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Rifondare la destra: / 2 Ripartiamo dai doveri

Il dibattito di Libero. Langone: "Difendere, conservare, pregare. Su questi tre pilastri, e non sui diritti, si fonda la rinascita. Noi ci siamo anche senza partiti"

Rifondare la destra: / 2 Ripartiamo dai doveri
La destra ha un futuro, in questo crepuscolo del berlusconismo? Alessandro Campi, studioso di politica e consigliere di Gianfranco Fini al momento della fondazione di Futuro e Libertà (alla storia il compito di dirci se la colpa (è stata più del consigliere o del consigliato), afferma che non ce l’ha. Sarebbe facile rispondere che l’avvenire più in bilico è proprio quello del Fli (perfino Campi se n’è accorto, dissociandosi recentemente), ma vorrei prenderla un po’ più alta.
Anche perché la domanda sulle sorti della destra non è una domanda da poco, non preoccupa solo finiani ed ex-finiani, ma angoscia tanti amici, tanti lettori avviliti dalle ripetute batoste subite dal governo. Io però non sono preoccupato più di tanto e provo a spiegare i motivi. Innanzitutto perché nel Berlusconi IV tutta questa destra non ce la vedo. Non bisogna fermarsi alle apparenze, alle dichiarazioni. Mi piace quello che dice Daniela Santanché, donna di destra dura e pura, però non mi sembra che il suo tardivo ingresso come sottosegretaria a-non-ho-capito-bene-che-cosa abbia spostato di un millimetro l’azione (o l’inazione) del governo. Mi sono quasi commosso quando Tremonti evocò con riverenza la triade Dio-Patria-Famiglia, ma, a parte che sono passati tre anni (non è che nel frattempo ha cambiato idea?), il sistema fiscale continua a punire i genitori con prole e a far pagare due volte (con le tasse e con le rette) chi manda i figli nelle scuole cattoliche, le uniche capaci di insegnare ai pargoli non dico a vivere ma almeno a farsi il segno della croce.
Ignazio La Russa ha indubbiamente la faccia feroce e in questo mondo di ladri è uno dei pochi sinceri amici delle guardie, e in generale degli uomini in divisa, purtroppo il suo entusiasmo per l’insensata guerra di Libia ci ha regalato sbarchi che contribuiscono alla islamizzazione d’Italia. Potrei continuare a lungo questo elenco di parole senza fatti, o con fatti di segno contrario. Potrei anche completarlo citando alcuni personaggi (soprattutto personagge, e passatemi la licenza poetica) che nel governo di centro-destra fin dall’inizio si sono comportate da quinte colonne, da infiltrate. Penso a Mara Carfagna che propugna una legge contro l’omofobia, ovvero contro la libertà di espressione e di giudizio, una legge che mette una spada di Damocle sopra l’intero cristianesimo dalle prediche domenicali alla Bibbia, libro che i sodomiti li seppellisce sotto una pioggia di fuoco. Penso a Stefania Prestigiacomo che alle Pari Opportunità ha dato il suo zelante contributo alla distruzione della figura paterna e da quando governa l’Ambiente non ha fatto nulla per smontare i miti sinistri del surriscaldamento globale, dell’effetto serra, delle energie rinnovabili, anzi li ha fatti propri.
Penso alla ministra Brambilla e alla sottosegretaria Martini, instancabili combattenti del più fanatico animalismo, incrocio fra paganesimo e buddismo che mira a distruggere tradizioni antichissime e meravigliose come la caccia, il Palio di Siena, la pastissada de caval. Ecco perché non sono preoccupato oltremisura: di destra ne perdiamo davvero poca con la caduta prossima o lontana del governo Berlusconi. E che dire del centro-destra non governativo bensì amministrativo? Me la sa spiegare Campi la differenza tra una Polverini ansiosa di applaudire Lady Gaga e un Pisapia che appena insediatosi a Palazzo Marino ha pensato che per risolvere i problemi di Milano la cosa più essenziale fosse patrocinare l’Europride? Per non parlare di Alemanno, ambiguo come si pensava potessero essere solo certi democristiani, che forse non l’ha capito nemmeno lui se voleva sostenere il sabba omosessualista oppure no. Sono d’accordo, una destra simile non ha alcun futuro, se non altro perché nemmeno l’elettore meglio disposto riesce ormai a identificarla, a distinguerla dalla sinistra. Ripeto però che su questa faccenda non ci sto perdendo il sonno perché l’habitat naturale della destra è sempre stato prepolitico, extrapolitico, metapolitico, incrociando solo occasionalmente i riti superstiziosi della democrazia (compresa la superstizione più primitiva di tutte rappresentata dai referendum, istituto reso ostaggio delle plebi dalla sua natura brutalmente meccanica e numerica).
 La destra, la vera destra, è divina, come scrisse Pasolini nella poesia in cui pochi giorni prima di morire si dimetteva da cattocomunista. Racchiuse un grande programma in un solo verso: «Difendere, conservare, pregare». Secondo me oggi la destra ha un futuro se ricorda di avere una funzione, e una funzione ce l’ha eccome: in questo momento soltanto lei può difendere l’idea antinichilista che una società sussiste solo basandosi sui doveri (verso i propri figli, i propri padri, la propria terra...), non sui diritti.
Profetizzo quindi una stagione di battaglie ideali, durissime e bellissime. Di minoranza o di maggioranza? Non conta, perché «la maggioranza non può essere il principio ultimo, ci sono valori che nessuna maggioranza ha il diritto di abrogare». (Joseph Ratzinger, Europa. I suoi fondamenti oggi e domani, 2004).

di Camillo Langone

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Commenti all'articolo

  • ravaldon

    22 Giugno 2011 - 11:11

    Non capisco come ancora si possano catalogare alcune cose di dx o di sinistra, quando invece sono solamente dettate dal buon senso. Propugnare una legge contro l'omofobia è buon senso e non di sinistra... oppure dobbiamo prendere gli omosessuali seppellirli sotto una pioggia di fuoco, per difendere la nostra cara identità cristiana??? Con questo conservatorismo (sicuramente presente anche a sinistra su determinate altre questioni), non si riusciranno mai a porre le basi per un vivere in pace a prescindere da religione, origine e tendenze sessuali, senza dover per forza costruire barricate contro la scoperta del diverso.. Finché si rimarrà schiavi delle barricate e della contrapposizione dx-sinistra o sinistra-dx su alcune tematiche che ormai son solo di buon senso,nn evolveremo mai e rimarremo persone incomplete, dove chi ci mette più paura su qualche cosa in particolare comanderà sempre per noi, impedendo la nostra crescita come cittadini e persone

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  • paulpaul

    18 Giugno 2011 - 08:08

    Si se ci fosse in Italia un leader di destra meno buonista che ci liberasse dalla cappa vetero comunista che ci opprime in tutti i settori (tv, stampa, opinionisti, scuola, perfino confindustria), se ci fosse un o una Marie Lepen anche da noi, ma al momento non si scorge nessuno

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  • 44carlomaria

    17 Giugno 2011 - 20:08

    Mi sto chiedendo perché voto Berlusconi. Sono anticomunista viscerale e atlantista, come mi sembra fosse anche Montanelli. Il paragone è molto improprio. Ho sempre sognato e continuo a farlo un mondo migliore dove chi ha buona volontà prima osserva i suoi doveri e poi chiede i propri diritti. L’importante è vivere allegramente rispettando sempre il prossimo ma, cercando sempre di emergere. Quando guardo Berlusconi, nel bene e nel male, posso sognare. Se guardo la Bindi, Letta il bugiardo pisano, il professor Prodi, scusate mi cadono i maroni e mi sveglio stravolto. Asvedommia

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  • boss1

    boss1

    17 Giugno 2011 - 17:05

    da povero ignorante mi defisco di dx perchè credo nello sviluppo economico basto sul libero commercio rispettando le regole e le leggi, sono nazionalista il giusto senza estremismi o razzismi ma prtendo il rispetto delle leggi del nostro paese,vorrei lavoro libero e per tutti ma non voglio il lavoro di stato. voglio e pretendo il rispetto del mio lavoro della mia proprità dei miei guadagni. chiedo l'impossibile?

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