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Il saper fare 'made in Umbria' in vetrina con 'Scorched or blackened'

Il saper fare 'made in Umbria' in vetrina con 'Scorched or blackened'

Milano, 12 apr. (Labitalia) - La Regione Umbria quest’anno partecipa alla Milano Design Week all’interno dell’evento Open Borders curato da Interni, presso l’Università degli studi di Milano, con l’installazione 'Scorched or blackened' che si inserisce all’interno di un’azione di branding territoriale per promuovere non solo le qualità del territorio ma anche la creatività, il saper fare artigiano, tra tradizione e innovazione, propri della regione, dove l’arte in molteplici declinazioni è fonte di ispirazione per la vita e le produzioni economiche contemporanee.

L'iniziativa, che sarà presentata domani, nel corso di una conferenza stampa, è nata dalla collaborazione sinergica instaurata dall’Università degli studi di Perugia con l’Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' di Perugia (che complessivamente vantano 1151 anni di alta formazione), con l’obiettivo comune di attivare un corso di laurea magistrale congiunto in interior/exhibit design (classe di laurea LM-12) finalizzato a formare progettisti capaci di operare nel settore del progetto per il design con competenze sia tecniche che artistiche ovvero integrando sapere e saper fare.

In tal senso, il progetto didattico, seppure ancora in fase di definizione, prevede un duplice approccio, al contempo storico-artistico e tecnico-laboratoriale, garante di una formazione fortemente interdisciplinare, volta a orientare lo studente verso una professione creativa innovativa, capace di dare nuovo slancio e nuove prospettive all’imprenditoria.

A cominciare dall’imprenditoria umbra, visto che il design è da sempre uno dei punti di forza del 'made in Umbria': un'arte a tutti gli effetti, esportata e apprezzata in tutto il mondo (così come comprovato dal successo di 'Casa Umbria', aperta recentemente nello Xuhuiu District di Shanghai), che può contribuire a valorizzare e internazionalizzare la produzione dell’artigianato locale mediante una nuova visione dei materiali tradizionali locali veicolata dalla grande visibilità sia degli allestimenti stabili (gallerie, musei ecc.) sia degli allestimenti temporanei (festival, fiere ecc.).

La collaborazione tra Università degli studi di Perugia e Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' di Perugia è collaudata sia storicamente (fino ai primi del Novecento le due istituzioni condividevano la stessa sede) che recentemente (basti pensare alle aule studio disseminate dalle due istituzioni nel centro storico quale forma di rivitalizzazione e presidio).

Si confronteranno su questi temi due rappresentanti del mondo accademico (Fabrizio Figorilli, prorettore vicario dell’Università degli studi di Perugia, e Paolo Belardi, direttore dell’Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' di Perugia) e due rappresentanti del mondo imprenditoriale (Andrea Margaritelli, per Confindustria Umbria, e Massimiliano Catanese, per la ditta Almax di Mariano Comense).

Durante la Milano Design Week, l’installazione Scorched or Blackened sarà visibile fino 24 aprile presso l’Università Statale, nell’ambito della mostra evento di Interni Open Borders. Il progetto della Regione Umbria si propone come forma virale di 'casa nella casa' e sperimenta le valenze espressive dell’incorporazione tanto dal punto di vista formale quanto dal punto di vista concettuale.

In tal senso, il monolite trapiantato nel cuore di Milano, proprio perché è al contempo contenuto e contenitore, evoca alcune attrazioni molto suggestive e singolari della regione: dalla foresta fossile di Dunarobba alla Porziuncola di Assisi, dallo studiolo di Guidubaldo da Montefeltro a Gubbio all’occhio alato di Tomaso Buzzi a Montegabbione, dalla 'Calamita Cosmica' di Gino De Dominicis al 'Grande Nero' di Alberto Burri. Fino alle accelerazioni prospettiche che, nella Galleria nazionale dell’Umbria, misurano lo spazio metafisico dell’Annunciazione di Piero della Francesca e che, nell’Università statale di Milano, misurano la profondità sovrastorica della Ca’ Granda del Filarete.

Decorato con i caratteri alfabetici del font 'Monk', l’esterno del padiglione assume un aspetto fortemente 'grafico': i caratteri, disposti liberamente, compongono un anagramma che rimanda al titolo interrogativo del progetto, mentre l’interno, di colore bianco, accoglie una lunga teca lineare in cui sono esposte, in forma d’installazione, le sperimentazioni artistiche ideate da quattro docenti dell’Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' di Perugia concernenti l’uso innovativo di altrettanti materiali tradizionali propri dell’artigianato regionale: Arthur Duff/ceramica, Marco Fagioli/legno, Pietro Carlo Pellegrini/carta, Paul Robb/vetro.

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