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I misteri del killer

Strage al tribunale di Milano, Claudio Giardiello e i due no dai servizi sociali. Il giallo sul porto d'armi

Strage al tribunale di Milano, Claudio Giardiello e i due no dai servizi sociali. Il giallo sul porto d'armi

Era incazzato, ma non matto. Come scrive Franco Bechis su Libero di venerdì 10 aprile, Claudio Giardiello, il 57enne killer della strage al Tribunale di Milano, ha pianificato tutto lucidamente: dall'ingresso armato nel Palazzaccio milanese (con tesserino da avvocato, per sfuggire ai controlli peraltro debolissimi) fino alla scelta chirurgica delle sue vittime. Non ha sparato a caso, l'immobiliarista fallito, ma ha colpito i suoi "nemici" (l'avvocato, l'ex socio e un magistrato) per "vendicarsi", come ha spiegato ai carabinieri che lo hanno fermato a Vimercate, a circa 30 km dal centro di Milano.

I due no dei servizi sociali - Restano ora i dubbi su una personalità aggressiva. "Minacciava tutti", ricordano ora i conoscenti, e il nipote ferito gravemente ricorda che in Aula, in una precedente udienza, lo zio lo aveva avvertito: "Te la farò pagare, io ti ammazzo". Con quel ramo della famiglia non c'erano ormai più rapporti, se non per via giudiziaria, per questione di soldi e fallimenti. L'ex moglie spiega: "Non pensavo fosse così disperato". Non lo pensava nemmeno la giovane compagna filippina, Soiela Barrion. Come riporta Repubblica, a marzo Giardiello aveva bussato due volte alla porta dei servizi sociali di Garbagnate Milanese, il paese dove viveva. Aveva chiesto un aiuto economico  e l'assegnazione di una casa popolare: doppio no, con consiglio "di farsi vedere da qualche specialista perché è troppo stressato". 

La pistola e il narcotest  E poi la pistola, una Beretta Calibro 9 detenuta regolarmente con permesso di usarla al poligono di tiro. "Speravo me la trovassero all'ingresso in Tribunale", ha spiegato l'uomo ai carabinieri. Possibile che nessuno abbia pensato di togliergliela? Sempre secondo Repubblica, i carabinieri di Brugherio avrebbero espresso un parere contrario all'esercizio del tiro al bersaglio, parere però ignorato dalla Prefettura. E così Giardiello si è tenuto la sua pistola, nonostante i problemi legali (ma senza accuse di violenza), il comportamento verbalmente aggressivo e una visita all'ospedale di Vimercate per un narcotest, in quanto sospettato di uso di cocaina. 

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Commenti all'articolo

  • igor.pinna1943

    10 Aprile 2015 - 15:03

    Giardiello non è stupido, essendo il membro di una sua società, non è matto, ne delinquente ma solo un imbroglione con tanta rabbia in corpo ed accecato dall'ira perché, a suo dire, fregato dagli stessi amici suoi soci. Ha premeditato il reato con piena avvertenza e deliberato consenso : non gli serve e se ne frega del porto d'armi perché ha di sicuro messo in conto la perdita della propria vita!

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  • fausta73

    10 Aprile 2015 - 11:11

    Se non è matto è una dichiarazione che è un delinquente.

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  • emigratoinfelix

    10 Aprile 2015 - 11:11

    quanto accaduto lo giudico il frutto avvelenato della disperazione di un uomo troppo solo,dell´ottusa intransigenza di una legge fallimentare durissima ed obsoleta che condanna alla morte civile(perdi anche la patria potesta´)di avvocati rapaci,di giudici spesso distratti(per usare un eufemismo)di banche usuraie spesso da quella stessa giustizia protette.Pensateci,il demonio ha molte facce

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    • calimero63

      10 Aprile 2015 - 19:07

      concordo con la sua analisi. sono meccanismi diabolici,per chi ha la sventura di trovarsici. e non per forza deve essere un poco di buono o un criminale.

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  • traiano1958

    10 Aprile 2015 - 11:11

    non credo se la passasse meglio di un qualunque immigrato....a lui però è stato negato quell'aiuto che, fosse stato un immigrato, gli sarebbe stato concesso....se a questo si aggiunge l'esser congedato con un "va a farti curare"...pochi ne ha ammazzati!!!

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