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A Firenze artigiano il 66% del settore moda

A Firenze artigiano il 66% del settore moda

Firenze, 14 giu. (Labitalia) - È l’artigianato a muovere le fila del polo del lusso a Firenze e provincia: tra abbigliamento, calzature, accessori, pelletteria, sarti, stilisti, occhialerie e tessile, sono ben 4.921 le imprese artigiane attive, il 66% di tutte quelle presenti sul territorio. Imprese che detengono il monopolio di antiche, esclusive e raffinate lavorazioni di cui le grandi griffe (locali, nazionali e internazionali), che in questi giorni affollano la Fortezza da Basso per Pitti Immagine, non possono fare a meno. "Non si tratta però di imprese che lavorano esclusivamente conto terzi, ma anche di aziende con propri marchi e proprie linee di produzione", spiega Sara Tassi, presidente di Confartigianato Moda Firenze, nonché stilista della casa di moda Maison39.

Per valorizzare i prodotti dell’intera filiera moda, un’ottima opportunità, sia per chi ha una propria linea che per i contoterzisti, è quella offerta da Traceability & Fashion, il sistema volontario di tracciabilità, promosso da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane, gestito da Unionfiliere e condiviso da Confartigianato. Un vero e proprio 'passaporto' del prodotto che serve a fornire al consumatore l’indicazione del luogo dove sono avvenute le principali fasi di lavorazione del prodotto che sta acquistando. Il sistema di tracciabilità TF fa sì che le informazioni relative all’origine delle lavorazioni siano riportate in un’apposita etichetta, insieme a un codice alfanumerico che permetterà al consumatore di ripercorrere la storia del prodotto che ha acquistato.

“Un sistema che consente alle imprese di qualificare il proprio prodotto differenziandolo. L’ideale per le aziende che vogliano dare informazioni complete e trasparenti ai clienti circa l’origine delle lavorazioni e, eventualmente, altre caratteristiche più immateriali, quali l’eticità della produzione o la salubrità dei prodotti. Un sistema, inoltre, dal costo molto contenuto, che anche le imprese di piccole dimensioni possono sostenere senza problemi”, spiega Tassi.

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