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Napoli si gemella con Torino sulla via delle vigne metropolitane

Napoli si gemella con Torino sulla via delle vigne metropolitane

Napoli, 26 set. (Labitalia) - Parte il gemellaggio Napoli-Torino lungo la via delle vigne metropolitane. Ed è solo l'avvio di un percorso che guarda oltre i confini nazionali, a città come Vienna e Parigi con cui condividere quel patrimonio naturale e produttivo costituito dalla viticoltura praticata nel perimetro urbano, mantenendo in vita veri e propri vigneti cittadini, e facendoli diventare volano economico e attrattore turistico. A sancire l'avvio del percorso è stato il convegno conclusivo, a Napoli, del primo Festival delle vigne metropolitane.

Un evento, unico nel suo genere, che durante lo scorso weekend ha permesso di far scoprire questa realtà, a molti sconosciuta, attraverso visite guidate, workshop, spettacoli e degustazioni in vari punti della città, come Chiaiano, San Martino, Posillipo e Agnano. Il Festival nasce dalle sinergie di Ravello Creative Lab Srl, Associazione italiana sommelier Napoli, e associazione Campi Flegrei a Tavola, organizzatrice dell’evento-progetto Malazè, e ha visto la partecipazione di cantine, produttori, imprese, associazioni, enti e istituzioni.

Il territorio della città di Napoli, infatti, ha caratteristiche vitivinicole particolari: è la seconda area metropolitana europea per numero di ettari destinati a vigneto e in più, con la sua provincia, Vesuvio e Campi Flegrei, è una delle poche aree al mondo che conserva la coltivazione a piede franco. E la maggior parte di questi vigneti si trova in contesti che rappresentano un unicum nel panorama enologico mondiale.

Come ha spiegato l'assessore al Lavoro e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini, intervenuto al convegno di chiusura, "abbiamo mosso passi importanti scoprendo reciprocamente che in tante realtà del nostro paese ci sono esperienze significative di vitigni urbani, di terreni coltivati da persone che hanno un progetto su quel territorio e intendono mettere insieme identità, storia, ma anche futuro".

"Il gemellaggio con Torino - ha proseguito - serve proprio per far sì che l'esperienza delle nostre città diventi collante per le altre città e nei prossimi mesi contiamo di ospitare la prima iniziativa nazionale di tutte le viti urbane del nostro paese, dove le centinaia di esperienze si mettano insieme e condividano le fatiche, i progetti e trasformino questo elemento in un dato nazionale con una sua fetta importante dentro non solo lo sviluppo economico ma anche dentro al fare lavoro, al fare cultura, al fare identità".

"Insomma, le viti hanno le radici profonde nel terreno ma anche delle fronde che guardano al futuro immediatamente e noi stiamo costruendo un pezzo di futuro", ha sottolineato l'assessore.

"All'interno dei vitigni urbani - ha ribadito Panini - abbiamo storia, cultura, identità, lavoro, recupero del territorio, valorizzazione della capacità umana di trasformare una situazione e allo stesso tempo di essere rispettoso dell'ambiente che la circonda. Intendiamo fare rete con Torino, ma allo stesso tempo intendiamo fare rete a Napoli, per portare la città nei tanti vitigni che la circondano e allo stesso tempo portare i vitigni nella città, sapendo che stiamo parlando di attività produttive ma anche di un processo culturale che oggi si può offrire a decine di giovani come un progetto anche per la loro vita".

E proprio dal fare rete sul territorio muovono eventi come il Festival delle vigne metropolitane, come ha ricordato Rosario Mattera, ideatore di Malazè, una delle migliori best practice della Campania nel food & wine, che ogni anno organizza per due settimane a settembre iniziative di eno-archeo-gastronomia per promuovere l'area dei Campi Flegrei: "Eventi come questi hanno la grande possibilità di mettere in rete quello che di bello e di buono questo territorio esprime".

"In merito proprio alle vigne metropolitane, parliamo di mettere a sistema ben 50 ettari vitati e le molte aziende che su questi terreni fanno un buon numero di bottiglie, ed era un peccato tenerle fuori da un circuito internazionale. Il gemellaggio con Torino è il primo passo, ma il vero obiettivo è quello di mettere insieme Vienna, Parigi e tutte le realtà delle vigne metropolitane per far emergere questa realtà molto nascosta, anche a chi abita in questo territorio. Avere qui delle aziende vitivinicole importanti è un'opportunità per promuovere un altro aspetto di questa Napoli che non sempre viene messo in risalto", ha concluso.

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