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Fino a 80mila euro per allestire un 'food truck' per il cibo di strada

Fino a 80mila euro per allestire un 'food truck' per il cibo di strada

Roma, 8 mar. (Labitalia) - Dall'ordine al mezzo finito passano settimane, ma l'attesa non è l'unico limite. Per qualsiasi progetto ci vogliono dai 20 ai 40 mila euro di investimento, ma per i progetti più estrosi e frutto di inventiva magari commissionati a professionisti di lungo corso si possono raggiungere (e in certi casi superare) anche gli 80 mila euro. E' quanto costa mettere su un 'food truck', il furgoncino attrezzato per la vendita del cibo di strada e a fare la stima è l'Associazione Streetfood.

Proprio dai 'food truck' riparte da marzo il tour del 2016 dell'Associazione, con un progetto che prende il nome significativo di '4Wheels', un marchio che richiama il cibo su ruote ma gli organizzatori sono sempre 'quelli con la tendina'. Sotto il marchio '4Wheels', infatti, saranno ben due per ora gli eventi in programma, ad Arezzo in Toscana, dall’8 al 10 aprile e a Chioggia, in Veneto, dal 13 al 15 maggio.

"Abbiamo coinvolto tre truck già nel nostro primo evento nel 2010 a Marciano (Ar) - afferma il presidente dell’associazione, Massimiliano Ricciarini - e già da allora avevamo chiaro in mente come questo settore si sarebbe sviluppato e oggi abbiamo la conoscenza e i giusti mezzi per poter allargare questo mondo anche a questo genere di operatori di strada". Si tratta, infatti, di un modo di interpretare in chiave moderna il cibo di strada, pur non perdendone i valori essenziali che sono poi quelli raccolti dal decalogo del cibo di strada che l’associazione porta avanti e con il quale seleziona i propri partner.

“L'Associazione Streetfood ha iniziato per prima in Italia nell'organizzazione di eventi itineranti lungo lo Stivale e nel 2010 dovette andare a cercare con la proverbiale lanterna chi faceva cucina di strada su gazebo o su foodtruck che ancora erano concepiti con meccaniche e attrezzature obsolete - sottolinea Ricciarini - e con il tempo l'Associazione ha lanciato una vera e propria tendenza incentivando così domanda e offerta: emulazione da parte di un sempre maggior numero di neo organizzatori di eventi e proliferare di un sempre maggior numero di operatori del settore”.

Nascono così anche nuove realtà di costruttori di mezzi su ruote per la somministrazione di cibi e bevande, quelli che oggi con neologismo britannico o americano siamo soliti chiamare 'food trucks'. Chi ha sempre costruito mezzi di vecchia concezione si è convertito e si è ingegnato nella progettazione di mezzi con più cura per l'immagine e il design. Altri sono andati addirittura a modificare la struttura esistente di vecchi mezzi delle varie marche: dall'Ape Piaggio o il Porter, al furgone cabinato su base Ducato o Iveco o Mercedes ma anche il Citroen HY o il mitico pulmino Volkswagen T1 o T2, quello che negli anni '70 veniva decorato con fiori e preso di mira dagli hippies di tutto il mondo e la lista potrebbe proseguire quasi all'infinito perché l'inventiva e la creatività si sprecano.

“Come per tutte le attività imprenditoriali, il rischio è quello di non sapersi presentare bene pur avendo un'immagine accattivante - sottolinea Ricciarini - o di non riuscire a vendere perché chi investe grosse cifre in questi food trucks pensa di recuperare nel breve termine caricando sul prezzo di vendita del panino o del cartoccio. Il cliente trovandosi al cospetto di un panino di ridotte dimensioni e a un prezzo che si aggira o supera gli 8 euro non ci pensa due volte e magari ripiega sul ristorante”.

Per quanto riguarda i costi di un tradizionale gazebo per il cibo di strada, si prevede un investimento medio dai 5mila agli 8-10mila euro tra furgone di appoggio, struttura e attrezzature professionali per la cucina, frigoriferi, piani di appoggio, pulizia, lavamani, illuminazione, grafica promozionale. A questi costi si devono aggiungere quelli dell'espletamento delle procedure burocratiche e di acquisizione della licenza e del requisito attraverso corsi professionalizzanti: a pagamento pure quelli. Per tutto ciò si deve preventivare una cifra dalle 300 o anche 500 euro in su.

Ma è meglio il gazebo o il food trucks? Lavorare su gazebo presenta molte difficoltà nella cura dell'immagine e tempo per montarlo e allestirlo di tutto punto e quindi 'sbaraccarare' alla fine dell'evento. Due aspetti positivi sono rappresentati dal fatto che certi tipi di cotture come la carne su brace (arrosticini o asado argentino o bombette pugliesi per esempio) non possono essere fatti dentro un abitacolo. Altro vantaggio è quello di lavorare allo stesso piano del cliente e quindi di riuscire a farlo assistere alle varie fasi di preparazione del cibo e della sua cottura.

Lo svantaggio del mezzo attrezzato è quindi quello della ridotta vicinanza cliente-venditore e di non poter fare molti prodotti all'interno dell'abitacolo o di non riuscire a far vedere al cliente le fasi di preparazione. I vantaggi del truck sono maggior pulizia e più alto impatto grazie al design e all'immagine più curata, quindi semplicità di manovra e di rapidità di piazzamento e inizio attività.

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