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Steve Jobs, fu demone o genio? Contro: ci ha preso in ostaggio

Dibattito sull'eredità del fondatore della Apple. Ruggeri: per colpa sua non ci guardiamo più in faccia e siamo circondati da adepti spocchiosi

Steve Jobs, fu demone o genio? Contro: ci ha preso in ostaggio
Mentre familiari e amici di Steve Jobs hanno celebrato in forma privata il funerale del fondatore della Apple, il mondo celebra la figura di uno dei protagonisti della rivoluzione tecnologica del XX secolo. Per Francesco Specchia Jobs era un genio, per Miska Ruggeri un demonio. Ecco perché.

Leggi l'articolo di Francesco Specchia

Di seguito l'articolo di Miska Ruggeri


Trascorso il giusto giorno di commozione per la morte di un genio sconfitto dal cancro a soli 56 anni, è il momento di chiedersi chi sia stato davvero Steve Jobs. Che abbia cambiato il mondo è fuori discussione. Ma siamo proprio sicuri che lo abbia fatto in meglio, che il futuro da lui disegnatoci sia il più auspicabile? Tutti lo hanno dipinto come un benefattore dell’umanità, un Messia che ha migliorato la nostra vita quotidiana. E se invece fosse stato un instrumentum diaboli (come del resto la mela, dai tempi di Adamo ed Eva...), una sorta di Anticristo? Se la sua “visione”, per giocare con il significato originale del termine greco, fosse una vera Apocalisse?

Il mio primo pensiero, alla notizia della sua scomparsa, è andato a J.R.R. Tolkien, non proprio l’ultimo cretino, per il quale «il “progresso” materialista porta solo a un abisso spalancato e alla Corona di Ferro del potere del male». Quello stesso Tolkien che recitava il Pater noster in gotico per scacciare i diavoli eventualmente dimoranti nel registratore. Cosa avrebbe fatto il papà degli Hobbit dinanzi a un iPod o a un iPad?

Apple e Jobs, al di là delle responsabilità dirette, sono il simbolo di una ben precisa evoluzione, non solo tecnologica. Rappresentano lo Zeitgeist della contemporaneità. Epperò, allora, è tutta colpa loro. Se nel 2043, o forse pure prima, sarà acquistata l’ultima sgualcita copia cartacea del New York Times. Se i libri, con il loro inconfondibile e irrinunciabile profumo, saranno considerati alla stregua di reperti archeologici e le librerie come templi di un culto perduto. Se qualsiasi bambino è capace di segnare spettacolari gol in rovesciata alla PlayStation, ma poi, alle prese con un pallone vero, lo sa colpire solo di punta. Se un uomo maturo prima esce di testa e poi cade in depressione perché gli hanno fregato l’iPhone, visto che lì dentro c’è tutta la sua vita, l’amore, il lavoro, le amicizie... Se si finisce con l’essere sempre connessi con il mondo e sconnessi con la realtà più immediata, assomigliando così a Talete che tutto preso dall’osservazione delle stelle cade in un fosso. Se si finisce sotto un’auto facendo jogging, perché rintronati dalla musica nelle orecchie. Se abbiamo duecento amici a New York e nessuno con cui uscire il sabato sera ad Abbiategrasso. Se abbiamo sempre nuovi bisogni. Se chi possiede un feticcio Apple si considera parte di una razza eletta, ricalcando l’insopportabile pretesa di superiorità morale della sinistra. Se scaricare un’app in più è diventato uno status symbol e un punto d’onore. Se il caporedattore pretende che tu legga una mail anche la domenica mattina mentre sei in mezzo al mare col gommone...
E l’elenco, ovviamente, è estendibile ad libitum. Quindi, sul serio dobbiamo dire: grazie Steve?

di Miska Ruggeri

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Commenti all'articolo

  • emilioq

    10 Ottobre 2011 - 09:09

    Steve Jobs è stato un grande genio e trovo assolutamente stupido l'articolo! Ha inventato dei " giocattoli " che hanno cambiato la vita come Bill Gates e chi ha voluto, con libera scelta, ne ha usufruito e continua ad usufruirne. Per quanto mi riguarda sono pagine sprecate e da stupido spreco il mio tempo per commentarle!

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  • Peo

    10 Ottobre 2011 - 07:07

    Che dire... già i computer mi avevano cambiato la vita, consentendomi estensioni prima inimmaginabili nella mia operatività (e non solo nel lavoro....). Poi scoprii che grazie ai "giocattoli" di Jobs tutto questo si poteva fare ancora meglio. Non vedo nulla di demoniaco in questo. E certe contestazioni e critiche mi paiono simili - se non sovrapponibili - a quelle di chi in altra epoca contestava i telai meccanici, che avrebbero soppiantato un certo artigianato manuale.

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  • liberal1

    08 Ottobre 2011 - 20:08

    dissento in pieno poiché voi che credete che essere meno rintronati con la musica agli orecchi e che i computer isolano le persone voi che vi godete la tecnologia novecentesca il frigorifero la lavatrice la televisione il vostro giornale fatto di carta a scapito degli alberi voi che avete l'autovettura siete sicuri che non stiate vivendo le cose create dal genio di un inventore? come lo è stato steve jobs per questa nuova rivoluzione industriale? Non fate come quelli del fatto quotidiano o dell'unità o addirittura del corriere della sera rimanete giornalisti più lungimiranti sembrate i politi del PD e iDV? E DELL'udc che tutto quello che fa BERLUSCONI è sbaglaito peràò ne usufruiscono.

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  • greysmouth

    08 Ottobre 2011 - 18:06

    Emron, GM, Lehman Brothers ecc. fanno ripensare al capitalismo così come lo intendono gl Americani; e hanno fallito, in tutto. Loro sono il 5% della popolazione ma consumano il 30% delle risorse del pianeta. Il caro Jobs produce (quasi) tutto in Cina, in una fabbrica con 300.000 operai e potete immagimare le condizioni di lavoro, per non dire del salario. I disoccupati statunitensi ringraziano il defunto mecenate. Ma quello che vende è niente, illusioni, intrattenimento, moda e status symbol...Non ricchezza per il Paese, solo quotazione di Borsa , dividendo agli azionisti e bonus milionari ai dirigenti. Non terra fertile da coltivare o mattoni per una casa. Se parliamo di Zeitgeist, allora rivolgetevi al Mouvement, un entità che fa della saggezza e dell'umiltà lo scopo della sua esistenza. Amen.

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