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Facci Contro Travaglio e le spettacolari cazzate di Marco su processi, querele e Berlusconi

L'appunto: nell'editoriale 'Scemi di guerra' una serie di improbabili affermazioni sulla giustizia

Facci Contro Travaglio e le spettacolari cazzate di Marco su processi, querele e Berlusconi

Travaglio è in forma. Ieri ha scritto l’editoriale «Scemi di guerra» ma non parlava del target del suo quotidiano, bensì - male - di qualche collega: non l’aveva mai fatto. Dopodiché ha infilato una serie di spettacolari cazzate, tipo: «Prima che a condannare o ad assolvere, i processi servono ad accertare i fatti». No, guarda, i processi servono proprio a condannare o ad assolvere: i fatti appartengono agli storici, non  all’onnipotenza dietrologica dei magistrati amici tuoi. La seconda cazzata l’ha scritta venerdì: le querele, dice, sono diventate un problema per colpa di Berlusconi. No, guarda, sono un problema da quando le sporgono i tuoi amici magistrati, che si giudicano tra loro e vincono sempre: vuoi qualche dato? Anche perché dalle tue parti, comprendo, di querele togate ne girano poche. La terza cazzata l’ha scritta perché innervosito dal 25mo proscioglimento di Berlusconi: certi giornali, parole sue, hanno «una ridicola concezione agonistica del diritto penale». Parla lui che colleziona le figurine degli inquisiti da vent’anni (celo, manca, prescritto) anche se l’album, Marco, l’hai finito da un pezzo: e le copie calano. A proposito: l’amministratore del tuo giornale, su «Italia Oggi», ha detto: «La stragrande maggioranza dei nostri lettori ci ha detto che di Saturno non gliene frega nulla». E sfido: era un inserto culturale di otto pagine. Prova con otto pagine di verbali, Marco.

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • eureka.mi

    08 Marzo 2012 - 15:03

    Bravo Facci, tempi duri per certi giornalisti che non possono più prendere di mira Berlusconi, sanno solo arrampicarsi sugli specchi.

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  • GMTubini

    01 Marzo 2012 - 21:09

    Suvvia non te la prendere, si scherzava! Ecco, io, nel comodino ho tre libri, di quelli che si possono leggere tranquillamente anche a pezzi e bocconi: uno è di Guareschi, uno è proprio di Buzzati e l'altro dell'inconfondibile Giorgio Marchetti. Buonanotte biri, se non tu ci fossi stato t'avrebbero dovuto inventare! P.S. Mi sa tanto che la storia della poesia di Buzzati tu me l'abbia rivenduta, temporibus illis, sotto un altro pseudonimo.

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  • macciacb

    01 Marzo 2012 - 20:08

    e'un dato di "fatto" che da quando berlusconi ha lasciato il posto a monti le vendite in edicola del quotidiano di travaglio hanno subito un forte calo e ve lo dico con certezza perche' sono un addetto ai lavori( basta guardare i dati di vendita ufficiali fieg).le notizie e gli scandali sugli odierni ministri e accozzaglia di governo attuale fanno meno presa sul lettore medio del fatto che ha solo un nemico giurato:berlusconi.passera' prima o poi la moda giustizialista che negli ultimi anni ha caratterizzato i media nazionali e speriamo anche la contrapposizione tra pro e contro berlusconi che vorrei ricordarlo ha governato per tanti anni perche' ha preso piu' voti di tutti alle elezioni. in democrazia funziona cosi' ed e' bene ricordarlo a qualcuno.....

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  • biri

    01 Marzo 2012 - 19:07

    Se avessi bisogno di frugare nella rete per parlare italiano, caro zuzzurellone, parlerei come lei, vale a dire come il traduttore di Google. Per una volta, però, mi sono divertito a dare un'occhiata, et voila: "C’è un sistema semplicissimo e pratico per stabilire se una poesia è vera poesia" (Dino Buzzati; "In quel preciso momento"). Opperbacco! E l'ottativo? Dove è andato a finire? Gliel'ho già detto, lei è profondamente ottuso e, pertanto, non è in grado di cogliere nessuna sfumatura della nostra (nostra? Dubito che le appartenga in qualche misura) lingua. Ed è talmente acrimonioso e rancoroso da negare l'evidenza. Le ho già scritto che io non avrei avuto difficoltà ad ammettere l'uso del congiuntivo, mentre lei si ostina a dettare "precetti" che possono al massimo funzionare per un robot (ottuso come lei). Povera e vuota persona, vada a farsi benedire.

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