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Facci: Devono pagare e basta

Il commento: la risposta di Mario Monti sull'Ici non pagata dalla chiesa? E' stata una risposta decisamente stronza

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Facci: Devono pagare e basta

Ora forse si può dire: la risposta di Mario Monti sull'Ici non pagata dalla Chiesa («È una questione che non ci siamo posti») è stata una risposta discretamente stronza. «Non se la sono posti»: beh, se la pongano e pure in fretta, visto che gli immobili della Chiesa non pagano niente senza una ragione, come hanno notato persino quelle retroguardie che ormai sono i partiti. Bisognerebbe fare come ha fatto Giuliano Pisapia col divieto di circolazione: lo si applica a tutti e basta, le esenzioni le si vede poi, caso per caso. Stessa cosa per l'Ici o Ires: paghino tutti (anche i partiti) dopodiché si distinguerà tra attività «particolarmente meritevoli» (legge Amato, 1992) o «effettivamente meritoria» (Cassazione, 2004) o «non esclusivamente commerciale» (legge Prodi, 2006) e ancora tra «circolari interpretative» (Tremonti, 2009) o commissioni tributarie (provinciali e regionali) o sentenze del Consulta o della Corte di Giustizia o della Commissione europea. Il tutto per capire quello che hanno capito tutti tranne Casini e Avvenire: che le attività della Chiesa (in alberghi, ristoranti, cinema, cliniche, scuole, impianti sportivi e interi palazzi con appartamenti in affitto) mischiano culto & commercio per non pagare, mentre la concorrenza le tasse deve pagarle tutte. Perché? È una questione che ci siamo posti.

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • fatti neri

    16 Dicembre 2011 - 23:11

    di fronte all'ignomia umana, dato che le ali non le hanno ma convincono i deboli di mente a credere negli angeli mentre loro sono i demoni del fisco. craxi li aveva avvisati quando i vampiri hanno iniziato a succhiare la linfa vitale dei soldi pubblici, con il concordato e l'8 x 1000 ,,,,crollerà,,,a breve. by fatti neri

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  • antonimo

    11 Dicembre 2011 - 10:10

    Il furore giacobino di Facci sarebbe degno di miglior causa. Il gioco di costui è fin troppo scoperto, si parla di Ici per la Chiesa per non parlare degli sprechi veri che sono ben più consistenti. Il chiedere che prima si paghi e poi si facciano le verifiche, dimostra il totale disprezzo per i diritti di tutti i cittadini, il che è semplicemente disgustoso.

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  • Stefano55

    10 Dicembre 2011 - 08:08

    Ogni volta che si toccano i diritti acquisiti di qualcuno, emergono i tanti pregi che verrebbero calpestati con la riduzione di tali diritti. Sacrosanto! Però vorrei fare presente ai difensori degli ecclesiastici che in Italia coloro che LAVORANO E PAGANO LE TASSE sono una razza in via di estinzione, proprio per il fatto che coloro che vivono alle loro spalle (con tutti i meriti del caso) sono ormai in numero insostenibile. Per quanto possa apparire venale colui che rivendica il pagamento dell'Ici anche al parroco di quartiere, nonostante le opere caritatevoli e meritorie, credo che non si possa riconoscere che chi ha duramente lavorato e pagato il 50% del proprio reddito per sostenere tutta la baracca, non sia ugualmente meritorio. Se poi si scopre che il parroco gestisce anche una attività commerciale su cui non paga tasse, ed i proventi finiscono nell'immenso capitale di Santa Romana Chiesa, nulla si toglie ai meriti del parroco, ma non se ne può fare carico il mondo del lavoro.

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