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Pomodoro San Marzano day, giù mani da simbolo made in Campania

Pomodoro San Marzano day, giù mani da simbolo made in Campania

Salerno, 1 ago. (Labitalia) - Grande successo questa mattina per il Pomodoro San Marzano Day a Sarno (Salerno). La cooperativa di produttori agricoli Danicoop ha voluto dedicare una giornata a un simbolo della battaglia di Coldiretti per la tracciabilità e l’etichettatura trasparente: "Dal Belgio alla Spagna, agli Stati Uniti, sono molti i tentativi di immettere sul mercato falsi San Marzano", avverte Coldiretti. Oltre a un nutrito gruppo di visitatori, hanno partecipato come testimonial i registi e attori Ricky Tognazzi e Simona Izzo, estimatori della Campania e dei suoi prodotti.

“Una volta per tutte - ha affermato Tognazzi - facciamo chiarezza contro i tarocchi e il falso Made in Italy. L’obiettivo di questa giornata è fare conoscere l’intera filiera dell’oro rosso dell’agro sarnese-nocerino attraverso il racconto degli stessi agricoltori, con le loro storie e aneddoti sulla vita nei campi”. Ad accogliere gli ospiti il presidente di Danicoop, Edoardo Ruggiero, con il figlio Paolo, ideatore dell’evento, affiancati dal direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano.

La vicenda dei finti Pomodoro San Marzano Dop - aggiunge Coldiretti - rappresenta un vero e proprio "furto di identità": "Si sfrutta un nome, un marchio evocativo, costruito in anni di lavoro dei nostri agricoltori, che hanno selezionato e curato una varietà unica al mondo".

"Il sapore inimitabile del vero San Marzano - spiega Coldiretti - è dato dal clima e dal terreno vulcanico. Come ha ricordato più volte il presidente regionale Masiello, 'chi froda il nostro patrimonio agroalimentare dovrebbe pagarci i diritti d'autore'".

"Occorre impedire - prosegue - che si commercializzino confezioni di passata con un pomodoro che usa furbescamente una denominazione protetta. L'inganno sta nel fatto che il consumatore non riesce a distinguere e crede di comprare un prodotto italiano e campano".

"Se chiunque in Europa o nel mondo può sentirsi in diritto di rubare il nome a un prodotto, significa consentire di depredare la storia di un territorio. Coldiretti chiede solo che si racconti la verità. Saranno poi i consumatori a scegliere tra un pomodoro cresciuto al sole della Campania nella terra ai piedi del Vesuvio e un pomodoro cresciuto in altre parti del mondo", conclude.

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