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Sabaf, nel nostro paese competenze introvabili altrove

Roma, 27 lug. (Adnkronos/Labitalia) - "La nostra sede principale è in Italia e rimarrà in Italia, perchè qui ci sono gli investimenti che abbiamo fatto e ci sono le persone che hanno le competenze necessarie. L'Italia è il nostro Paese, qui esistono delle capacità che in altri paesi non esistono. Poi, è chiaro che il sistema Paese ha bisogno di un profondo rinnovamento, a cominciare dal mercato del lavoro e dai tempi della giustizia civile". Ad affermarlo, a Labitalia, è Alberto Bartoli, amministratore delegato di Sabaf, azienda con sede in provincia di Brescia fra i principali produttori mondiali di componenti per apparecchi domestici per la cottura a gas.

"Sabaf - spiega - opera in una nicchia di mercato: fornisce ai produttori di elettrodomestici i componenti per la cottura a gas. L'azienda, nata negli anni '50, si è specializzata in questo tipo di produzione negli anni '60, quando il settore degli elettrodomestici ha avuto un grande sviluppo in Italia, soprattutto nel comparto della cottura a gas. Esistono quindi delle ragioni storiche per cui siamo qui".

"Negli ultimi anni, abbiamo attuato una politica di 'local for local', aprendo unità produttive in Brasile, in Turchia e in Cina - sottolinea - per seguire i flussi della domanda. Tutte le sedi straniere sono coordinate dalla capogruppo italiana. Al netto dei fattori geopolitici che incidono pesantemente sui Paesi emergenti, mi sento di poter dire che questo è un approccio da seguire". E annuncia: "Stiamo esaminando la possibilità di proseguire il nostro percorso con un nuovo insediamento produttivo nel continente nordamericano, sempre per raggiungere nuovi clienti, rimanendo con la testa in Italia".

E sui mercati internazionali, per Bartoli, è prematuro dire se la Brexit avrà conseguenze sul fronte degli investimenti anche in Italia. Una cosa è certa, avverte: "Servono incentivi fiscali per attrarre nuove aziende, soprattutto nel Meridione, ma bisogna anche avere governi stabili in grado di confrontarsi alla pari con gli investitori stranieri".

Secondo l'ad di Sabaf, "la ripresa economica dipende principalmente dalla tonicità del mercato, che a sua volta può aiutare il miglioramento del clima sul luogo di lavoro". Un mercato, quello di riferimento per l'azienda, "caratterizzato da una grandissima volatilità della domanda, con andamenti estremamente erratici", osserva.

"In questo contesto, ho visto con grande favore l'introduzione del Jobs act, che è un primo passo verso l'eliminazione delle rigidità in uscita. Bisogna che le tutele vadano spalmate: non si può lasciare una categoria di lavoratori, quelli interinali, completamente senza rete di protezione. Ma anche le organizzazioni sindacali e la magistratura del lavoro dovrebbero aprirsi a cambiamenti", ammette. Certamente, anche i giovani in cerca di lavoro devono sapersi mettere in gioco, aggiunge: "L'azienda assume perchè ha necessità di nuove forze vitali, e ha bisogno della loro curiosità e della loro voglia di fare e anche di cambiare processi vecchi".

In un ambito come il made in Italy, prosegue Bartoli, "molto apprezzato nel mondo, magari con diversa intensità in aree diverse, ma comunque sinonimo di una cosa pensata con gusto e realizzata con grande capacità manifatturiera", è fondamentale la formazione: "In azienda si è sempre investito in formazione, e sempre più questo sarà la chiave del successo per il futuro".

Non solo. "Nel nostro settore, e soprattutto nella nostra azienda, l'automazione - dice - è sempre più importante. Produciamo diversi milioni di pezzi e investiamo tra il 7 e il 10% del nostro fatturato ogni anno per rinnovare i nostri impianti produttivi. La nuova frontiera ora è la fabbrica 4.0 con le macchine che si parleranno e saranno sempre più integrate".

Anche per questo, l'azienda investe molto per migliorare la sicurezza dei lavoratori: "Il numero di infortuni negli ultimi anni - assicura l'ad di Sabaf - è continuamente diminuito. Cerchiamo anche di ridurre i disagi, soprattutto nei reparti dove le condizioni di lavoro sono più difficili. E' nostra intenzione a breve di iniziare il percorso per l'ottenimento della certificazione 18001 per la tutela della sicurezza dei lavoratori".

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