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Compie 30 anni Museo Ricci Curbastro, memoria storica in Franciacorta

Brescia, 20 giu. (Labitalia) - Nel 1967 Gualberto Ricci Curbastro e altri 10 sognatori immaginarono che una denominazione d'origine potesse cambiare il corso di uno sviluppo già scritto per la loro terra, la Franciacorta, che pareva destinata a diventare un immenso territorio industriale alle porte di Brescia. Ebbero ragione e oggi, neanche cinquant'anni dopo, la Franciacorta non è solo un’area vitivinicola d'eccellenza, ma anche un distretto con oltre il 70% di vigneti biologici, dove 18 Comuni ragionano insieme di sviluppo sostenibile e uso del territorio.

Vent'anni dopo, nel 1986, Gualberto Ricci Curbastro capisce che lo sviluppo vitivinicolo della Franciacorta cambierà per sempre il suo volto agricolo. Sogna di salvare la memoria storica di ciò che era prima del cambiamento e dà vita a Capriolo, accanto alla sede della sua cantina, al Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro.

Da allora oltre 200.000 persone, in trent'anni, hanno potuto scoprire oggetti e tradizioni che stavano o sono scomparse. Vero antesignano a livello nazionale del turismo enogastronomico, il Museo, precorrendo i tempi, ha valorizzato la cultura materiale e l’ha collegata alla riscoperta dei giacimenti alimentari (cibo, vino, tradizioni), grande ricchezza italiana. A ricordare il trentennale, è stata realizzata una capsula destinata a fissare i tappi dei Franciacorta raffigurante il logo del Museo, che si andrà ad affiancare, per la gioia dei collezionisti, alle altre capsule della serie dei personaggi storici dell’azienda.

Alle tre sale realizzate inizialmente ristrutturando fienile, scuderie e porticati costruiti nel 1875 dall’architetto Antonio Tagliaferri, seguendo le esigenze di crescita non solo della raccolta ma anche delle attività museali, sono stati aggiunti nel 1995 la sala espositiva e per conferenze (100 posti, 220 mq, più servizi tecnici) e un percorso espositivo anche in cantina. Nel 2001 è stata completata la nuova biblioteca (80 mq con scaffali per oltre 2.500 volumi). L’esposizione comprende oggi oltre 3.000 oggetti.

Nel dettaglio, la Sala della Veterinaria è ospitata nella vecchia scuderia. Contiene attrezzi per la lavorazione del terreno quali vecchi aratri in legno o del fieno con insoliti forconi realizzati in un unico pezzo piegando i rami degli alberi. Molto spazio è dedicato alla veterinaria e alla cura degli animali, inclusa l’antica arte dei maniscalchi. Carri agricoli, ruote, gioghi, basti, strumenti da carrettieri completano il panorama del lavoro dell’uomo con l’ausilio degli animali.

La Sala dell’Enologia, invece, è dedicata alla vite, al vino e all’attività di bottaio. Comprende anche una ricca collezione di torchi e vecchie tappatrici. Il cuore della storia vitivinicola della Franciacorta raccontato da pezzi unici come un torchio orizzontale del 1893 costruito da Arnaldo Zanelli a Palazzolo s/O (Brescia), un torchio dal grande basamento in pietra arenaria grigia proveniente dalla cava del Vanzago in Capriolo (Brescia), e ancora un torchio idraulico della fine del XIX secolo, torchi su montati su carri trainati da cavalli, una tra le prime pigiadiraspatrici costruita nel 1895 dai F.lli Vitali a Villongo S. Alessandro (Bergamo).

Parte della collezione di oggetti legati al vino è ospitata nella cantina dell’azienda, che diventa così un 'museo vivente', permettendo il continuo confronto tra le tradizioni più antiche e le moderne tecnologie.

Ancora, la Sala dell’antico fienile ospita gli strumenti per le attività artigianali (come la filatura, la tessitura, le macchine per cordame, la falegnameria), gli utensili utilizzati un tempo in cucina (dalle impastatrici da pane alla coltelleria per i salumi), una straordinaria collezione di trappole per topi, il banchetto del ciabattino con i suoi attrezzi, scaldaletto, ferri da stiro, lampade e molti altri oggetti ancora, a raccontare la vita della casa e le lavorazioni destinate a trasformare i prodotti agricoli in prodotti finiti.

Infine, la Sala delle conferenze utilizzata per eventi, mostre d’arte e concerti, sala espone strumenti usati per le attività di pastorizia e casearia, le analisi dei vini, la pesatura e la misurazione, l’allevamento del baco da seta, la filatura, vecchi giocattoli, attrezzi per la cucina e la tradizione bresciana dello spiedo, oltre a una curiosa e ricchissima collezione di oggetti bellici, come elmetti e baionette, trasformati in strumenti pacifici d’uso quotidiano.

Fin dall’inaugurazione, sabato 12 luglio 1986, fu chiaro che non si trattava di una semplice esposizione di una raccolta straordinaria di oggetti salvati dalla passione di Gualberto Ricci Curbastro, ma di un Museo con un obiettivi specifici, quali la trasmissione della cultura agricola della Franciacorta (altrimenti destinata all’oblio o a una interpretazione solo 'moderna' dovuta ai successi recenti di questa Denominazione) e la rappresentazione storica dell’azienda. Perciò i visitatori, oggi come un tempo, vengono accolti e guidati da personale formato per trasmettere saperi e conoscenze di una cultura materiale verso la quale è cresciuto esponenzialmente negli anni l’interesse.

Complementare all’attività del Museo è 'La piazzetta del Villaggio', con un ricco calendario di eventi culturali, mostre e conferenze. Dal 1995, anno di inizio del progetto, sono state oltre 60 le manifestazioni organizzate in proprio o con la collaborazione di altri enti che operano in Franciacorta e hanno costituito per migliaia di visitatori un motivo per scoprire o tornare al Museo apprezzandone anche il carattere di 'organismo vivente', che si sviluppa gradualmente e si aggiorna in modo continuo.

Nel 2002, poi, ha preso forma il progetto per la scuola 'Giochiamo e impariamo con Acinello': la visita guidata al Museo è diventata un percorso commentato e animato, dalla vite alla bottiglia, avente per tema la produzione del Franciacorta.

Ai bambini viene inoltre proposto un laboratorio di educazione al gusto e dell’olfatto, condotto in forma ludica da un animatore: ciascuno studente può così scoprire attraverso l’uso consapevole dei sensi alcuni alimenti, imparando a giudicarne le differenze di gusto, freschezza e genuinità. Inoltre, viene stampato un libretto didattico, in tre versioni per i tre livelli scolastici, da riportare a scuola o utilizzare a casa con tanti giochi e notizie utili sulla produzione del vino.

Nel 2012 nasce anche 'Scopri il vigneto', un laboratorio all’aperto per far scoprire alle scolaresche un vigneto in tutte le sue espressioni. Alle porte di Capriolo, è realizzato con varietà Piwi, un acronimo che indica varietà di uva da vino create da ibridazione intraspecifica resistenti alle malattie fungine (in tedesco Pilzwiderstandfähig, ovvero resistente ai funghi), destinate a una sperimentazione tecnica in cantina. Assolutamente privo di trattamenti chimici, questo vigneto è un’ideale 'palestra' per scoprire la vite e i suoi frutti. Attorno vi sono state piantate siepi e alberi tipici della Franciacorta: una ventina di varietà di piante tutte da scoprire studiando, foglie, fiori e frutti.

Il vigneto, la siepe, il filare di gelsi e vimini costituiscono una micro unità di un paesaggio tradizionale, quello della Franciacorta, ormai in gran parte scomparso a causa della meccanizzazione agricola, della scomparsa della coltura della seta, dell’utilizzo di legacci artificiali invece del vimini, dell’urbanizzazione e via dicendo. Nel suo insieme è un percorso natura ad uso didattico per le scuole, destinato a ricerche storiche (la seta e l’industria tessile capriolese, la viticoltura e l’enologia in Franciacorta), ambientali (agricoltura a basso impatto ambientale, ricerca di nuove varietà), naturalistiche (nidificazione degli uccelli insettivori, scoperta di specie arboree e arbustive tipiche e loro proprietà).

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