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I lettori a Silvio e Bossi: federalismo e meno tasse

Il sondaggio sul futuro del Pdl: vota e dì la tua. Le vostre risposte: chiedete il taglio dei costi della politica, autonomia fiscale e una sforbiciata alle imposte

I lettori a Silvio e Bossi: federalismo e meno tasse
I lettori di Libero non si accontentano del primo passo, l’abolizione della Casta, ma chiedono che la marcia per rifondare il Pdl e il centrodestra italiano vada avanti. Le mosse successive, stando alla seconda tornata di voti del sondaggio lanciato su Libero-news.it, sono chiare: riforma fiscale e federalismo, due argomenti intimamente connessi. Perché la prima significa diminuzione delle imposte, semplificazione del sistema, taglio delle aliquote e introduzione del quoziente familiare, ma tutto questo è realizzabile soltanto attraverso un vero federalismo fiscale e amministrativo. Uno stimolo al Pdl del futuro, sì, ma di riflesso anche uno sprone alla Lega che su queste due battaglie fonda da sempre la propria ragion d’essere.

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Ma a 48 ore dal lancio del sondaggio-dibattito, sul web la partecipazione è massiccia e si divide equamente su tutte e nove le opzioni. Nove, perché alle 20 di ieri su 4.542 voti totali (2.357 nella sola giornata di martedì) la riduzione della spesa pubblica e dei costi della politica continuava a dominare. Un Pdl che si rifondi come partito “anti-Casta” raccoglie ben 1.337 preferenze, addirittura il 29% del totale con dato in crescita (martedì sera era fermo al 23%). Dietro, come detto, federalismo (361 voti) e riforma fiscale (360), ma il distacco con le altre scelte è risicatissimo: riforma della giustizia penale (359 voti), liberalizzazione delle professione e degli studi (359), riforma della giustizia civile (358), riforma del lavoro (354), presidenzialismo (352), privatizzazioni (351) e misure per la sicurezza (351) sono tutte in un fazzoletto. A testimonianza che sono tutte opzioni fondamentali e, come ha scritto un commentatore martedì, “basterebbe attuarne cinque per dare un segnale straordinario della volontà di cambiare”.

Anche ieri, tra le lettere arrivate in redazione, i commenti pubblicati sul sito e le mail giunte all’indirizzo dedicato proposte@libero-news.it non sono mancati gli spunti di confronto. Per esempio l’utente vb6 scrive: “All'articolo riforma fiscale aggiungerei eliminazione delle banconote di valore superiore ai dieci euro. Lo scopo è di ridurre l’evasione fiscale che tantissimo costa ai contribuenti onesti, principalmente a reddito fisso”. Un altro lettore scrive in una e.mail la ricetta per guadagnare 130 miliardi l’anno: “Carcere per gli evasori sopra i 500.000 euro e per i corrotti. Liberalizzazione delle professioni (a partire dall’avvocatura), del mercato televisivo, e legge sul conflitto d’interessi (come in qualsiasi altro paese d’Europa)”.

Giovanna d’Arco torna invece sul tema della Casta e della cricca: “Aboliamo un po’ di questi privilegi e diamoli a qualcuno che non arriva a fine mese, mettiamo in campo più polizia (serve sul territorio) e togliamola dalle inutili scorte. E aboliamo questi inutili ordini baronali“. Bernardo Botti è sulla stessa lunghezza d’onda: “Una classe politica seria non deve guardare solo all’interesse contingente, ma pensare anche al futuro e pertanto il centrodestra dovrebbe intaccare anche il dogma dei cosidetti diritti acquisiti”. Quindi sforbiciate a provigioni e pensioni d’oro “così da poter sistemare i conti dell’Inps ed aiutare i giovani, che se saranno fortunati percepiranno il 50% dell’ultima busta paga“.

di Claudio Brigliadori

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Commenti all'articolo

  • vgrossi

    29 Settembre 2011 - 19:07

    tirata la riga di confine, ci si conta. 60 teste a ovest, 40 test ad est, ecco il debito, ammesso lo si voglia onorare. il demanio ? di qui e di là del confine, la sovranità è territoriale, sai ? per le società, stante il codicillo precedente temo che giustizia non conti, quanto la collocazione della sede sociale e del singolo stabilimento (unica deliziosa eccezione la Telefonica spagnola, che per tutta la guerra civile continuò imperterrita a servire tutte e due le parti). Avremo quindi la BPP ex ENI e la ENI (BPP= Benzima Popolo Padano). Non è questo il problema

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  • ambrogio.brambilla

    29 Settembre 2011 - 18:06

    Rispondo volentieri esprimendo una mia ipotesi: Il debito pubblico potrebbe essere suddiviso in vari modi: 1) o inbase al numero degli abitanti delle due nuovi realta statuali 2) o in base alla percentuale di prodotto interno lordo territoriale 3) più probabilmente il nord si assemerebbe invece un'eccedenza rispetto alle precedenti ipotesi lasciando al cs un maggiore vantaggio competitivo Il demanio ancora in testa allo stato centrale, ovviamente col vincolo della locazione geografica, e le partecipate potrebbero essere divise sulla base dei primi due criteri precedenti con l'opzione di portare la competenza di proprietà dell'area del paese che lo ritenesse opportuno a decurtazione del proprio debito, che verrebbe girato per tale valore all'area che riterrebbe di acqusire i beni oggi comuni. Sono solo alcune idee....

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  • umberto.barcelona

    29 Settembre 2011 - 18:06

    Dalla parte dello stato parassita contro i lavoratori e le imprese

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  • cioccolataio

    29 Settembre 2011 - 18:06

    va bene, dividiamo l'Italia in due: secondo lei il debito pubblico come dovrebbe essere diviso? e i beni del Demanio? e le società a partecipazione statale? e il resto? Ci dica, ci dica....

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