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Trappola mortale

Milano, 22enne sfregiato da una secchiata di acido, il padre lo salva. Arrestati i due colpevoli

Milano, 22enne sfregiato da una secchiata di acido, il padre lo salva. Arrestati i due colpevoli

Scoperti ed arrestati i due aggressori che hanno sfregiato con dell'acido un ragazzo di 22 anni; a sorpresa si tratta di un operatore di borsa e di una bocconiana. La vittima residente a Boston negli Stati Uniti era stato attratto in una trappola, in via Giulio Carcano a Milano, con la scusa di un pacco a lui destinato da ritirare nella suddetta via. Una volta giunto sul posto alle ore 18, accompagnato dal padre, la donna gli ha fatto un gavettone di acido muriatico che lo ha raggiunto, sfregiandolo, sul viso, torace e arti inferiori. Fortunatamente, invece, è stata tempestivamente bloccata dal padre della vittima, l'opera del complice che avrebbe dovuto colpirlo con un martello.

Recidivi - I due aggressori, rispettivamente un 30enne tedesco, Alexander Boettcher ed una 22enne, Levato Martina erano già noti alle forze dell'ordine per precedenti di violenze. Boettcher, una decina di anni fa aveva patteggiato per una sanzione pecuniaria a fronte di un'aggressione perpetrata ai danni di un'altra persona. Una volta arrestato, si è avvalso della facoltà di non rispondere; vive con la moglie ma a sua insaputa ha una seconda casa dove aveva nascosto l'acido. La ragazza già ha a suo carico una denuncia fatta da un uomo, che l'accusa di aver tentato di evirarlo con un coltello durante un rapporto sessuale. Durante la sua deposizione avvenuta a porte chiuse, Levato ha subito confessato di aver commesso l'atto ed ha cercato di giustificarsi, rivelando che la vittima era un suo ex fidanzato ai tempi del liceo Parini, che ultimamente la importunava telefonicamente e tramite facebook. Ha inoltre tentato anche la chiave pietà, dichiarando di essere incinta di un mese e di aver subito in passato una violenza sessuale. Ma per il p.m. Marcello Musso la ragazza è : "Una bambina bocconiana trovata con le mani nella marmellata che non ha voluto dire chi abbia teso la trappola. Reticente, falsa e spocchiosa di fronte al giudice". Secondo Musso le responsabilità dei due sono molto evidenti anche grazie alla presenza di diversi testimoni. In attesa del processo per direttissima, previsto per l'8 gennaio, i due sono stati rinchiusi nel carcere di San Vittore.

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    14 Gennaio 2015 - 09:09

    Chi fa queste cose ed i suoi complici dovrebbero essere condannati all'ergastolo.

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