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Il ‘Masi’ a Fioroni, Mattotti, Balasso, Scruton e Heller

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Roma, 30 set. (Labitalia) - Tre sezioni e cinque interpreti di una forte identità culturale capaci di trasferire, attraverso il proprio genio creativo, le virtù fondanti di una civiltà che guarda al futuro seminando tracce di valori profondi e inesauribili. E’ questa la vocazione del Premio Masi che, giunto alla sua XXXV edizione, ha svelato i protagonisti che domani, sabato 1 ottobre, riceveranno ufficialmente il riconoscimento. Per il Premio Masi Civiltà Veneta: l’artista visuale Giosetta Fioroni, il fumettista e illustratore Lorenzo Mattotti, l’autore teatrale, attore e scrittore Natalino Balasso; per il Premio Masi Civiltà del Vino il filosofo britannico e divulgatore Roger Scruton e per il Grosso D’Oro Veneziano la scrittrice filosofa Ágnes Heller insigne rappresentante della coscienza europea.

“In questa 35ma edizione, il Premio Masi - ha commentato Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi, organizzatrice del Premio - intende riaffermare l’identità forte di un territorio, quello veneto, da sempre aperto all’Europa e al mondo, inclusivo, dotato di una grande inclinazione ad attrarre talenti ed energie. Coerentemente per la Civiltà Veneta quest’anno la giuria ha scelto, oltre al rodigino Balasso, anche veneti di adozione, ovvero personalità che hanno assorbito i nostri valori talvolta scegliendo di stabilirsi nel territorio, instaurando comunque significative relazioni con la sua originale cultura, come Giosetta Fioroni e Lorenzo Mattotti”.

Per l’ideatore del Premio, Sandro Boscaini, vicepresidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola, “da 35 anni il Premio Masi interpreta l’attualità dei valori delle Venezie, promuove il confronto e arricchisce la contaminazione culturale: in questo tempo di smarrimento identitario abbiamo bisogno di testimoni positivi, che vivano con impegno le loro idee e il loro lavoro, capaci di proiettare i giovani in una nuova e più promettente visione del futuro”.

Nata da famiglia di artisti, Giosetta Fioroni studia all’Accademia di Belle Arti di Roma. Sempre incline alla sperimentazione, nella sua lunga carriera ha utilizzato diversi mezzi per esprimere il suo talento: dai disegni alle sculture, dalle tele al collage, fino ai teatrini in ceramica. Giosetta Fioroni entra nell’Albo del Premio, si legge, “per essere artista visuale di fama internazionale, dalla straordinaria capacità di mescolare materiali e linguaggi diversi in uno stile magico e inconfondibile”.

La sua premiazione ricorre nel trentennale della scomparsa di Goffredo Parise, del quale Giosetta è stata fedele compagna sin dal 1964, condividendone in Veneto il territorio dell’anima: attraverso lei, la Fondazione Masi intende ricordare e rendere omaggio al grande scrittore veneto.

Lorenzo Mattotti accende i riflettori della Civiltà Veneta del Premio Masi sull’arte del fumetto e dell’illustrazione. Figlio di un ufficiale dell’esercito, dopo aver vissuto in varie città si forma frequentando la facoltà di Architettura di Venezia ed esordisce come autore di fumetti. A Parigi raggiunge fama internazionale: le sue illustrazioni sono pubblicate dai massimi quotidiani e riviste internazionali (tra gli altri: Le Monde, The New Yorker, Das Magazin, Corriere della Sera e Repubblica). Per la Fondazione Masi, Lorenzo Mattotti “è riuscito a portare in Francia, patria incontestata della bande dessinée (la striscia disegnata), il suo segno denso e sognante, imponendosi come uno dei massimi interpreti del disegno contemporaneo”.

Natalino Balasso, autore teatrale, attore, scrittore, “uno dei più versatili e geniali eredi della Commedia dell’Arte italiana e della sua declinazione veneta in forma di irresistibile e intelligente comicità”, si sottolinea, chiude la sezione della Civiltà Veneta del XXXV Premio Masi. Nato a Porto Tolle (Ro), Balasso, artista autodidatta, inizia ad esibirsi nei club e nei piccoli teatri emiliano-romagnoli alla fine degli anni ’80, con spettacoli comici surreali e futuristi nello stesso tempo. Nel 1993 debutta sul piccolo schermo come autore comico per alcuni programmi in onda sulle reti Mediaset che lo porteranno alla notorietà tra il grande pubblico. Uomo di spettacolo e scrittore, è riconosciuto per essere attore estremamente versatile.

Ma sarà il filosofo britannico ‘pro Brexit’, Roger Scruton, il protagonista del Premio internazionale Masi per la Civiltà del Vino. Accademico, curatore, editore, avvocato e autore di opere che spaziano dall’estetica all’etica fino alla politica, Scruton “scuote da decenni il mondo intellettuale con le sue appassionate polemiche: nel suo libro ‘Bevo dunque sono’’ (2009) ripercorre la storia e le implicazioni filosofiche di un patrimonio su cui si fonda la civiltà occidentale, esaltandone il valore materiale e spirituale”, si osserva.

Considerato uno dei più famosi e influenti filosofi e pensatori contemporanei dallo spiccato conservatorismo, Roger Scruton - si spiega - declina il suo talento intellettuale nella comprensione e nella difesa delle conquiste della cultura occidentale. Nel suo saggio eno-culturale, ogni filosofo è provocatoriamente accostato a un vino, in un esercizio di dialettica ironica che evidenzia il legame secolare tra il dono di Bacco e la civiltà e sottolinea, al contempo, la sua attitudine ad essere un grande divulgatore.

Parla ungherese il Grosso d’Oro Veneziano, il riconoscimento internazionale del Premio Masi dedicato alle personalità che hanno promosso i valori fondanti della società e del vivere civile. Sarà infatti la filosofa e scrittrice Ágnes Heller a firmare la storica botte di Amarone Masi, emblema del Premio.

Per la giuria dell’omonima Fondazione, Ágnes Heller è “una delle figure più rappresentative della coscienza europea che, dall’iniziale riflessione marxista sull’etica e la famiglia, è approdata a una appassionata e inesausta battaglia per superare i rapporti di subordinazione e di dominio tra sessi, etnie, nazioni ovunque e comunque essi si manifestino”.

Sopravvissuta all’Olocausto, attivista e massimo esponente della Scuola di Budapest, la corrente filosofica del marxismo aderente al cosiddetto ‘dissenso dei Paesi dell’Est europeo’, Heller interpreta oggi l’incoerenza esplosiva della democrazia europea e dello stato di diritto non per offrire “soluzioni ma per illuminare le contraddizioni” anche attuali.

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