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La sentenza

Coppia dell'acido, Martina Levato e Alexander Boettcher condannati a 14 anni più un risarcimento da un milione

Coppia dell'acido, Martina Levato e Alexander Boettcher condannati a 14 anni più un risarcimento da un milione

Martina Levato e Alexander Boettcher, la giovane coppia dell'acido che aveva sfregiato l'ex ragazzo di lei lo scorso dicembre in Via Giulio Carcano a Milano, è stata condannata a 14 anni di carcere. La sentenza è arrivata oggi, giovedì 11 giugno, ed è stata emessa dalla nona sezione penale del Tribunale di Milano. L'aggressione con l'acido al 22enne Pietro Barbini è costata ai ragazzi la nomea di 'coppia diabolica'. Il collegio, inoltre, ha disposto a favore della vittima, ex compagno di liceo di Martina, una provvisionale di anticipo sul risarcimento da quantificare in sede civile di 1 milione di euro e di 100mila per i genitori. Il pmMarcello Musso aveva chiesto di condannare la cosiddetta "coppia diabolica" a 15 anni. Il procedimento si è svolto con rito abbreviato, dunque con lo sconto di un terzo della pena. Esclusa l’aggravante della crudeltà contestata dal pm.

La sentenza - Durante il processo a porte chiuse, il tribunale ha riconosciuto l'aggravante della premeditazione e dei motivi abbietti mentre ha escluso la crudeltà contestata dalla pubblica accusa. Inoltre una volta terminata la pena, Alex e Martina sconteranno un periodo non inferiore ai tre anni in libertà vigilata. Oggi si è trattato solo del primo processo poiché i due sono stati imputati insieme al presunto complice, Andrea Magnani, per altre aggressioni. Per il momento il magistrato ha rinviato il caso a giudizio. Il pm Marcello Musso aveva chiesto 15 anni ma il procedimento penale è stato svolto con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena.

"Mi dispiace" - La studentessa bocconiana, alle ultime settimane di gravidanza, ha rilasciato per la prima volta una dichiarazione spontanea: "Chiedo scusa a Pietro e alla sua famiglia, sono dispiaciuta per quello che ho fatto". La ragazza ha letto delle pagine dal suo computer in cui ha elencato anche le responsabilità del suo compagno Alexander e ha raccontato di come il comportamento da stalker di Pietro avesse iniziato a spaventarla così seriamente da portarla a compiere il gesto estremo. Martina ha ammesso anche di aver avuto una reazione ingiustificata e di non riuscire a capacitarsi del dolore che ha provocato al ragazzo e alla sua famiglia. Secondo l'avvocato, la sua assistita soffrirebbe di "un disturbo di personalità borderline e quindi le va riconosciuto almeno il vizio parziale di mente", in quanto "si sta curando con uno psicoterapeuta in carcere".

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