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Fa la cosa giusta

La critical fashion di Redo sbarca a Milano

La critical fashion di Redo sbarca a Milano

Avete mai visto una stilista che per creare, anzichè partire dal modello, si lasci ispirare dalla stoffa o dal materiale? A Garbatella si fa così. O meglio, a Redo, il laboratorio di critical-fashion, fanno così. Stoffe, plastiche, ritagli di tessuti abbandonati dalle fabbriche, vele di imbarcazioni ed addirittura reti da pesca, provenienti da cantieri navali, danno vita ai nuovi vestiti "ecologici", colorati, double e "contro ogni spreco": un universo variegato che rappresenta una vera e propria tendenza. Se, infatti, già al supermercato si è più attenti agli acquisti, valutandone, oltre che la qualità anche l'impatto sociale ed ambientale, qualcosa di simile sta prendendo piede anche nell'abbigliamento. Già perché oggi, essere alla moda, non significa vestire grandi marche o seguire grandi stilisti ma vestire con canoni estetici "responsabili". E Simona, Martina, Alina ed Angela, le fondatrici di Redo, lo fanno studiando nel laboratorio-gioiello di Garbatella materiali e stili di vita. A partire da quelli delle donne che vivono nel quartiere. "Proprio gli abitanti infatti donano molti scarti di stoffe provenienti dalle cantine delle nonne o ritagli delle zie sarte", racconta racconta Simona, una delle critical-fashion stylist promotrice dell'eco-laboratorio. "La cultura dell’ecologia, dell’attenzione verso i prodotti e di stili di vita sostenibili", spiega, "si respira oggi a Garbatella dalle tavole delle trattorie che servono solo i prodotti di stagione e servono prodotti a km 0, allo shopping che guarda il fashion da un punto di vista tutto culturalmente impegnato, senza mai dimenticare il rapporto prezzo-innovatività”. Dal 13 al 15 marzo prossimo Redo presenterà la nuova collezione estiva a "Fa' la cosa giusta!", la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giunta già alla dodicesima edizione. Una tappa, quella di Milano, che servirà per contaminare un pubblico già sensibilizzato al messaggio dell'ecosostenibile con nuove creazioni "green" che continuano a mangiare terreno ai classici marchi convincendo anche le grandi aziende a muoversi verso il mercato equo.

di Flavia Zarba

 

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