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Giornata mondiale del pane, -1,6% produzione in un anno

Giornata mondiale del pane, -1,6% produzione in un anno

Roma, 14 ott. (Labitalia) - Domenica 16 ottobre, come ogni anno, si rende omaggio in concomitanza con la Giornata mondiale dell’Alimentazione al pane, il Re della tavola, con la Giornata mondiale del Pane. Tuttavia, la sua presenza nella nostra dieta quotidiana sta diminuendo. “Gli impieghi di farina di frumento tenero per la produzione di pane e sostituti del pane - commenta Ivano Vacondio, presidente di Italmopa, Associazione industriali mugnai d’Italia- quali cracker, salatini, friselle, grissini, pan carré, pani croccanti, schiacciatine e taralli hanno registrato, nel 2015, una diminuzione dell’1,6% rispetto al 2014".

"La riduzione -fa notare- ha riguardato essenzialmente il prodotto pane il cui consumo è risultato n riduzione del 40% circa negli ultimi 25 anni. Riduzione che appare riconducibile ad un cambiamento delle abitudini alimentari incoraggiato anche da un’informazione non sempre corretta che tende a demonizzare, senza alcuna base scientifica, l’energia pulita fornita dai carboidrati o da alcune tipologie di carboidrati”.

Il consumo nazionale di pane si attesta ormai in meno di 43 kg pro capite, un livello largamente inferiore a quello constatato negli altri principali paesi comunitari (95 kg per la Romania, 81 kg per la Germania, 52 kg per la Polonia, 48 kg per la Spagna e il Regno Unito, 47 kg per la Francia).

“Il pane è un alimento fondamentalmente costituito da carboidrati complessi, proteine e fibra -spiega il nutrizionista Pietro Antonio Migliaccio- si tratta di carboidrati facilmente digeribili che vengono assimilati gradualmente senza determinare un aumento eccessivo della glicemia dopo il pasto. Nella piramide alimentare e nel tradizionale modello alimentare mediterraneo, i cereali sono la fonte principale di energia dell'alimentazione e devono occupare il 45-60% delle calorie dell'introito giornaliero".

"Questa fonte di energia -ricorda- viene fornita dall'amido di cui i cereali sono ricchi e che troviamo nel pane, nella pasta, nel riso, nei biscotti e nelle patate. Il pane dovrebbe essere consumato tutti i giorni, almeno due volte al giorno. Purtroppo attualmente il consumo di pane costituisce solo il 12% degli alimenti totali introdotti durante la giornata".

"Le abitudini alimentari -sottolinea- sono cambiate molto negli ultimi decenni e al giorno d'oggi si consumano troppi cibi ricchi di grassi, molta carne e salumi, a discapito di pane, pasta, frutta e verdura. Un comportamento senza dubbio non equilibrato. E poi come si fa a rinunciare alla scarpetta, cosa che dà un valore aggiunto al condimento rimasto in fondo al piatto? Ovviamente le calorie introdotte aumentano, ma, vi assicuro, ne vale la pena".

Secondo uno studio della Gira, società europea di ricerche di mercato, i maggiori consumatori di pane sarebbero gli abitanti del Sud Italia. Qui si prediligono pani di grano duro e di grandi formati (da 350-500 Kg), mentre al Nord si consumano soprattutto panini di piccole dimensioni. La Gira ha rilevato una differenza anche nel consumo del pane in pianura o in montagna: nella prima lo si preferisce morbido e di piccolo formato, mentre in vetta si acquista pane di grandi dimensioni con crosta dura.

L’Italia può contare su 6 tipi di pane riconosciuti dall’Unione europea: Coppia ferrarese (igp), Pagnotta del Dittaino (dop), Pane casareccio di Genzano (igp), Pane di Altamura (dop), Pane di Matera (igp) e Pane Toscano (dop).

Si parla di più di 400 diversi tipi di tutta Italia. Il pane è per definizione un alimento povero e bastano pochi ingredienti: farina, acqua e lievito. Ma basta aggiungere un ingrediente, variare la forma, lavorare per più o meno tempo l'impasto e i risultati possono essere molteplici e sorprendenti. Tuttavia, nonostante un aumento di richiesta di pani regionali o speciali, il pane bianco, prodotto con farina di frumento tenero, rimane il tipo più consumato e i suoi formati classici i più scelti.

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