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A Venezia il Festival degli sprechi: pellicole pagate dallo Stato

La rassegna degli sprechi finanziata da Roma. Dal milione e 200mila euro di Crialese ai 300mila della Bellucci: quanto ci costa?

A Venezia il Festival degli sprechi: pellicole pagate dallo Stato
Sono passati due anni da quando il ministro Renato Brunetta tuonava contro il «culturame» e i «cineasti parassiti» che affollavano il Lido di Venezia. L’avessero ascoltato, alla 68esima Mostra del Cinema che inaugura oggi ci sarebbe un ospite sgradito in meno, il convitato di pietra chiamato Stato. Non c’è crisi economica, tsunami finanziario o guerra in Libia che tenga: i soldi pubblici per la settima arte vanno sganciati.

Del resto, scriveva l’economista Ernesto Rossi sul Mondo mezzo secolo fa, «il cinema è, in Italia, il “cocco di mamma”. I parlamentari, a qualunque partito appartengano, dedicano molte cure e destinano più quattrini al cinema che alle biblioteche, alla conservazione dei monumenti, alla salute pubblica, alla tutela della libertà dei cittadini. E come tutti i “cocchi di mamma” troppo sbaciucchiati, viziati e rimpinzati di dolciumi, il cinema italiano, nonostante promettesse bene da piccolo, è cresciuto male: è diventato un vitellone, per non dire un magnaccia». Dunque sotto a chi tocca, tutti in fila per la mungitura della vacca pubblica. E meglio se il film è un po’ politicamente orientato, nella migliore tradizione della Laguna rossa.  

Terraferma di Emanuele Crialese, che si presenta come una pellicola di buoni sentimenti sull’incontro fra un’italiana e un’africana sopravvissuta al tragitto su un barcone, ha ottenuto dal ministero dei Beni culturali 1.200.000 euro. Altra pellicola sul tema immigrazione è L’ultimo terrestre (dove gli stranieri sono gli alieni), l’attesa opera prima del fumettista Gian Alfonso Pacinotti (in arte Gipi), che ha ottenuto il sostegno finanziario della Toscana Film Commission. Per completare il trittico migratorio, ecco Il villaggio di cartone dell’ottuagenario  Ermanno Olmi (con un prete che ospita un bel gruppo di migranti), sovvenzionato dal MiBac con  1.000.000 di  euro.  Alla  commedia «antileghista» Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno (con Abatantuono nei panni di un imprenditore veneto decisamente ostile agli stranieri) sono arrivati invece 1.300.000 euro.    

Ma di soldi ce ne sono per tutti. Quando la notte di Cristina Comencini ha ricevuto 400.000 euro.    La coproduzione italo-franco-svizzera Un été brulant,   interpretata da Monica Bellucci,  300.000  (ma almeno si prospetta il nudo integrale della bella signora, quindi forse sono ben spesi).  A primeggiare per il maggior numero di contributi è la sezione   Controcampo Italiano  e non potrebbe essere altrimenti.  Scialla! di Francesco Bruni (300.000 euro), Qualche nuvola di Saverio Di Biagio (400.000 euro più un contributo della Roma Lazio Film Commission), Cavalli di Michele Rho (500.000 euro più la coproduzione di Rai Cinema) e Il maestro di Maria Grazia Cucinotta (40.000 euro: ma è un cortometraggio).

Nella sezione Settimana internazionale della critica, gestita autonomamente dal Sindacato nazionale critici cinematografici, due film realizzati grazie all’intervento pubblico: Missione di pace di Francesco Lagi (400.000 euro dal Minbac) e La-Bàs. Con il mare negli occhi di Guido Lombardi (la compagine produttiva include Rai Cinema nonché la regione Campania). Anche le Giornate degli autori, sezione autonoma (patrocinata  dai sindacati di categoria Anac e 100 autori), non mancano di  schierare  film sovvenzionati, come il mediometraggio Hit the road, nonna di Duccio Chiarini (40.000 euro più il contributo della regione Toscana), Ruggine di Daniele Gaglianone (1.000.000 euro più l’apporto produttivo di Rai Cinema e Apulia Film Commission) e Mundial olvidado di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni (200.000 euro).

Ma il meglio viene alla fine. Nella sezione Fuori concorso c’è il giusto tributo al vero eroe del finanziamento pubblico: Citto Maselli. L’uomo che nel 1995 si è beccato un milione e 321 mila euro  per girare Cronache del terzo millenio. Incasso al botteghino: 5000 euro.  Nel 1998, assieme ad alcuni colleghi, si è preso 432 mila euro per  Gli ultimi della classe, mai uscito. Nel 2005   464mila euro per  Civico zero. Risultato: 25mila euro circa di incassi.    A Lido quest’anno vedremo Scossa,  film sul terremoto di Messina del 1908 diretto con  Carlo Lizzani, Ugo Gregoretti e Nino Russo,  il quale oltre ai 200.000 euro sborsati dallo Stato può contare sui denari della Regione Sicilia e della Sicilia Film Commission.
Ma per un maestro come Citto, ci sembra il minimo.

di Francesco Borgonovo e Franco Grattarola

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Commenti all'articolo

  • limick

    02 Settembre 2011 - 20:08

    Ecco un parente!!! Vada pure siete in quattro. quando arriva il nonno comincia la proiezione!

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  • GiorgioBanino

    01 Settembre 2011 - 08:08

    E' l'arte di stato, che nessuno apprezza, tranne i cineasti. Fanno dei film talmente brutti e malfatti e malrecitati che gli unici spettatori sono parenti amici o colleghi. Giorgio Banino

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  • cellardoor2001

    31 Agosto 2011 - 20:08

    EH GIà INVECE SONO BEN SPESI I SOLDI CHE LO STATO DA A LIBERO COME A TUTTI GLI ALTRI GIORNALI. ALMENO STATE ZITTI IPOCRITI

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  • estikazzi

    31 Agosto 2011 - 17:05

    Prima di parlare di sprechi, occorre vedere se quei finanziamenti verranno recuperati con gli incassi. Scandaloso semmai è vedere che anche la Medusa, di proprietà di chi eroga i fondi, ne beneficia.

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