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Giustizia all'italiana

Milano, la beffa dei No Expo: i giudici lasciano liberi gli antagonisti con le armi

Milano, la beffa dei No Expo: i giudici lasciano liberi gli antagonisti con le armi

Martedì mattina: la Digos di Milano si presenta alla porta di due appartamenti in via degli Apuli occupati abusivamente da antagonisti del gruppo No Expo, ne denuncia 25 (di cui 16 francesi e tre tedeschi) e arresta un tedesco per detenzione di materiale esplodente. In casa e in un’auto trovano maschere antigas, mazze, tutto ciò che serve per preparare molotov. Secondo gli investigatori era parte del kit per assaltare l’Esposizione. Mercoledì mattina: la Digos si ripresenta nella stessa via e indaga altre 12 persone per occupazione abusiva. Gli agenti trovano anche due borsoni con materiale sospetto che miracolosamente precipitano dal cielo al loro arrivo.

Un déjà vu. Soprattutto perché tra i dodici ci sono anche i tre tedeschi (un 55enne e due trentenni) che il giorno prima erano stati portati davanti al magistrato con la stessa accusa di occupazione e con una richiesta di espulsione per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Però il presidente facente funzioni Olindo Canali e il giudice Nicola Fascilla hanno risposto che quanto scritto dalla polizia non era sufficiente. Negli atti si legge che gli stranieri sono stati «individuati in un edificio che da informazioni in possesso delle autorità era destinato ad accogliere soggetti appartenenti all'area anarchica» e che erano «in possesso di oggetti atti a offendere». Tuttavia tali oggetti sono imprecisati e per i magistrati «non contengono riferimenti individualizzanti sulle condotte» che dovrebbero giustificare una «limitazione gravissima di diritti fondamentali di cittadini comunitari» come l’espulsione, «dovendosi invece pretendere» a questo fine precise condotte «incompatibili con la civile e sicura convivenza».

In breve, non ci sono elementi abbastanza gravi da rendere necessario l’allontanamento immediato. Non c’è neppure per i quindici francesi che martedì sono stati accompagnati in questura. Molti di loro non avevano i documenti, questo ha complicato le procedure d’identificazione e costretto la Prefettura a emettere un decreto di espulsione ordinario non urgente che non prevede l’accompagnamento alla frontiera. Dovranno andar via, ma entro dieci giorni. Con calma. Intanto potranno partecipare alle “cinque giornate No Expo”, i giorni di contestazione subito prima e subito dopo l'inaugurazione dell'Esposizione universale.  Il bilancio finale dei due blitz è di 37 indagati per occupazione abusiva e l’arresto di Daniel Frank, tedesco di 27 anni, incensurato, studente di giurisprudenza, nella cui auto parcheggiata vicino via degli Apuli hanno trovato tutto il materiale per confezionare molotov. Oggi pomeriggio è attesa l’udienza di convalida.

Nel frattempo sui siti antagonisti sono state pubblicate le foto del materiale sequestrato durante le operazioni: martelletti frangivetri (in genere rubati sui treni), mazze, maschere antigas, guanti, una tanica di benzina, un estintore. «Non c’è niente di illegale», scrivono. «Hanno sequestrato bottiglie di succo alla pesca e dicono che sono molotov», si legge nei commenti. Sarà anche materiale in libero commercio ma è la funzione che lo rende vietato. Per gli investigatori sarebbe finito nel corteo di domani. Se non avessero avuto nulla da nascondere, inoltre, ieri mattina non avrebbero lanciato dalla finestra due borsoni all’arrivo della polizia. Dentro c’erano cinque maschere antigas con relativi filtri e guanti in lattice. Nel pomeriggio i tedeschi hanno detto al magistrato che quei borsoni non erano di loro proprietà, che sono in Italia in vacanza. Se le loro dichiarazioni sono state più convincenti delle evidenze presentate dalla Digos lo scopriremo oggi, quando il giudice scioglierà la riserva e deciderà se metterli su un aereo per la Germania o rilasciarli. Intanto i tedeschi hanno passato la notte in una cella di sicurezza della questura per riflettere sulla propria vacanza.

di Salvatore Garzillo

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Commenti all'articolo

  • lallo1045

    02 Maggio 2015 - 07:07

    Lo STATO di DIRITTO deve pretendere che "CHI SBAGLIA PAGA". Ora, visti i danni causati da questi Black Block, dovrebbero TUTTI pagare. Ma ce ne sono solo una decina. Nessun problema: con una catena di 0,5 mt ai piedi e dalla mattina e per 16 ore/giorno a scopare strade e marciapiedi fino a rifondere il danno causato, coadiuvati anche dai magistrati che loro hanno permesso il disastro.

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  • pclaudio

    02 Maggio 2015 - 06:06

    Magistratura cancro dell'Italia

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  • ZAEN1001

    02 Maggio 2015 - 02:02

    Magistratura complice e codarda.Vergogna dell''Italia.E ovviamente IRRESPONSABILE

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  • du_scudi

    02 Maggio 2015 - 00:12

    bisognerà importare pure i magistrati dalla Germania per poter fare pulizia di un pò di gentaglia.

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