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Vademecum nutrizionale

Etichette alimentari: ecco le regole per scegliere il prodotto giusto quando si fa la spesa

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Etichette alimentari: ecco le regole per scegliere il prodotto giusto quando si fa la spesa

L'etichetta nutrizionale sugli alimenti che si sta diffondendo in Europa, proposta da multinazionali come Coca Cola e Pepsi, boccia quasi l'85% del Made in Italy a Denominazione di origine (Dop). Come riporta Il Giornale, alcuni prodotti simbolo dell'Italia sono stati infatti criminalizzati ingiustamente dall'etichettatura con i bollini a semaforo, che si basa su una scala di colori che va dal verde al rosso, per segnalare il quantitativo di grassi, sale o zucchero e l'apporto calorico per 100 grammi. Questo criterio di valutazione alimentare è stato però criticato e in molti si chiedono quindi come dobbiamo comportarci quando facciamo la spesa. Ecco le regole che ci guidano nella scelta degli alimenti giusti e che evitano di incorrere in spiacevoli sorprese a tavola. Basta leggere scrupolosamente le etichette sulle confezioni.

Innanzitutto bisogna distinguere tra luogo di produzione o di confezionamento e luogo di origine della materia prima, obbligatorio ad esempio per prodotti bovini. Attenzione poi alla definizione di "naturale", usata in modo generico, e alle espressioni "light" e "a basso contenuto calorico" che non sempre corrispondono ad alimenti del tutto dietetici. La data di scadenza può essere segnalata in tre diversi modi, in riferimento a giorno, mese e anno, ma è opportuno non confondere le due dizioni possibili: la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro..." indica che il prodotto perderà odore e sapore senza rischi per la salute, mentre "da consumarsi entro..." stabilisce la data di scadenza effettiva del prodotto, ovvero quando non sarà più sicuro consumarlo. Gli aromi, i coloranti, i dolcificanti e i conservanti devono essere citati sull'etichetta con il loro nome scientifico o con la lettera E seguita da tre cifre. I cibi biologici devono contenere almeno il 95% di ingredienti prodotti con metodo bio. Infine non va confusa la Denominazione di origine protetta (Dop), attribuita agli alimenti che dipendono interamente dal territorio in cui sono prodotti, dall'Indicazione geografica protetta (Igp), che indica una zona della fase di lavorazione che non necessariamente corrisponde alla zona di origine della materia prima.

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Commenti all'articolo

  • wintek2

    11 Aprile 2017 - 15:03

    articolo insignificante scritto unicamente per riempire un po di spazio

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