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La testimonianza

Milano, io giornalista all'assemblea "pacifica" degli antagonisti No Expo: minacce e perquisizioni

Milano, io giornalista all'assemblea "pacifica" degli antagonisti No Expo: minacce e perquisizioni

No Expo fa rima con violenza. La pacifica riunione che si sta tenendo proprio ora nei locali occupati di via Mascagni 6 a Milano è il pretesto perfetto per due cose: fumare marijuana e cacciare persone scomode, come i giornalisti. I tanti attesi e annunciati workshop tematici hanno riunito solo una manciata di persone. Il motivo? "Li hanno organizzati troppo presto, siamo stanchi dalla festa di ieri". A parlare è uno dei giovani del centro sociale il Cantiere che ammette di sfruttare la giornata per "stare con gli amici a chiacchierare". E il tema principale, il far conoscere perché Expo 2015 è e sarà un male per Milano? "Boh", ci risponde il ragazzo allontanandosi. I No Expo hanno tutti una ventina d'anni, sono giovani, poco ferrati in materia di Esposizione Universale. A far discutere, più che Expo, oggi è Giuliano Pisapia. Il sindaco, da molti, viene chiamato "il traditore". "Ora dice che bisogna rispettare le regole", ridono alcuni ragazzi del Lambretta scuotendo il capo. "Ci hanno lasciati fuori dalla Statale ma non ci faranno di certo stare zitti", annuncia una voce forte al microfono. Lui, ci dicono, è uno dei leader No Expo. Dopo un breve dibattito senza contenuti sul perché loro siano No Expo, la rivelazione: "In mezzo a noi ci sono giornalisti, li invitiamo a lasciare lo spazio". Poi, la presa di posizione. Ci fermano, sequestrano il cellulare. "Questo non ve lo ridiamo più", ci dicono, con fare minaccioso: "O cancellate tutto quello che avete registrato, o questo rimane a noi". Decidiamo di sbloccare il telefono, personalmente ci cancellano ogni traccia di immagine dagli album fotografici e poi, constatato che del loro incontro non ci sia più traccia, ci accompagnano all'uscita. "Se volete le foto, cercatele altrove". Ma quello di oggi, dopotutto, doveva essere un incontro pacifico.

di Marianna Baroli

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    01 Maggio 2015 - 16:04

    Bisogna usare le armi contro i "ragazzi" di sinistra...sono delle zecche "!

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  • lorenzus

    18 Gennaio 2015 - 17:05

    Mafia, camorra e ndrangheta hanno metodi analoghi. Ma al Corriere, a Repubblica e nelle altre redazioni di importanti giornali , i centri sociali hanno più amici di quanti ne abbiano i "padrini". Libero si distingue, per fortuna. Credo fino all'ultima parola dell'articolo e faccio i complimenti all'autore.

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