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Milano, incontro tra Ferruccio De Bortoli e Giuliano Pisapia: il direttore pronto a candidarsi, psicosi nel Pd

Milano, incontro tra Ferruccio De Bortoli e Giuliano Pisapia: il direttore pronto a candidarsi, psicosi nel Pd

L’addio di Pisapia ha aperto una campagna elettorale lunga quattordici mesi. Inevitabilmente, un minuto dopo il gran rifiuto dell’avvocato arancione pronunciato ufficialmente domenica pomeriggio, le voci sul «mister x» che si giocherà la poltrona più alta di Palazzo Marino si rincorrono freneticamente.

Ieri, ad agitare le acque della politica locale, è stato proprio l’incontro in Comune tra il sindaco uscente e il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, un nome di alto profilo che da tempo viene indicato come uno degli outsider nel campo del centrosinistra. Da Palazzo Marino viene diffusa la versione ufficiale di un colloquio dedicato non alla situazione politica milanese ma alle attività di assistenza ai malati terminali dell’associazione Vidas. Insieme al Pisapia e a De Bortoli, sarebbe stato presente infatti a Palazzo Marino anche il direttore della Fondazione Vidas Mario Usellini. Lo stesso De Bortoli, in privato, avrebbe confidato nei giorni scorsi che non è intenzionato a correre alle amministrative del 2016. Ma alle elezioni manca più di un anno e l’incontro di mezzogiorno, durato quasi un’ora, ha creato la prevedibile valanga di spifferi e di voci. De Bortoli sarà la risposta di Pisapia alla linea dei dirigenti Pd, desiderosi di giocarsi la partita del sindaco da protagonista con un proprio candidato? Difficile dirlo.

Di sicuro, il celebre editoriale critico nei confronti del premier Renzi firmato da De Bortoli potrebbe alienargli le simpatie del Partito Democratico. Anche se, nel Pd che alle ultime Europee ha preso il 45% in città, qualcuno si affretta a dire a microfoni spenti che De Bortoli sarebbe «un’ottima scelta». Più tiepido il capogruppo di Sel Mirko Mazzali: «De Bortoli non mi sembra un uomo di sinistra, dopo quello che ha scritto contro Renzi fatico anche a vederlo come candidato gradito al Pd». Non è detto, insomma, che una eventuale benedizione di Giuliano Pisapia possa bastare a fargli guadagnare l’abbraccio dei partiti. Sul fronte del centrodestra, c’è già chi ironizza su una possibile discesa in campo del direttore del Corriere. Per Marco Osnato, consigliere comunale Fdi, «il lupo perde il pelo ma non il vizio, la sinistra si conferma sempre più salottiera e sempre più lontana dai cittadini».

Il nome in pole position, nel Pd, resta quello di Emanuele Fiano, deputato e già capogruppo Ds in Comune durante l’era Albertini. L’ala sinistra gradirebbe una candidatura alle primarie di Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali. Su una cosa sono tutti d’accordo: se il partito a livello locale non troverà l’accordo sul candidato, interverrà in prima persona il premier Matteo Renzi. Ieri è tornato a parlare anche Giuseppe Sala, commissario Expo nel quale sperano alcuni settori del centrosinistra (e anche del centrodestra). «Non voglio veramente parlare di una mia candidatura» ha detto Sala, «voglio stare concentrato totalmente su Expo. E non voglio immaginare di fare nulla che possa portare un problema a Expo. Expo è la mia priorità, è la mia vita degli ultimi 5 anni».

Intanto, è bagarre anche sulle regole delle primarie del centrosinistra che si dovrebbero tenere a novembre, dopo l’Esposizione. I vertici locali del Pd starebbero riflettendo sulla possibilità di allargare la consultazione delle primarie anche ai cittadini dei Comuni della Provincia. Ilsindaco di Milano, con la nuova legge, diventa provvisoriamente anche il sindaco metropolitano. Nel concreto, questa soluzione potrebbe generare effetti collaterali imprevisti: se un candidato conquistasse la maggioranza a Milano ma venisse sconfitto nel computo generale dei 134 Comuni avrebbe il diritto di giocarsi la poltrona di Palazzo Marino? Un altro dubbio in una stagione politica ancora piena di interrogativi.

di Franco Nicoletti

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Commenti all'articolo

  • AG485151

    27 Marzo 2015 - 13:01

    un altro incapace

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  • gregio52

    25 Marzo 2015 - 22:10

    Mi sto chiedendo, siamo 60 milioni, perché non scendiamo tutti in campo ed a lavorare ci mandiamo gli altri ? Così soldi non ci saranno più per nessuno e chissà che si incominci a ragionare con la testa e non col "culo" ?

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  • silvano45

    25 Marzo 2015 - 15:03

    questi inutili signori ..inutili per il paese sempre sulla cresta dell'onda perchè fedeli servitori di qualche personaggio o partito o società per chiudere una carriera cosa fanno? entrano in politica questa è la loro pensione e e visto la situazione del paese è quella degli incapaci incompetenti prepotenti che si arricchiscono a spese della comunità...buona scelta per lui

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  • verbavolant

    25 Marzo 2015 - 12:12

    I personaggi di un certo rilievo che si scagliano tutta la vita contro la politica e i politici, cosa fanno quando si avvicina la fine della carriera? Entrano in politica e/o fondano un partito.

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