Cerca

Appuntamenti

Leonardo Da Vinci, la mostra a Palazzo Reale a Milano: l'artista e l'uomo

Leonardo Da Vinci, la mostra a Palazzo Reale a Milano: l'artista e l'uomo

La dama bruna, dalla carnagione diafana, porta un gioiello sulla fronte. Non guarda lo spettatore negli occhi, è quindi impossibile incrociare il suo sguardo enigmatico, volto a sinistra verso l’alto, come assistendo a una scena che non la coinvolge. E' altera, fredda, distaccata, tuttavia splendida e raffinata nella sua perfezione. Il busto si presenta di tre quarti, su sfondo neutro, al di là di un parapetto architettonico che allontana la donna dall’osservatore. Il dipinto è realizzato con la massima attenzione per i dettagli e con magistrali effetti di resa tridimensionale. Si tratta di un ritratto idealizzato di Leonardo Da Vinci (Vinci, 1452 -Amboise, 1519), La belle Ferronnière o Presunto ritratto di Lucrezia Crivelli del 1493-1495 circa, proveniente dal Louvre di Parigi. E’ esposto nella mostra Leonardo 1452-1519. Il disegno del mondo, a Palazzo Reale a Milano, inaugurata il 15 aprile, il giorno dell'anniversario della nascita dell'artista, aperta fino al 19 luglio. La rassegna presenta gli studi più recenti. Il ritratto sarebbe stato confuso con un altro raffigurante l’amante di Francesco I, conosciuta come “La belle Ferronnière”, in realtà potrebbe essere Lucrezia Crivelli, dama di compagnia di Beatrice d’Este e amante di Ludovico il Moro, al quale diede un figlio nel 1497, oggetto di un ritratto realizzato da Leonardo, a cui è dedicato un sonetto di Antonio Tebaldeo, contenuto nel Codice Atlantico. I versi corrispondono perfettamente all’opera, descrivendo il personaggio come privo di anima, concetto che ben si adatta all’idealizzazione formale e marmorea del volto, sottolineata anche dal parapetto, paragonabile a una sorta di piedestallo. Il dipinto costituisce il terzo dei ritratti milanesi di Leonardo, dopo il Musico e la Dama con l’ermellino, con i quali ha moltissime affinità.

Domenico Piraina, il direttore di Palazzo Reale, spiega: “Organizzare una mostra come questa è una fortuna che capita una sola volta a generazione". In occasione di Expo 2015, l'esposizione è la più importante mai dedicata al genio leonardesco in Italia, ideata e prodotta da Palazzo Reale e Skira, frutto del lavoro di cinque anni, a cura di Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, tra i maggiori esperti al mondo di Leonardo. La rassegna raccoglie oltre 200 opere, provenienti da un centinaio di musei e istituzioni internazionali, tra cui i dipinti del Louvre, autentici capolavori come la già citata Belle Ferronnière, l’Annunciazione e San Giovanni Battista, 30 disegni autografi della collezione della regina Elisabetta II, il celebre Ritratto di musico e 38 disegni del Codice Atlantico della Pinacoteca Ambrosiana. E ancora il Codice Trivulziano 2162, della Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco, per l'occasione digitalizzato e quindi consultabile virtualmente. Infine, San Girolamo della Pinacoteca Vaticana, la Madonna Dreyfus della National Gallery of Art di Washington, la Scapiliata della Galleria Nazionale di Parma.

La mostra segue un rigoroso criterio scientifico sia per quanto concerne le opere, sia nell’approccio alla figura di Leonardo da Vinci. Dall'apparato critico, però, emerge anche l'uomo, non tanto come nel veloce libretto Skira, Le calze rosa di Salaì, in cui Pietro C. Marani descrive la relazione privilegiata tra il maestro e il suo giovane assistente, ma come un ricercatore ormai giunto alla maturità che non ha più le certezze di un tempo. Se il primo Leonardo crede di poter dominare la natura, possedendo tutti gli strumenti necessari, l'artista maturo la vede come tragica e incontrollabile. E’ il confronto di due disegni, collocati all’inizio e alla fine dell’esposizione, che fornisce questa lettura: il celebre paesaggio degli Uffizi datato “a dì di Santa Maria della Neve, 5 agosto 1473”, basato sulla visione prospettica fiorentina in un’abbagliante luce diurna, e un tardo esempio della serie dei Diluvi conservato a Windsor (1517-1518 circa), dove un cataclisma provoca la caduta di montagne con vortici di polvere, fumo e acqua. Nella rassegna, tuttavia, troviamo soprattutto l'artista, l'inventore, il sognatore, lo scopritore di nuove possibilità e lo scienziato, che eleva la pittura al rango di scienza. La carriera di Leonardo è illustrata nelle tappe principali, sottolineando l'interdisciplinarietà dei suoi interessi e delle sue conoscenze in ogni campo. Il “mito” di Leonardo viene analizzato solo nelle ultime sale, quando si indaga sulla meraviglia della splendida Gioconda.

L'esposizione permette altresì di comparare i predecessori di Leonardo e i suoi contemporanei, nonché di investigare la fortuna del modello leonardesco, con opere di Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d'Oggiono, Francesco Napoletano, Solario, Francesco Melzi, Giampietrino, Cesare da Sesto, Girolamo e Giovanni Ambrogio Figino. La mostra, incentrata sullo stretto rapporto tra arte e scienza, si conclude con l'emozionante esperienza virtuale di potersi aggirare negli ambienti vinciani, attraverso gli occhiali 3D.

di Vera Agosti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Agostino de Santi Abati

    20 Giugno 2015 - 21:09

    A settembre tutto sarà svelato Con prefazione del Professor Silvano Vinceti "I SEGRETI CODICI DELLA GIOCONDA" di Agostino de Santi Abati segui sulla pagina facebook https://www.facebook.com/pages/I-Segreti-Codici-Della-Gioconda/1457260964589614 o il sito http://agostino-de-santi-abati.webnode.it/

    Report

    Rispondi

  • ernsola

    07 Giugno 2015 - 18:06

    LA MOSTRA SU LEONARDO A PALAZZO REALE...UNA VERA DELUSIONE PER NOI LARIANI ecco le motivazioni pubblicate sul sito www.museosolari.net (per motivi di spazio e necessità di chiarezza)

    Report

    Rispondi

blog