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Da XXIV maggio

Milano, il corteo dei No Expo diventa guerriglia: vetrine sfasciate e auto incendiate

Milano, il corteo dei No Expo diventa guerriglia: vetrine sfasciate e auto incendiate

No Expo, No Tav, No Tem, No Malpensa, no a tutto, Cobas, comitati per la casa, centri sociali, lista Tsipras, proletari comunisti e chi più ne ha più ne metta. Ci sono tutti in piazza XXIV Maggio: la MayDay Parade, la temuta e attesa manifestazione contro l'Expo inizia da qui. Dalla Darsena appena rimessa a nuovo. Un corteo di comitati per il diritto alla casa è partito dalla stazione di porta Genova per aggiungersi alla piazza. La testa del corteo ha appena imboccato corso di porta Ticinese. Sono moltissimi i gruppi di extracomunitari che si sono posizionati in coda, con bandiere africane. Tanti gli slogan, uno in polemica col premier Renzi: "E' da ieri che è domani". Sono partiti i primi fumogeni e sono arrivati i primi manifestanti con impermeabili, caschi, cappucci neri e passamontagna. La manifestazione sta proseguendo verso il centro. Qualcuno già ipotizza che "gli anarchici" si sganceranno prima di Corso Magenta.

La cronaca minuto per minuto

Gli striscioni - Nella parte anteriore e centrale del corteo, quella pacifica di studenti e collettivi sfilano tra maschere, balli e musica da discoteca i carri dei centri sociali tra cui quello del Cantiere preceduto dallo striscione "No sfruttamento no schiavismo". Altri striscioni: "Mangiarne uno per educarne cento", "No Canal", "Siamo tutti antifascisti". E dietro i comitati per la casa: "Una sola grande opera, casa e reddito per tutti", "Vogliamo tutto, salario garantito e soprattutto un tetto". In fondo ci sono i contestatori incappucciati, qualcuno arrampicato sulle impalcature, e i primi antagonisti che insultano i giornalisti e non fanno filmare. Hanno iniziato a imbrattare i muri e i marciapiedi. All'angolo con Corso Genova sono arrivati gli agenti con le gabbie, come al G8 di Genova.

Guerriglia in Via De Amicis - Via De Amicis è un campo di battaglia. Hanno sfondato tutte le vetrine: agenzie di viaggi, un negozio di surgelati. L'aria è irrespirabile. Ha appena iniziato a piovere. Colonne di fumo ovunque. All'inizio della via hanno iniziato con u primi lanci di petardi e diversi incappucciati hanno iniziato a muoversi e a correre da una parte all'altra del corteo. La zona è piantonata da diversi elicotteri. Alcuni si sono infilati caschi e mascherine antigas. 

Petardi e aggressioni - In via Carducci la tensione si alza. Si arrampicano sulle finestre dei piani bassi e continuano a sparare petardi al centro del corteo. Un manifestante con casco e volto completamente coperto ha aggredito un giornalista con la telecamera. E' iniziata la guerriglia.

I "pacifici" in fuga - La gente si sta riparando nelle vie limitrofe, tra via Carducci e Corso Magenta. Chi arriva dal punto in cui è partita la guerriglia ha gli occhi viola dall'irritazione. In lontananza si sentono i petardi. Impossibile avvicinarsi. I manifestanti pacifici sono sconsolati. "Ci chiedono di andare avanti e raggiungere gli altri ma dove andiamo? Non si respira e non si vede nulla".


"E' iniziata così" - Alcuni manifestanti dicono che gli scontri sono iniziati quando qualcuno ha tirato petardi contro la polizia e la polizia ha iniziato a lanciare lacrimogeni. Uno degli speaker sta cercando di far ripartire il corteo. Dalla piazza si levano colonne di fumo nero. Hanno tutti paura ad avanzare. 

Sede Enel devastata - Tra via Carducci e via Pagano hanno distrutto tutto. Auto in fiamme, negozi e banche sfondati. I vigili del fuoco stanno cercando di domare i vari focolai. Scritte ovunque. Bidoni e cartelli divelti. La gente cammina incredula tra le macerie. La sede dell'Enel devastata. 

Fine guerriglia - La manifestazione pare si stia concludendo. Anche se a tratti arrivano voci di ulteriori eventuali scontri. Il corteo, dopo la guerriglia, si è diviso, sfrangiato. Alcuni si sono fermati in Pagano, altri sono avanzati fino a piazza Buonarroti, spogliandosi delle ultime armi. Chi è rimasto si rifugia nei bar e ripercorre la cronistoria di quello che è stato un pomeriggio di delirio distruttivo: "Hanno cominciato a vestirsi verso la fine di Corso di Porta Ticinese, in via Carducci avevano già i caschi in testa e le maschere antigas. Erano attrezzatissimi". Tanto che sono riusciti a mettere a ferro e fuoco una città intera.


di Federica Venni

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Commenti all'articolo

  • esasperata49

    01 Maggio 2015 - 20:08

    prendere tutti questi idioti,caricarli su un aereo cargo, con destinazione NEPAL ad aiutare se le famiglie li rivogliono paghino., poi mi domando ma questi stronzi avranno una famiglia. Se i figli devono pagare i debiti dei genitori, che i genitori paghino quello che i figli hanno distrutto, non hanno soldi lavorino gratis x riparare tutti i danni..

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  • koch

    01 Maggio 2015 - 19:07

    Fanno quello che vogliono perché sono sicuri che se anche venissero arrestati ci sarà sempre un giudice che li rimetterà subito in libertà.

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  • lucia elena

    01 Maggio 2015 - 19:07

    Una certa sinistra ha sempre detto no a tutto quello che Bersani non è riuscito a partorire dalla SUA mente. I no sono deleteri se non sono giustificati da ragionamenti fondati dalla saggezza da Uomini e Donne che sanno vedere ciò che è bene per tutti. I NO di bersni portono solo a reazioni violente da parte degli ignoranti e ottusi. Bersani, Dalema è ora che spariate con tutti i vostri accoliti.

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  • marino43

    01 Maggio 2015 - 19:07

    Un grave errore dare loro visibilità! Meglio dare una notizia piccola piccola e colpirli duramente senza dare alcuna notizia!

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