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"No al carcere per i giornalisti. Ma bocche cucite per i pm"

Pdl, linea dura sulle intercettazioni. Belpietro: "La norma uccide la libertà di stampa. Basta che i giudici rispettino il segreto istruttorio"

"No al carcere per i giornalisti. Ma bocche cucite per i pm"
Passa la linea dura del Pdl sulle intercettazioni. Le commissioni hanno votato la norma che vieta di pubblicare anche per riassunto il contenuto delle intercettazioni fino all'udienza filtro. Inoltre il governo ha dato parere favorevole all'emendamento che prevede il carcere da sei mesi e tre anni per i giornalisti che pubblicano anche le intercettazioni considerate irrilevanti.


Quella sinistra spaventata - Il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ricorda un periodo in cui "la sinistra e i giornali erano terrorizzati dall'idea che si facesse lotta politica con la vita privata delle persone". Si parla degli anni in cui Eugenio Scalfari dirigeva l'Espresso. In particolare del 1960, quando "Giovanni De Lorenzo guidava il Sifar e fu accusato di aver accumulato dossier su uomini politici. Si parlò di golpe", ricorda Belpietro. Ci furono indagini e processi. Scalfari, poi, arrivò in Parlamento con il Partito socialista. Ma quelli "sono tempi dimenticati". Ora, infatti, "particolari della vita privata sono diventati utili per fare politica" e nessuno si stupisce più "dell'invasività della magistratura e dell'uso estensivo delle intercettazioni" che vengono pubblicate sulle pagine di tutti i quotidiani.

"I magistrati siano gli unici responsabili" - Ciò premesso, continua il direttore di Libero, "è evidente che la norma che sta per essere varata dal Parlamento rischia però di fare altri danni soprattutto alla libertà di stampa": i giornalisti rischiano il carcere. "E il problema non viene risolto, perché le cose continueranno esattamente come si è fatto fino ad ora". Resta infatti il rischio che la riunione tra giudici e avvocati per decidere la pubblicazione non risolva nulla. "Anzi, c'è il rischio che avvocati e magistrati si mettano d'accordo e che le intercettazioni continuino ad essere pubblicate". La soluzione? "Ci sarebbe. Ed è molto semplice - conclude Belpietro -. Basterebbe ripristinare il segreto istruttorio e stabilire cosa si possa pubblicare e che la responsibilità non sia in capo ai giornalisti ma ai magistrati, i quali devono essere i soli custodi del segreto istruttorio".

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  • Bobirons

    07 Ottobre 2011 - 10:10

    ""la responsabilità non sia in capo ai giornalisti ma ai magistrati, i quali devono essere i soli custodi del segreto istruttorio"". Ci voleva tanto per arrivare ad un assunto così semplice ? Ma con i parlamentari che ci ritroviamo, fra ignoranti (Darfur e Af(g)anistan, ricordate ?) e politicamente imparziali, cosa volete ! Però la colpa è anche nostra che li mandiamo in Parlamento. Alle prossime elezioni asteniamoci tutti e vediamo cosa accade. Un casotto ? Bah, forse. Certo che peggio di così sarà difficile.

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  • maxgarbo

    07 Ottobre 2011 - 10:10

    suvvia direttore sa meglio di me che certe procure vivono di intercettazioni, sono una vera agenzia stampa in tempo reale nel diffondere quello che non dovrebbero a stampta, Tv, web, blog. meglio una legge chiara che un compromesso, non crede?

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  • imahfu

    07 Ottobre 2011 - 09:09

    IL giornalista non puo' pubblicare nulla ; il deputato, con l'immunità, puo' svelare tutto. Ma si ha idea che dietro ad una intercettazione c'é molta gente che ne conosce il contenuto? L'operatore, il tecnico, il revisore del nastro, il trascrittore in parole, il correttore di bozze e, buon ultimo il (o i) magistrati. Allora chi é il colpevole di fuga di notizie? Il gatto. Quando poi si dice che non si difende la privacy , si raggiunge il colmo. Chi é intercettato é colui sul quale esistono seri dubbi di autore di reati. Da anni stiamo discutendo su intercettazioni che girano attorno al Premieer. Ebbene, qualcuno mi dica se non sono 'centrate' Tarantini, Lavitola, puttanelle varie: tutte hanno in comune l'esistenza di reati in corso o in preparazione Chi é onesto non ha nulla da temere.

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  • Forzagnocca

    07 Ottobre 2011 - 09:09

    Certo che viene attaccato da tette le parti, quelli dell'opposizione dicono tante stronzate e nessuno ci fa fa caso ma se Silvio dice una battutina ironica diventa un caso di vergogno mondiale. Voglio esprimere tutta la mia simpatia a Silvio Berlusconi perchè sono convinto che senza di lui quelli della sinistra ci avrebbero spellati vivi. Forza Silvio e viva la gnocca

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