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Al Qaeda, Breivik, Borghezio Sempre colpa dell'Occidente

"Repubblica" sostiene che il mostro di Oslo è figlio dei nostri incubi anti-islam. A sinistra lo pensano in tanti / BORGONOVO

Al Qaeda, Breivik, Borghezio Sempre colpa dell'Occidente
Con quanta soddisfazione politici e commentatori dei giornali hanno accolto la notizia che la strage in Norvegia non era da attribuirsi al terrorismo islamico bensì a uno scandinavo robusto, biondo e con la faccia da bamboccione iper nutrito. Il fatto che il pazzo si chiami Anders Behring Breivik e non Mohamed permette una nuova infornata di odio anti occidentale, consente con più facilità di tirare la croce addosso a chi difende i valori della civiltà a cui - assieme ai norvegesi - apparteniamo. Ieri su Repubblica Francesco Merlo pontificava che gli "incubi di Breivik sono gli stessi che circolano su tanti nostri giornali", "sembrano degenerazioni delle invettive di Oriana Fallaci e dei suoi pessimi seguaci". Sullo stesso giornale, Michele Serra teorizzava che lo sterminio di un’ottantina di persone è un atto politico non molto diverso da quelli della jihad islamica o delle Brigate rosse, quasi che il mentecatto Anders facesse parte dell'album di famiglia della destra europea. Paolo Soldini, sull'Unità, sviluppava meglio il pensiero, chiarendo che ci siamo occupati troppo dell'orrore musulmano dimenticando quello che covava nella nostra Europa. Nei giorni precedenti abbiamo letto tonnellate di altre sedute psicanalitiche in cui il paziente era di volta in volta la società dei consumi, il patriottismo, la fede religiosa cristiana eccetera.
Sono tutte variazioni sul medesimo tema: l'Occidente ha prodotto il mostro. L'assassino è figlio di chi con decisione difende le ragioni della cultura europea e americana contro le aggressioni esterne. A furia di dire che i seguaci di Maometto sono un pericolo, ecco che cosa avete creato, berciano i progressisti illuminati.
Avevano detto le stesse cose dopo i massacri compiuti da Al Qaeda. Anche allora ripetevano: è colpa dell'Occidente e delle sue politiche neo colonialiste. Tendevano al giustificazionismo, spiegavano che la rabbia musulmana andava capita, sviscerata. Volevano convincerci che era una risposta agli errori dei neocon di Bush. Allo stesso modo, oggi dicono che la
responsabilità è di chi ha fomentato l'astio antimusulmano. Se uno dicesse che sono stati gli imam fanatici a favorire l'avvento di altro fanatismo, verrebbe come minimo accusato di apologia.
"Nulla è più occidentale dell'odio verso l'Occidente, della passione di maledirsi, di lacerarsi", scriveva il francese Pascal Bruckner raccontando il "masochismo occidentale".  In nome di questo masochismo ora dovremmo rinunciare a regolamentare l'immigrazione clandestina, a combattere gli estremisti di Allah, a credere che il multiculturalismo sia stato un fallimento.
Ebbene no, non rinunciamo. Breivik non è un discepolo di Oriana Fallaci, è un pazzo. Non è una modificazione genetica della destra, poiché tutta la destra lo condanna. Continuiamo a pensare che siamo migliori di Osama Bin Laden poiché da noi un malato di mente armato di mitragliatore non trova appoggio, ci fa venire il vomito, piuttosto.
Purtroppo, difendere questi punti di vista non è facile. E a complicare le cose arriva Mario Borghezio, il quale ha perso un’occasione per stare zitto e ha fornito un alibi perfetto a chi ora accusa partiti come la Lega di xenofobia e di aver preparato il terreno per le stragi dei crociati. Durante il programma radio "La Zanzara", questo signore ha dichiarato che le idee di Breivik sono al cento per cento giuste, anche se la violenza va sempre condannata. Se Borghezio ha letto i libri della Fallaci, vuol dire che non ci ha capito un tubo. Si comporta come un Tariq Ramadan qualsiasi, alla stregua di chi giustifica Al Qaeda motivato dall'odio per l'America e Israele.
La differenza dell'Occidente rispetto ai suoi critici e ai suoi nemici, però, sta tutta qui. Noi siamo capaci di dire che il folle norvegese ci disgusta e allo stesso tempo che quanti lo giustificano sono esecrabili. Continuiamo a difendere la democrazia e a combattere il multiculturalismo perché la violenza estremista ci fa rabbrividire. E oggi la prima cosa da fare per difendere l’Occidente è ripetere che Borghezio ha parlato come un pirla. Chi volesse prenderlo sul serio allo scopo di screditare la Fallaci, i conservatori e una certa idea di democrazia, va iscritto nello stesso club.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    11 Agosto 2011 - 05:05

    Se a sinistra hanno gli incubi...basta che vadano al governo e li vedremo trasformarsi in realtà.

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  • cowhand

    27 Luglio 2011 - 20:08

    Quando ci fu l'11 Settembre più di un imbecille disse (o velatamente fece capire dal pulpito di qualche giornale di sinistra)..."tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" cioè...."la politica estera americana può produrre queste conseguenze". Invece, in questro tragico caso, mica si è sentito un "tuttologo" che abbia pensato che tirar troppo la corda con l'immigrazione clandestina indiscriminata e con i disvalori dei valori si sarebbero "forse" prodotti mostri del genere. Borghezio sbaglia i tempi...dice cavolate, ma è sanguigno e i suoi eccessi...sotto sotto hanno tutti un seppur "micro", ma pur...fondo di verità, che si voglia o no.

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  • eraldo cacchione

    27 Luglio 2011 - 19:07

    che dicevate che lo squilibrato che aveva tirato una statuetta a Berlusconi era stato armato da Travaglio?

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  • Free2010

    27 Luglio 2011 - 18:06

    Insomma Borgonovo, alla fine cosa ci viene a dire? Che noi occidentali (che magari abbiamo massacrato varie popolazioni, nel corso della storia) siamo tutti dei bravi agnellini cristiani e che ogni tanto, solo ogni tanto, per carita', qualcuno un po' matto sbaglia? Che piaccia o meno il multiculturalismo e' SEMPRE esistito. Anche da noi il dio della religione cristiana lo abbiano importato dal medio oriente, un bell'esempio di contaminazione culturale e multiculturale contro la quale sicuramente l'indifendibile (oltre che inguardabile) Borghezio non avra' niente su cui sbraitare.

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