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Eataly Roma, arriva 'Stagioni' per il gusto della semplicità

Eataly Roma, arriva 'Stagioni' per il gusto della semplicità

Roma, 29 lug. (Labitalia) - Eataly Roma accoglie la nuova filosofia di ristorazione nata il mese scorso nel punto vendita di Bologna e pronta per essere replicata anche in altre città: l’osteria 'Stagioni'. I sapori della grande tradizione enogastronomica italiana sono proposti attraverso un menu di piatti preparati con ingredienti selezionati dal meglio dell’offerta Eataly, e cucinati in modo sano e leggero.

A presentare il nuovo ristorante, nella Capitale, è stato il patron di Eataly, Oscar Farinetti, con il figlio Francesco. "'Stagioni' - ha spiegato Oscar Farinetti - è un luogo dove onnivori, vegetariani e vegani si possono incontrare, coloro che non sono 'fondamentalisti' ma che cercano la salute. A noi piace molto mettere insieme categorie diverse di pensiero agroalimentare ed enogastronomico. Ma anche persone di ceto sociale ed economico diverse: Eataly è un luogo per tutti, un unico luogo dove tutti si ritrovano".

Francesco Farinetti, ricordando che Eataly compirà dieci anni a gennaio 2017, ha sottolineato come uno dei suoi primi segni distintivi sia stato proprio la ruota delle stagioni, a evidenziare l'importanza da sempre della materia prima, quindi "meno cucina e più mercato".

"'Stagioni' è un modo di guardare al futuro: non solo un modello di ristorante, ma un vero e proprio laboratorio dell'idea di stare insieme, che reinterpreta il concetto di convivialità, stimolando le persone a dialogare e confrontarsi", ha affermato Piero Alciati, capo ristorazione di Eataly. Come ha evidenziato Enrico Panero, corporate executive chef di Eataly, "è un ristorante di ricerca, a caccia di prodotti del territorio, con piatti che si ispirano al Manifesto di Eataly, dove le parole d'ordine sono semplicità e riconoscibilità degli ingredienti".

Al piano terra di Eataly Roma, nello spazio che prima ospitava il ristorantino delle verdure, 'Stagioni' si presenta in un ambiente totalmente ristrutturato. "La formula - sottolinea una nota - è originale e coraggiosa perché non punta ad acquisire una delle etichette oggi in voga nel mondo della ristorazione (vegetariano, vegano, crudista etc.), bensì propone una cucina che usufruisce dei migliori prodotti alimentari scelti a 360 gradi e si rivolge a tutti, tanto ai vegetariani quanto agli amanti di carne e pesce, ma attenti alla qualità delle materie prime".

"I valori che caratterizzano la ristorazione di Eataly - prosegue - vengono così ancor più rafforzati e amplificati: mangiare locale, stagionale, sano e giusto. Il nome 'Stagioni', d’altronde, rimanda al fatto che il menu si rinnoverà seguendo l’avvicendarsi delle stagioni, in considerazione dei prodotti e dei sapori che la natura offre in ogni periodo".

"Fondamentale - rimarca - è anche il tema del rispetto: per il territorio e per chi lo coltiva, per il nostro corpo e per chi, ancora oggi, il cibo non ce l’ha, attraverso una particolare attenzione verso gli sprechi, verso la freschezza delle preparazioni e il mangiare sano e di qualità. Biodiversità, filiera corta e fair trade sono linee guida imprescindibili a cui si ispira l’osteria 'Stagioni', portando in tavola vini prodotti nel rispetto della terra, estratti, the, tisane e infusi".

Ad accompagnare i prodotti di stagione della terra, le carni bianche provenienti da allevamenti controllati e quelle rosse de La Granda, pesce di stagione, prodotti dei Presidi Slow Food, farine e riso biologici e integrali. Con 'Stagioni' viene così presentata anche la nuova linea gastronomica di tutti gli Eataly: meno 20% di sale e di grassi.

"Eataly riduce l’uso di sale e di grassi in tutte le sue preparazioni, a vantaggio del gusto genuino e della salubrità delle ricette. Il sapore dei cibi e delle ottime materie prime sono così posti ancora più in risalto", precisa. Meno sale ma solo di alta qualità: quello di Trapani, Presidio Slow Food, quello atlantico integrale di Guerande o quello pugliese di Margherita di Savoia. Ma anche meno grassi e per questo Eataly usa solo olio extravergine di oliva, quello Monocultivar Taggiasca di Olio Roi di Badalucco (Im).

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