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Vincere da grandi

Nei quartieri difficili lo sport batte il disagio sociale

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Nei quartieri difficili lo sport batte il disagio sociale

Quando lo sport ti toglie dalla strada e ti salva la vita sopporti meglio perfino gli eccessi che in parte lo hanno snaturato. Sopporti gli ingaggi milionari dei calciatori. Sopporti gli scandali del doping che periodicamente si conquistano le prime pagine dei giornali. Sopporti perfino che le Olimpiadi diventino terreno di scontro politico. A farti guardare con aria benevola tutta questa fenomenologia che farà sicuramente rivoltare nella tomba il barone De Coubertin, inventore del giochi olimpici moderni, sono alcune manifestazioni legate allo sport di segno esattamente opposto. È il caso dell’iniziativa frutto della collaborazione fra Coni e Lottomatica, battezzata «Vincere da grandi» che offre a bambini e ragazzi fino a 14 anni una possibilità di riscatto per affrancarsi da contesti sociali a dir poco problematici.
L’iniziativa, partita il 23 aprile dello scorso anno, ha coinvolto fino ad oggi oltre 800 giovani, toccando quattro tappe: la prima al Foro Italico di Roma, poi a Scampia (Napoli) con Giovanni Maddaloni, presidente e maestro dello Star Judo Club. Successivamente al quartiere Zen di Palermo con Rachid Berradi, atleta olimpico a Sydney 2000, tra i più forti azzurri del mezzofondo. Infine a Milano, precisamente a Quarto Oggiaro.
Ai bambini e ai ragazzi coinvolti nel progetto viene offerta gratuitamente la possibilità di vivere una esperienza sportiva che per loro può rappresentare una importante opportunità per iniziare un percorso di crescita e di sviluppo corretto.
Le discipline nelle quali i giovani aspiranti atleti possono cimentarsi sono numerose: atletica, basket, tennis, pallavolo, ginnastica, nuoto, karate, rugby, badminton, judo, taekwondo. Oltre, naturalmente, al calcio.
La scelta di fare tappa nei luoghi simbolo del degrado sociale, dove il disagio giovanile travolge intere generazioni, riassume il senso di una sfida che Coni e Lottomatica, che di scommesse se ne intende, hanno scelto di raccogliere sui terreni di gioco più difficili. Quelli di alcune fra le aree più degradate del Belpaese.
Vincere da grandi ha fatto tappa in settimana a Corviale, alla periferia di Roma, nella struttura della Ssd Calciosociale, e a Rosarno, Reggio Calabria. Anche in questo caso, i giovani possono praticare gratuitamente varie discipline sportive. In un contesto educativo di eccellenza, tutte le attività sono sempre seguite da tecnici federali e da campioni olimpici che seguono da vicino i giovani durante lo svolgimento dei corsi di calcio, atletica, ginnastica ritmica e calcio freestyle.
«Il proseguimento del progetto Vincere da Grandi», spiega Fabio Cairoli, presidente e amministratore delegato di Lottomatica Holding, «conferma la convinzione di Lottomatica, attraverso il Gioco del Lotto, sull’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per realizzare progetti di pubblica utilità. Grazie all'iniziativa realizzata insieme al Coni intendiamo offrire un'opportunità per vivere lo sport come uno strumento di inclusione sociale. Finora siamo riusciti a coinvolgere circa 800 ragazzi, registriamo grande soddisfazione e siamo orgogliosi di aver dato loro una mano».
«Mi sembra una cosa bella, grande, di cui siamo molto orgogliosi», ha affermato nel corso della tappa romana il presidente del Coni Giovanni Malagò, «fra l’altro abbiamo dato un senso alla nostra voglia di dare una mano al sociale».
Ad arricchire l’agenda delle manifestazioni che hanno segnato le diverse tappe del programma, la presenza di alcuni campioni dello sport. A Roma Carlo Molfetta, capitano della nazionale di taekwondo e oro olimpico a Londra 2012, a Scampia il maestro di judo Maddaloni, allo Zen con Berradi e a Quarto Oggiaro con i campioni di fioretto Giorgio Avola e Daniele Garozzo e le nazionali azzurre di pallavolo Elisa Zanette e Vittoria Piani.

Adriano Bascapè

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