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'Taste of Japan' promuove l'arte culinaria nipponica in Italia

Roma, 14 giu. (Labitalia) - Al via 'Taste of Japan' e la cucina giapponese diventa protagonista di una serie di incontri per conoscere e promuovere l’arte culinaria nipponica in Italia. Nel corso dell’Esposizione universale 2015, infatti, il padiglione del Giappone ha suscitato un grande interesse e il pubblico ha particolarmente apprezzato la cucina e la cultura del cibo del Sol Levante. Sulla scia di questo successo - in occasione della celebrazione del centocinquantesimo anniversario delle relazioni tra Italia e Giappone - il ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca del Giappone (Maff) e l’Ambasciata del Giappone in Italia hanno deciso di organizzare una serie di eventi dedicati alla food culture giapponese.

Il progetto, denominato ‘Taste of Japan”, si snoderà in tre importanti appuntamenti che culmineranno nella 'Japan Restaurant Week', che si svolgerà dal 17 al 23 giugno in sedici ristoranti italiani, di cui cinque a Roma, sei a Milano e cinque a Firenze, con l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico alla cucina e ai prodotti del Giappone, come al latte di soia, ma in particolare alla carne Wagyu.

Tipica razza di manzo giapponese, il Wagyu produce una carne marmorizzata, dall’alta concentrazione di grassi insaturi, particolarmente gustosa e tenera. L’animale da cui è tratta questa preziosa materia prima viene allevato in diverse aree del Giappone, ciascuna delle quali attribuisce il proprio nome agli animali e alla carne che produce.

Ciascun ristorante proporrà un piatto fuori menu a base di Wagyu per una degustazione diffusa lungo tutta la penisola. Nella Capitale sarà possibile assaggiare il Wagyu presso i ristoranti: Bistrot 64, Plancha, Baccano, Queen Makeda Grand Pub e Retrobottega; a Firenze presso la Cucina Torcicoda, l’Ora d’Aria, il Palagio Four Seasons, il Gurdulu e il Konnubio. Nel capoluogo lombardo i locali coinvolti saranno: Sadler, 10 Corso Como, Tokuyoshi, Essenza, Meat Yazawa e Berton.

L’evento è anticipato da due appuntamenti istituzionali che aprono la 'Japan Restaurant Week'. Durante la mattinata del 16 giugno, avrà luogo, presso lo Sheikh Zayed Center della Fao, il congresso 'Learning from the traditional Japanese Diet Washoku and the Mediterranean Diet to Promote Healthy Diets and Food Systems', che prenderà il via con un’introduzione sulle peculiarità della dieta italiana e giapponese e sulle loro differenze, per poi proseguire con una discussione che vedrà coinvolti i rappresentanti di aziende agricole giapponesi e italiane, le organizzazioni pubbliche, le associazioni, gli accademici e i rappresentanti della Fao.

Il 2016, infatti, è anche l’anno di apertura del 'Decennio d’azione delle Nazioni Unite sulla nutrizione' voluto dall’Onu per intensificare la lotta contro la fame e la malnutrizione nel mondo. Proprio per questo, il congresso, organizzato dal dipartimento dello Sviluppo economico e sociale della Fao e dal Maff, porrà l’accento sull’importanza di una dieta bilanciata e di un corretto sistema alimentare. A tal proposito, l’Italia e il Giappone possono dare un valido contributo in quanto, sia il Washoku - la cultura alimentare tradizionale del Giappone - che la Dieta Mediterranea sono state proclamate dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

La giornata proseguirà con un secondo appuntamento presso la residenza dell’Ambasciatore Giapponese a Roma, organizzato dal Maff e dall’Ambasciata del Giappone in collaborazione con il Central Union of Agricoltural Cooperatives. Sponsor dell’evento Japan Sake and Souck Makers Association, associazione di produttori giapponesi, e Fuji Oil, azienda giapponese produttrice di latte di soia e suoi derivati.

Nel corso dell'evento, Masatoshi Matsuda, chef dell'Ambasciatore del Giappone, Kazuo Takaghi, chef del ristorante tipico di Kyoto 'Takaghi', Kotaro Noda, chef del ristorante di Roma 'Bistrot 64', e Luca Fantin, chef del 'Ristorante di Luca Fantin di Bulgari” di Tokyo, realizzeranno dei piatti esclusivi a base di prodotti tipicamente giapponesi, come il wagyu, il riso, il latte di soia, il sakè e la grappa giapponesi.

Come è d’abitudine in Giappone, anche in questa occasione avverrà il rituale del kagamibiragi, la cerimonia durante la quale si rompono le botti di sakè e si brinda per augurare un buon esito all’evento.

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