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Basiglio, l'assessora Dem salta dopo la promessa: "In questo comune non si costruirà mai"

Dimissionaria o dimissionata, la sostanza e che è saltata l'assessora di Basiglio. Perché a Basiglio non si costruisce punto e basta, diceva la pasionaria Loretta Cremaschi, assessore con deleghe ai servizi sociali ma, con esponenti della società civile ed ex consigliere comunale del PD, formante la coalizione di governo allo scopo dichiarato di non consentire costruzioni a Basiglio. Almeno questo raccontavano in campagna elettorale, quando si presentarono con la lista civica Officina di Basiglio per scalzare dal governo della città, costruita da Berlusconi, quel centrodestra che aveva approvato il piano di governo del territorio che prevedeva nuove edificazioni. Così, a maggio del 2013 l’Officina di Basiglio vince le elezioni e forma la sua Giunta capitanata da Eugenio Patrone, e con Valerio Marrazzi, Architetto ed ex consigliere comunale PD, agguerrito assessore all’urbanistica. Eppure, dopo più di un anno e mezzo dalle elezioni vinte, la giunta in carica nulla aveva fatto per modificare lo strumento urbanistico e fare della promessa in campagna elettorale un fatto concreto. Anzi, con un comunicato laconico del Sindaco vien fuori che quel che è fatto è fatto, e la colpa sarebbe della Regione che ha reso immodificabile lo strumento urbanistico. E con all'orizzonte ruspe, scavatrici e gru, la Giunta si sgretola perché c'è chi proprio non ce la fa a sopportare l'idea di tradire il mandato elettorale ricevuto, ed a derubricare a semplice fatto burocratico l'inerzia della Giunta per oltre un anno e mezzo. "Volere è potere, recita il proverbio, ed evidentemente non hanno voluto cambiare il PGT" contesta al Sindaco il capogruppo di FI Andrea Pastore " d'altronde, Milano tre non è Milano, dove Pisapia appena insediatosi ritirò il PGT della Moratti per farne uno suo perché quello è lo strumento con il quale si dà anima all'azione di governo". Luca Procaccini ex assessore al Bilancio di Fratelli d'Italia parla di commedia all'italiana "Ci vuole proprio una faccia tosta a relegare "la grande fregatura" ad una notizia di carattere tecnico normativo. Tutti ricordiamo il Sindaco promotore del referendum contro il PGT e della procedura per effettuarne Variante con le osservazioni fatte presentare dalla cittadinanza lasciate morire nei cassetti. Ora non ci vengano a raccontare che hanno le mani legate. Hanno fatto solo ammuina e delle due l'una, o sono incapaci o non hanno mai inteso ritirare il PGT. Comunque la si vede è sconfortante". L'ex Sindaco Marco Flavio Cirillo fa la conta dei danni e prevede una difficile opera di ricostruzione "hanno lasciato morire questa città che era unica nel suo genere. Non hanno capito che la nostra forza era la bellezza dei luoghi e l'alta qualità dei servizi. Ora c'è degrado, non c'è programmazione e valorizzazione del patrimonio pubblico, ed i servizi sono un ricordo lontano. Bisognerà ricominciare tutto daccapo con la beffa che il PGT si farà, come avevamo impostato noi, ma i benefici alla cittadinanza, ora azzerati, ammesso che verranno ripristinati, difficilmente torneranno ai livelli precedenti"

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