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Giorgio Avola e Daniele Garozzo

È questo il modo per insegnare a vivere

I due campioni di scherma: «Così i giovani riscoprono il rispetto dell’avversario e delle regole che mancano altrove

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È questo il modo per insegnare a vivere

Numerosi i testimonial sportivi intervenuti ieri a Quarto Oggiaro in appoggio all’iniziativa sociale di Lottomatica e Coni.Fra essi spiccavano senza dubbio due maestri della scherma tricolore: Giorgio Avola, campione olimpico con l’oro a Londra nel 2012 per
la disciplina del fioretto a squadre, e Daniele Garozzo, che per la medesima categoria ha vinto l’oro ai mondiali di Mosca del 2015, peraltro ambedue inquadrati nella Guardia di Finanza. Entrambi, oltre a esibirsi in una prova di scherma davanti ai ragazzi, hanno rimarcato come lo sport nei quartieri disagiati possa essere un’ottima ricetta per insegnare
ai ragazzi la legalità e il rispetto delle regole.

Ha spiegato infatti Avola: «Lo sport è già di per sé scuola di vita e di lealtà. Inoltre il fioretto, e più in generale tutti quegli sport che ancora oggi sono rimasti poco conosciuti, a differenza del calcio, offrono ai giovani l’occasione per riscoprire quel rispetto dell’avversario e delle regole che spesso è venuto a mancare altrove. Specialmente nella fascia di età dai 7 ai 13 anni è importante ricordare l’importanza della stretta di mano all’avversario, che per esempio nella scherma si effettua prima e dopo ogni attacco. Oltretutto il nostro è stato fra i primissimi sport a introdurre la moviola per esaminare eventuali errori degli arbitri.

E in tal senso può essere un modello per altre discipline. Infine, questa disciplina può essere interessante per i ragazzi perché educa alla manualità e alla cura di un attrezzo». Gli ha fatto eco Garozzo, che ha puntato soprattutto sul senso di equilibrio psichico che l’attività fisica può dare: «Un ragazzo troppo esuberante e vivace può imparare l’autocontrollo e la dedizione che servono per impratichirsi nella disciplina. Questo è vero specialmente per la scherma, che esige precisione e coordinazione. In più, nel nostro sport, il fatto stesso di indossare una maschera protettiva può aiutare perfino un ragazzo eventualmente troppo timido ad agire nel modo giusto. Si aiutano quindi i caratteri più diversi a formare un proprio equilibrio interiore».

Fra gli altri ospiti che con la loro presenza hanno incoraggiato i ragazzi, le pallavoliste del Club Italia Vittoria Piani ed Elisa Zanette, poi Alessandro Gentile dell’Olimpia Basket Milano e il fondatore della società sportiva ASD Futura, l’allenatore Pietro Pastorini, fra i primi a credere nella promozione dello sport nelle periferie, nel suo caso mediante l’atletica. 

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