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Steve Jobs, fu demone o genio? Pro: ci ha dato tempo e sapere

Dibattito sull'eredità del fondatore della Apple. Specchia: lo temono gli antimodernisti , ma ci ha donato tanto. A patto di non essere schiavi

Steve Jobs, fu demone o genio? Pro: ci ha dato tempo e sapere
Mentre familiari e amici di Steve Jobs hanno celebrato in forma privata il funerale del fondatore della Apple, il mondo celebra la figura di uno dei protagonisti della rivoluzione tecnologica del XX secolo. Per Francesco Specchia Jobs era un genio, per Miska Ruggeri un demonio. Ecco perché.

Leggi l'articolo di Miska Ruggeri

Di seguito l'articolo di Francesco Specchia

La vita può essere Apple iOs o Android: vivaddio ognuno può scegliere il suo sistema operativo. Premettiamo che l’autore dell’invettiva antiApple, Miska Ruggeri, è collega plurilaureato, uomo colto e grecista di raffinato pensiero. Ma - senza offesa - rispetto a lui, in tema di secolarizzazione tecnologica dell’umanità e di antimodernismo, Massimo Fini è Bill Gates. Per Miska fino a pochi anni fa inviare una email o scaricare un allegato erano atti eversivi. Con molta probabilità, fosse vissuto nel 700 inglese avrebbe strappato a Ned Ludd il bastone, per distruggere personalmente, con ferocia, i telai meccanici che stavano accendendo la rivoluzione industriale. Ovviamente la sua aspirazione luddista è cristallina, e argomentatissima. Però la tecnologia -diomio- avanza.

 La memoria degli uomini abbandona la carta per il silicio, i computer macinano icone e allargano i pensieri oltre gli stretti reciti della pagina scritta; alle nuvole di Zeus si sostituisce lo sbuffo di iCloud. E può accadere che anche gli dei dell’Olimpo, alla fine, siano costretti a cedere il passo ai semidei in maglioncino nero St. Croix e sneakers da 300 dollari. Gente che riesce a far addentare al mondo intero una gigantesca mela elettronica. Steve Jobs è stato più efficiente del serpente nel paradiso terrestre; e, in più, il paradiso inteso come giardino dorato per pochi eletti, Jobs se l’è comprato, e ci ha fatto un immenso Apps Store con domicilio a Cupertino. In questo forse, è stato davvero un Anticristo; ma al di là  dell’inevitabile vena di profitto, della filosofia hippie  convertita alla produttività implacabile, le sue invenzioni hanno davvero plasmato il futuro.

Per un Tolkien che esorcizzava la modernità nella Terra di Mezzo,  rivelavano entusiasmo letterario per la tecnologia: Bacone, Huxley, Swift che immaginava le macchine volanti come promanazione dell’anima. Il reazionario Salgari nelle “Meraviglie del Duemila” anticipava invenzioni inenarrabili ritenute salvezza dell’umanità. È vero: lo studioso Philip Meyer  scriveva che L’ultima copia del New York Times sarebbe stata stampata nel 2043, per colpa (anche) di Jobs; ma sosteneva pure che la nicchia della carta sarebbe stata affiancata da versioni web dei giornali sempre più accurate e fantasiose. È vero: l’ebook prenderà piede, ma nella Biblioteca di Babele, dove s’accumula il sapere umano, Borges non afferma che i libri debbano essere necessariamente di carta. È vero: c’è chi pensa che di inserire tutta la sua vita in un iPhone e si dispera se glielo fregano: ma basta farsi un back up  dei dati per non disconnettersi dalla realtà. Basta dare ai propri figli un iPad con lo stesso spirito con cui i nostri padri ci regalavamo l’album Panini, per capire che la tecnologia può migliorarti la vita. Se la sai usare. Jobs sapeva farlo.

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • francescospecchia

    27 Ottobre 2011 - 17:05

    ...ovvio che si conosca Ritchie, già premio Turing (assieme a Thompson) senza il quale il concetto di sistema operativo sarebbe stato sicuramente diverso. Non sarò un informatico ma un minimo d'infarinatura sulla materia ce l'ho. E'' lei che fa lo snob intellettuale, mi scusi, caro Darkstar, peraltro offendendo. .. Ma la notizia, caro Darkstar, al di là del valore dell'uomo Ritchie (che, peraltro, è morto dopo che ho scritto il pezzo), è che Jobs rappresenta un'icona culturale che va al di là dell'informatica. E il fatto che tutti i giornali del mondo abbiano messo Jobs in prima pagina e non Ritchie vorrà dire qualcosa. Jobs era un genio perchè travalicava la scienza e la univa all'umanesimo, da qui le citazioni. Poi, ovviamente, ognuno è liberissimo di criticare... fs

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  • darkstar

    21 Ottobre 2011 - 18:06

    ... ridicolo e pieno di scempiaggini intellettualesi. Jobs é stato forse un genio, ma piú che altro del marketing, per aver saputo trovare la giusta nicchia di mercato e averla saputa sfruttare a fondo. Se Jobs non fosse mai esistito non penso che il mondo sarebbe tanto diverso. Un autentico genio, che realmente ha cambiato il mondo, la cui morte é naturalmente passata ignorata dal "grosso" pubblico, invece é stato Dennis Ritchie, uno degli inventori del linguaggio C. Naturalmente non mi aspetto che il signor Specchia conosca l'una o l'altra cosa, anche se sono alla base di tutta l'informatica moderna.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    10 Ottobre 2011 - 22:10

    Questo Signore, ha capito in ritardo che per correre appresso al progresso tecniologico e il rispettivo guadagno in dollari, dimenticò di poter conoscere e amare i propri figli. Ha lasciato un'Industria che primeggia nel mondo ma, all'infuori della sua tecnologia, ha mai capito che cosa significa esere un uomo semplice che la mattina si alza ammirando il sole,il cielo e le creature che vivono in questo Paradiso terrestre ? -NO. Egli era solo un dizionario tecnicoscientifico per una società inumana che corre solo appresso al potere economico e scientifico arido e freddo. Preferisco accendermi il fuoco come facevano gli antichi miei fratelli e vivere all'aruia aperta sentendo l'odore delle erbe e degli alberi e godere dell'acquia fresca di un ruscello e magari, senza una lira in tasca e non avere nemmeno un telefono che solo a sentirne il trillio mi sento male. Costui, non può essere paragonato a nessu n Santo, nemmeno di serie b.

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  • Peo

    10 Ottobre 2011 - 07:07

    I computer mi hanno cambiato la vita nel lavoro e non solo, e ho sempre (fino a pochissimo fa) ritenuto Jobs, i suoi prodotti e le sue intuizioni legati ad un mondo di fighetti presuntuosi e saccenti. Mi sono dovuto ricredere quando ho cominciato a maneggiare (e per caso) le sue macchine eccezionali. Stupende, di fattura pregevole e curatissima e certo per questo care. E il suo sistema operativo, che NON produce "spazzatura" in continuazione, tanto da richiedere programmi appositi e costosi di pulizia e ripristino. O di protezione (antivirus). E il MODO di lavorare con Apple, con gestures e un utilizzo DELLA MANO E DEL GESTO che ti permette sempre più un interfacciamento con la macchina lontano dal "pulsante da premere". Dopotutto il mouse - alle volte non lo si sapesse - l'ha inventato Jobs. Ora, tutto questo costa. Ma guardatevi iPhone, una mattonella, un piccolo monolite di vetro e metallo, maneggiatelo un po' e capirete perchè il resto scompare nel paragone.

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