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Buzzi&Buzzi in 'olimpo' del design internazionale con Genius

Buzzi&Buzzi in 'olimpo' del design internazionale con Genius

Roma, 27 nov. (Labitalia) - Dopo il successo già riscosso a Euroluce e al DesignJuntion di Londra, ora si prepara a conquistare il 'pianeta'. E’ Genius, l’ultima creazione di Buzzi & Buzzi, azienda lombarda tra i leader nel settore dell’illuminazione, che è stata appena inserita nella ristrettissima rosa dei finalisti del prestigioso Mixology North Awards che da oltre 10 anni premia il meglio del design mondiale. Una community di oltre 500 architetti, designer e consulenti che in modo indipendente votano il meglio del 2015 sia dal punto di viste delle linee che delle tecnologie.

Nel corso della cerimonia che avrà luogo il 3 dicembre, a Manchester, presso l’Hilton Manchester Deansgate, una selezionata giuria di architetti ed esperti assegnerà, tra gli altri, il premio Product of the Year Interior Accessories & Technology dove Buzzi & Buzzi, che qui ha collaborato con la Tyson Lighting, dovrà vedersela con il Flo Power Hub di Colebrook Bosson Sauders e i Mecd Elements di iDEA.

Ma quali sono le ragioni di questo successo? "La chiave di tutto - spiega una nota - è la semplicità di una luce che diventa protagonista proprio perché scompare 'magicamente' trasformandosi in uno straordinario strumento funzionale. Ispirato alle meraviglie della leggenda di Aladino che ne hanno suggerito il nome, Genius è infatti così battezzato proprio perché soddisfa i tre desideri del progettista illuminotecnico. In primis, l’intensità luminosa, incredibile per un foro di soli 20 mm, in grado di erogare un flusso di ben 1000 lumen, un output luminoso decisamente fuori dal comune".

"In secondo luogo, l’estetica: ritagliato all’interno del soffitto e in assenza di giunti, quindi in piena continuità con la superficie, Genius è un cerchio così minuto - sottolinea - da scomparire, se spento, ma anche in grado di far risaltare gli oggetti con drammatica teatralità, minimizzando il punto luce fino al suo ideale annientamento. La sorgente luminosa si concretizza in un cono di luce dal volume netto, che investe le superfici sottostanti ed evoca la magia di un palcoscenico".

"Infine, ma non meno importante, l’affidabilità. Il nuovo incasso Buzzi & Buzzi è infatti l’unico sul mercato a prevedere la possibilità di manutenzione frontale della sorgente Led da un foro di soli 20 mm, grazie a un meccanismo di bloccaggio a spinta che ne consente l’estrazione e la sua immediata sostituzione. Una praticità che rende inutili le botole d’ispezione e ogni intervento invasivo, rendendo facile e immediato il mantenimento e garantendo, di conseguenza, una maggiore sicurezza", spiega.

"Oltre alla tecnologia delle forme, l’avanguardia di questo prodotto - assicura - è rappresentato anche dall’utilizzo dell’ AirCoral, l’esclusivo materiale brevettato dal brand lombardo le cui proprietà vanno ben oltre la norma. Un composto totalmente ecosostenibile che non si limita a non inquinare, ma addirittura purifica l’ambiente circostante e può essere decorato con ogni tipo di pittura senza perdere le proprie caratteristiche, adattandosi alle richieste del progettista/cliente".

"Essere stati candidati per questo importante premio - spiega il titolare Andrea Buzzi - è per noi motivo di grande soddisfazione. Da sempre Buzzi &Buzzi punta sull'innovazione e la ricerca e questo riconoscimento conferma che siamo sulla strada giusta. Genius, che sta riscontrando un grande successo e che sarà protagonista al Cnr di Roma, è il nostro orgoglio, la perfetta combinazione di funzionalità e semplicità, di potenza e precisione".

"La collaborazione con Tyson Lighting - aggiunge Dario Buzzi, autore dell’ingegnerizzazione di Genius - è stato davvero elettrizzante e credo che la giuria abbia colto l’unicità del nostro prodotto. Un bel regalo per il nostro 25mo anniversario, la dimostrazione che il Made in Italy può ancora dire la sua ad altissimo livello e che la crisi si batte solo con l’ingegno e la voglia di mettersi in gioco”.

Ora tocca ai giudici, Roger Stephenson (Stephenson Studio), Diana Monkhouse (Aukett Swanke), Chris Jenkins (Peldon Rose) e Mustafa Afsaroglu (Hlw) esprimere il proprio parere, "ma l’essere qui è già un successo per un marchio che non vuole accontentarsi", conclude.

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