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Tra Faenza e Sassuolo la ceramica diventa un'attrazione turistica

Bologna, 7 lug. (Labitalia) - La ceramica dell’Emilia-Romagna diventa un prodotto turistico. Dalla maiolica artigianale faentina al distretto ceramico industriale di Sassuolo, i turisti potranno vivere esperienze inusuali, come assistere dal vivo alla nascita di una preziosa maiolica o vedere all’opera una moderna pressa che crea con precisione chirurgica lastre ceramiche di grandissime dimensioni. Con anche l’opportunità di un viaggio nella storia offerto dal Museo internazionale delle ceramiche di Faenza, dagli atelier artistici o dai racconti della ceramica industriale offerto dai musei aziendali sassolesi.

Genesi della Ceramic Land emiliano-romagnola un accordo triennale, siglato questa mattina in Regione dal vicesindaco di Faenza, Massimo Isola, e dal vicesindaco di Sassuolo, Maria Savigni, per la nascita e valorizzazione del Comprensorio ceramico regionale come destinazione turistica che prevede una strategia di marketing condivisa, l’individuazione di un calendario eventi di richiamo internazionale e coinvolgimento di tutto il territorio.

“A pochi chilometri di distanza -sottolinea l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini- si concentrano due grandi eccellenze mondiali della nostra regione. Il fascino millenario dell’antica arte maiolica faentina e le avveniristiche tecnologie del polo ceramico di Sassuolo".

"L’accordo siglato oggi -prosegue- costituisce il primo, importante passo per la valorizzazione di queste eccellenze come destinazione turistica unica, in perfetta sintonia con la nuova legge regionale sul turismo che abbiamo recentemente approvato. E si inserisce all’interno del brand ‘Via Emilia’, vero e proprio trait d’union delle eccellenze emiliano-romagnole, dal Food alla Motor Valley, passando per Città d’Arte, cultura e Wellness. Questo progetto consentirà un salto di qualità importante dal punto di vista turistico dei territori coinvolti”.

Fra tecnologia e artigianato, design industriale e antica manifattura, il neonato polo turistico ceramico emiliano-romagnolo aprirà ai turisti le porte di tante e diverse realtà: dalle 30 botteghe ceramiche artigiane agli altrettanti atelier di artisti del faentino, passando per il Museo della Ceramica allestito nel Castello di Spezzano nel modenese (con la sezione multimediale 'Manodopera' che racconta degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia della ceramica modenese), ma anche il Museo internazionale delle Ceramiche di Faenza, insignito dall’Unesco del titolo di Testimone di cultura di pace e custode di 60 mila reperti di ogni epoca.

Oltre ai musei privati dedicati agli artisti faentini, dal Museo Carlo Zauli a quello delle Ceramiche Gatti, passando per il Museo Tramonti, e contemplando eccellenze storico culturali come Palazzo Ducale di Sassuolo, il nuovo circuito turistico comprenderà anche le due rotonde realizzate a Casalgrande (Re) dagli architetti di fama mondiale Kengo Kuma e Daniel Libeskind.

La prima è una suggestiva 'quinta' muraria ottenuta dall’assemblaggio di 1.052 lastre ceramiche di un bianco purissimo, il cui aspetto varia secondo la posizione dell’osservatore. L’opera di Libeskind, interamente rivestita con speciali lastre in grès porcellanato caratterizzate da un motivo frattale a rilievo, si sviluppa invece in verticale con una spirale che raggiunge i 25 metri di altezza.

L’accordo interessa una realtà che, tra il distretto ceramico di Sassuolo e quello romagnolo tra Faenza e Imola, conta 93 aziende, che occupano 17.700 dipendenti con un fatturato annuo di 4,6 miliardi di euro. L’intesa prevede una collaborazione strategica tra le due realtà, finalizzata all’affermazione di un 'cluster' regionale della ceramica, attraverso una comune strategia coordinata di marketing territoriale.

Oltre a individuare un calendario di eventi di livello internazionale e forte richiamo turistico ma anche economico-imprenditoriale nei territori coinvolti, i Comuni capofila dell’accordo si impegnano a dialogare con il settore della ricerca e dell’alta formazione, al fine di condividere comuni linee di sviluppo del settore ceramico a livello tecnologico, artistico e di design. Non solo: i due comuni capofila coinvolgeranno e coordineranno i territori interessati dal progetto, gli operatori turistici e le strutture museali ed espositive, e potranno ampliare la partecipazione ad altre realtà che abbiamo caratteristiche adeguate per l’adesione al comprensorio.

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