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Amarelli, premio per la liquerizia calabrese nel mondo

Amarelli, premio per la liquerizia calabrese nel mondo

Roma, 12 ago. (Labitalia) - "È importante rieducare i palati al gusto dei prodotti autentici e non raffinati e lavorati, come spesso si trovano sul mercato. È per questo motivo che dieci anni fa, quando l’azienda ha deciso di portare la liquirizia di Rossano sui mercati esteri, ha scelto di esportare solo la ricetta autentica, la liquirizia pura". Ad affermarlo l'imprenditrice Margherita Amarelli, in occasione della consegna del premio Altafiumara Ambassadors, che le è stato conferito in qualità di direttrice marketing mercato Italia ed estero della storica azienda di liquirizia di Rossano (Cosenza)

"La mission era quella di far apprezzare ai consumatori il gusto della vera liquirizia - ha sottolineato - e non dei dolciumi surrogati prodotti dalle industrie che, purtroppo, sono abituati a consumare. Se oggi siamo presenti in oltre 26 paesi esteri, la sfida è stata in parte vinta. Nonostante la strada non sia stata facile, siamo riusciti a ricavarci una fetta di mercato facendoci largo tra le multinazionali. È in questa direzione che bisogna continuare ad investire".

Il premio ad Amarelli è stato conferito dalla Fondazione Montesanto, presieduta da Francesco Montesanto, "per il suo prestigioso impegno umano e professionale, proteso alla valorizzazione delle prerogative del territorio e per il sostegno ai valori culturali del Mezzogiorno e dell’area dello Stretto", come recita la motivazione illustrata dal comitato scientifico della prima edizione del premio Altafiumara Ambassadors 2016, presieduto da Antonella Freno.

Nei giorni scorsi, l’azienda Amarelli ha ricevuto un ulteriore riconoscimento. Sempre Margherita, in qualità di socia titolare, ha ritirato una medaglia per il 'Premio Calabria Arte'.

Questo premio è istituito dalla Pro Loco di San Marco Argentano nel 1990, ed elogia quei calabresi che hanno scoperto e adoperato la loro 'calabresità' e sono diventati eccellenza grazie ad essa ed emersi dal panorama locale per espandersi in quello globale.

"Infatti la parola chiave è 'glocal', l’unione di locale e globale, a significare quell'unicità geografica di un prodotto - si spiega - che, grazie proprio alla 'calabresità', emerge e viene conosciuto-riconosciuto in tutto il mondo".

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