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E la politica parla di legge elettorale

La crisi non aspetta, ma intanto si discute su proporzionale e preferenze: un dibattito surreale. E oggi in Camera il ddl intercettazioni

E la politica parla di legge elettorale
Porcellum, Mattarellum, referendum, voto anticipato, Padania sì, Padania no, intercettazioni (se ne discute oggi) Saccomanni o Grilli: cos’è successo nelle ultime due settimane? Forse non c’è più la crisi? Eppure il differenziale tra il Bund tedesco e i Btp italiani rimane a livelli fuori dal normale e tra l’altro il cosiddetto spread resta costantemente più alto rispetto a quello spagnolo. Questo “premio” che l’Italia sborsa per essere più a rischio della Germania poi lo pagano i consumatori che vanno in banca ad accendere un mutuo. Perché è vero che i tassi sono bassi, ma le banche tricolore devono spendere di più per approvvigionarsi di denaro, per cui alla fine i clienti devono sopperire con rate più care.

Questa è la crisi e i dati che quotidianamente escono ci dicono che il futuro è tutt’altro che roseo, almeno nel breve termine. Solo ieri l’agenzia di rating Fitch  ha detto che nel 2012 il nostro Pil crescerà solo dello 0,2%. Non ci vuole quindi una scienza per capire che il rapporto deficit/Pil difficilmente sarà pari a zero nel 2013. Come ha scritto la Bce nella famosa lettera inviata al governo serve di più. Serve un salto di credibilità e fiducia. Due ingredienti che non si conquistano con l’introduzione delle preferenze all’attuale legge elettorale o innescando un dibattito su elezioni nel 2012 o nel 2013. Soprattutto se la solita Casta promette di tagliarsi ma finisce col parlare in politichese sperando che gli elettori dimentichino che l’Iva al 21% fa danni più del previsto alle tasche dei contribuenti. I palazzi romani probabilmente non lo sanno, perché viaggiano con l’auto blu, ma la benzina – nonostante il continuo calo del petrolio – si mantiene sopra gli 1,6 euro, a causa del rincaro delle accise con relativo ingrassamento dell’imposta sul valore aggiunto.

Ora, non è che bisogna piangersi addosso e fare i negativisti. Però non si capisce perché le decisioni anti-debito, come per esempio la valorizzazione del patrimonio pubblico, rimangano sempre lì sul tavolo. E perché il cosiddetto federalismo fiscale non parte? Per quanto tempo dovremo aspettare che le varie commissioni incaricate indichino i costi standard per iniziare a far risparmiare la sanità? Se  per fare la seconda manovra ci sono voluti tre giorni, prima di Ferragosto, cosa ci vuole per accelerare con le riforme che chiunque, anche chi non si interessa di politica, aspetta almeno da vent’anni? Più il tempo passa e più la situazione peggiora. Avete visto cos’è successo in Grecia? Nonostante le mille rassicurazioni di Francia, Germania, Commissione Ue e Bce, il governo di Atene ha detto che non riuscirà a rispettare gli impegni presi. Prima conseguenza sarà quindi il licenziamento di trentamila statali, con inevitabile caos sociale.

Ma anche negli Stati Uniti non stanno a guardare che la crisi passi da sola. Obama, che ora non è più sicuro di essere rieletto, è pronto a vendere strade e ponti, mentre il premier inglese Cameron vuole fare cassa cedendo le case popolari per costruirne di nuove e far ripartire l’economia. Noi? Porcellum, Mattarellum, referendum. E il redditum?

di Giuliano Zulin


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Commenti all'articolo

  • c.camola

    05 Ottobre 2011 - 10:10

    Condivido pienamente quanto è descritto dal Dott. Giuliano Zulin. Non mi resta che aggiungere di portarci fuori da questa impossibile situazione non in fretta ma SUBITO.

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  • vgrossi

    05 Ottobre 2011 - 09:09

    ... ma non mi piace che i condomini stiano a litigare come matti in assemblea sul colore delle scale mentre il condominio sta buttando sempre più fumo nero dagli scantinati. E' idiota che abbiano dipinto le scale di nero, sono d' accordo: ma ORA stia molto probabilmente stiamo andando a fuoco, e va a finire che il problema colore scale conti MOLTO POCO tra un amen. Ora il problema non è la qualità, la moralità, la indipendenza, la competenza di chi, per una causa o un' altra sta seduto in Parlamento: immagino che abbiano comunque intelligenza normale e buon senso comune tutti quanti. Ora, per me, una questione pure importante e fondamentale per la corretta gestione democratica è uno sperticato LUSSO, ci si deve occupare SOLO, a parere mio, di garantire una crescita per l' economia almeno per i prossimi 3 anni. Poi riprendiamo, con la coscienza tranquilla, il discorso della politica e delle sue regole, sciogliamo o teniamo le Camere, tutto quanto. POI tra 15 giorni,dopo l' estintore ..

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