Cresce invece da 29 a 34 il numero dei ristoranti a due stelle e da 217 a 236 il totale di quelli a una stella. «Abbiamo provato e riprovato i ristoranti candidati a passare alle tre stelle - proseguono i curatori - ma nessuno ci ha dato per ora le garanzie sufficienti. C'è invece una forte spinta di giovani e bravi cuochi che stanno crescendo». Secondo gli chef, la crisi non intaccherà nè l'eccellenza nè le trattorie, bensì «la ristorazione intermedia, che rischia di essere nè carne nè pesce».

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