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E' sempre più 'lei' a scegliere il vino, 41% consumatori è donna

Firenze, 26 feb. (Labitalia) - E' donna il 41% dei consumatori di vino. E, nell'ambito enologico, il ruolo femminile è sempre più rilevante. A partire dalle produttrici, che oggi rappresentano oltre il 30% delle aziende italiane, ma anche le sommelier che hanno superato il 40%. E sempre di più spetta a una 'lei' scegliere il vino al ristorante e persino a provarlo prima del servizio. Le bevitrici 'in rosa' hanno smesso di sentirsi in imbarazzo e c’è persino, fra i maschi, chi le trova sexy. E' quanto emerge dai dati diffusi dall’Associazione Donne del vino, in occasione della 'Festa delle donne del vino', in programma in tutta la Toscana per sabato 5 marzo, il primo grande appuntamento sul tema vino organizzato in Italia dalle donne e destinato alle donne.

Le donne bevono meno spesso ma forse in modo più attento, anche perché usano il vino come strumento di socializzazione e persino di emancipazione. Le consumatrici italiane sono per metà laureate o diplomate, hanno iniziato a bere vino intorno ai 20 anni, non privilegiano le bottiglie della propria regione e se sono esperte assaggiano volentieri anche i vini esteri. In linea di massima, le donne preferiscono i vini freschi e fragranti, come le bollicine di cui sono grandi consumatrici, e in seconda battuta i rossi corposi.

Il 'gentil sesso' vorrebbe comprare vino in enoteca e, se è veramente un’esperta lo fa, ma in realtà lo shopping 'in rosa' di vino avviene ancora prevalentemente nella Gdo. Il 61% delle donne che amavano bere vino dice no all’uomo astemio, ritenuto poco attraente. Invece, il maschio che apprezza il vino è visto come ricco di cultura (32%), interessante (26%), divertente (24%). Il 74% delle donne, infatti, apprezza bere vino con il proprio partner.

Una rivoluzione al femminile, dunque, nel momento in cui le consumatrici di vino cominciano a diventare protagoniste in Usa, Giappone, Cina, Svezia e sempre di più appunto anche in Italia. Da qui l’idea nata dall’Associazione Donne del Vino, da poco presieduta dalla produttrice toscana Donatella Cinelli Colombini, di un grande evento a rete che se per quest’anno è previsto solo in Toscana, in oltre venti territori del vino, già dal prossimo punta ad allargarsi a tutta Italia, sempre nella stessa data: il sabato prima dell’8 marzo, giorno in cui si festeggiano le donne.

L’edizione 2016, coordinata dalla delegata regionale delle Donne del vino, Antonella D’Isanto, si svolgerà in numerosi 'luoghi delle donne' di tutta la Toscana con programmi e interpretazioni diversi ma uno stesso tema: 'Il vino in tavola'.

"Dai dati che abbiamo emerge il bisogno di parlare di vino in modo più concreto: come lo servo, con cosa lo abbino, che bicchieri uso. Ecco che il 'nettare di Bacco' diventa un complemento della socialità come i vestiti, come il trucco o la conversazione e proprio questo aspetto lo abbiamo voluto sottolineare nella prima edizione dell'evento", spiega la presidente dell’Associazione Donne del vino, Donatella Cinelli Colombini. "Possiamo dirci soddisfatte per questa prima edizione - aggiunge Antonella D’Isanto, delegata per la regione Toscana della Donne del vino - che ha riscosso molta partecipazione ed entusiasmo da parte delle nostre associate".

A partire dal tema 'Il vino in tavola', quindi, le aziende aderenti, in tutto venti cantine, promuoveranno nell’arco della giornata quindici eventi di diversa natura. Si va dal corso di bon ton a tavola all’abbinamento vino e cibo (rigorosamente fatto tra chef, produttrice e sommelier donna), passando per veri e propri corsi su come si comunica il vino alle donne e tanto altro ancora.

L’Associazione Donne del vino è nata a Firenze nel 1988 per opera di Elisabetta Tognana, che ne è stata la prima presidente. Riunisce circa 650 socie di tutte le regioni italiane e di tutta la filiera: produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste ed esperte.

L’associazione lavora per accrescere la cultura del vino e il consumo responsabile, promuove il ruolo delle donne del vino nella società e nel lavoro e porta la voce delle donne alle istituzioni e alle altre organizzazioni del vino italiane e estere.

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