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A scuola col grembiule

la ministra: "Perché no?"

A scuola col grembiule
In fila per due col resto di uno. Tutti neri o bianchi o azzurri, vedremo. L'importante è sembrare uguali. Lo ha chiesto alla ministra per l'Istruzione, Mariastella Gelmini, la sua compagna di banco a Montecitorio, l'ex giornalista del tg4 Gabriella Giammanco. E la ministra ha risposto: "Perché no". Gli scolari col grembiulino, dunque, potrebbero riaffollare le aule scolastiche. "È un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va tanto di moda l'abbigliamento firmato già in giovanissima età. Dare pari condizioni di partenza può essere una proposta interessante", ha detto la ministra. Ordinati, puliti e tutti uguali, dunque. Ben felici saranno i genitori. I ragazzi, però, c'è da scommettere di no. Loro a quell'età nei vestiti ci mettono la creatività e ci si cuciono sopra una personalità. Esagerando, anche. Ma perché tarparli. E perché insistere, poi, con questa storia del "tutti uguali": chi di noi vorrebbe essere uguale agli altri, nel bene e nel male? E perché allora dobbiamo pretendere che ai nostri figli essere uguali agli altri piaccia? Le divisioni sociali, poi, esistono: e non si cancellano certo con una divisa, sotto il grembiule restano, nella testa, nella cultura, nella socializzazione di tutti. Se uno è ricco resta ricco col grembiule. Un poveretto pure. Perché negare la realtà, anziché aiutare i ragazzi a superarla? Il dibattito è aperto. Diteci la vostra.

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Commenti all'articolo

  • carl8ne

    03 Luglio 2008 - 12:12

    D'accordissimo sul grembiule a scuola, da indossare sugli abiti che si vuole. Riporterebbe ad abituarsi ad una sana disciplina eliminando le dispute su minigonne, tette al vento, jeans gruviera ed ostentazioni di eccessivo benessere, a volte pagato con finanziamenti ed effetti cambiari, per non essere da meno del compagno di banco. Carl8ne. ferlita@libero.it

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  • giampaolod

    02 Luglio 2008 - 16:04

    Personalmente non ho mai inteso il grembiule scolastico come una volontà di "livellamento" fra Chi avesse o meno la possibilità di sfoggiare "Firme". Chi ha vissuto come me le "elementari" negli anni 60 - o prima - ricorda bene cosa significasse quel bluastro copriabito indossato sia da noi maschi che dalle bambine; capi firmati non ce n'erano, e tale mise significava una forma di disciplina figlia dell'indossare una semplicissima "Uniforme", con tanto di stemma della Scuola (pubblica) frequentata orgogliosamente appuntato sul petto. Ci veniva così insegnata l'importanza del decoro personale, oltreché del mostrarsi sempre inappuntabili. Come ci viene detto, oggi vige la moda di ostentare capi firmati (nella maggioranza dei casi, autentici stracci con cui non pulirei neppure le mie scarpe) già in tenera età oltreché nel contesto scolastico. Più che mai, riallacciandomi al concetto di "decoro", ritengo giusto il ripristino dell'uso del grembiule: la scuola non è un parco acquatico, cùi recarsi in sandali, canottiera e calzoni corti dai colori impossibili. Fin da bambini, scolari e studenti di oggi vestono come zingari ed a 6 anni mostrano il loro primo orecchino, mentre a noi veniva insegnata l'importanza delle scarpe pulite oltreché dei calzettoni bianchi. Il grembiule è quindi troppo poco, signor Ministro: ci vuole un nuovo decalogo di comportamento che obblighi famiglie più o meno allargate ad insegnare l'importanza del decoro, che certo non si vende né in Via Veneto né all' Outlett. Il decoro non abbisogna di firma alcuna, perché esso stesso è firma di Colui che lo mostra, quantunque perso nel mare della dozzinalità del popolo contemporaneo. GiampaoloD

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  • stefystef

    02 Luglio 2008 - 16:04

    ...e certo che sì! Io ci sono cresciuta col grembiule e non mi sono mai sentita né inquadrata né limitata. E' anche per questo che oggi i bambini sono molto più viziati e ossessionano i genitori con continue richieste di griffe varie. Ci sarà tempo per diventare trendy e alla moda, con la crisi che c'è sarebbe un bel toccasana anche per il bilancio familiare!

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  • liobal1

    02 Luglio 2008 - 15:03

    Sarebbe veramente ora. Cominciassero dalle elementari dove,senza "griffe" si ritroverebbero tutti un poco più uguali e si conoscerebbero meglio Alle medie ,toglierei il grembiule ai maschietti, sempre che non indossassero ancora i pantaloni corti; dalla IV in avanti niente grembiule ai maschi,ma grembiule alle femminucce/signorinette con apposito locale spogliatoio sorvegliato,sempre, dalle custodi come ai tempi miei . Infine :i libri di testo. Elementari e medie,fino alla 3^ ginnasiale o corrispondente, testo UNICO compilato da una apposita commissione composta da letterati, scienziati, storici ,matematici di chiara fama,ecc. - approvato preventivamente dal Parlamento ALL'UNANIMITA'. La migliore edizione possibile, creata sotto il controllo Ministeriale e posta in vendita ad un prezzo ragionevolmente economico. Dalla IV in avanti, si incomincerà a pagare qualcosa in più. Per l'abbigliamento delle "ragazze" niente panzette in fuori o tette al vento, vietato fumare, e soprattutto nel proprio vero interesse STUDIARE,STUDIARE in modo da poter essere in grado di affrontare serenamente la vita che li/le attende ! Coraggio !

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