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Omicidio raccapricciante

Milano, trans ecuadoregno decapita 52enne italiana. I testimoni: "L'abbiamo visto dalla finestra, scena horror"

Milano, trans ecuadoregno decapita 52enne italiana. I testimoni: "L'abbiamo visto dalla finestra, scena horror"

Le dinamiche che hanno portato all'orrore che sabato notte ha colpito Milano si vanno delineando. Il transessuale ecuadoregno Carlos Julio Torres Velesaca ha ucciso e decapitato Antonietta Gisonna nel complesso popolare in via Giovanni Antonio Amadeo 33, tra il quartiere di Città Studi e l'Ortica. Il ventenne, con permesso di soggiorno dal 2010, è stato arrestato e portato al carcere di San Vittore accusato dal pm Elio Ramondini di omicidio volontario aggravato. La causa scatenante sarebbe stata una lite degenerata, una parola di troppo che ha fatto perdere la testa al giovane. I carabinieri guidati da Biagio Storniolo e Alessio Carparelli stanno svolgendo le indagine per ricostruire la vicenda e risalire al movente del delitto. La vittima era stata denunciata per droga nel 2013, coinvolta nell'indagine che aveva portato al fermo del suo ex compagno magrebino per un chilo e mezzo di hashis. Ed è proprio questa la pista che le forze dell'ordine stanno percorrendo perché nello specchio del bagno dell'appartamento del terrore sono state trovate delle tracce di cocaina. il sospetto è che la donna sia rimasta in contatto con l'ambiente dello spaccio e che il suo assassino si sia recato in visita proprio per poter assumere stupefacenti.

La testimonianza choc - È stata Luciana, la vicina di casa a dare l'allarme alla polizia dopo aver sentito di colpi sul pavimento "come se qualcuno stesse sfondando le piastrelle con uno scalpello". Subito dopo sono arrivate le lancinanti grida di aiuto che provenivano dal secondo piano "come se di stesse svolgendo una lotta furibonda. I mobili che cadevano, lei che gridava di chiamare i carabinieri. Poi il silenzio. Abbiamo sentito un rumore strano, come se qualcuno stesse trascinando qualcosa. Poi abbiamo guardato il soffitto e da sopra sono iniziati ancora quei colpi". Il rimbombo delle pugnalate che ferivano mortalmente Antonietta riecheggiavano in tutto il palazzo. La furia e la crudeltà che hanno posseduto Carlos, l'hanno portato a non fermarsi fino a che il coltello trovato in cucina non avesse staccato la testa della donna dal corpo. Come un pazzo serial killer poi l'ha gettata fuori dalla finestra, nel giardino condominiale così che tutti potessero vedere la raccapricciante scena.

L'arrivo dei carabinieri - La scena che si sono trovati d'avanti i due carabinieri che hanno risposto alla chiamata è stata orripilante: gocce di sangue ovunque, lasciate dalla testa che
rotolava nell'aria, mobili distrutti e specchi in frantumi. Per entrare nella casa, hanno dovuto sfondare la porta di casa e quella del bagno dove si era barricato, gridando quanto avesse paura con le mani ferite e grondanti di sangue. Il ragazzo era in stato confusionale, blaterava delle frasi senza senso ed è stato necessario sedarlo per portarlo all'esterno.

Una vita burrascosa - Un altro vicino racconta che dal suo appartamento al quinto piano dal palazzo di fronte due donne che litigavano furiosamente. Una era stesa per terra mentre l'altra l'accoltellava:"Vedevo distintamente che affondava la lama e poi la trascinava per lacerare il corpo". Antonietta, napoletana 52enne d'origine ma da una vita a Milano, si faceva chiamare da tutti Antonella e i vicini la conoscevano per i tanti clienti uomini che facevano avanti e dietro da ormai tre anni. "Li conosceva via chat, selezionava i clienti. Non era certamente una donna debole. Era gentile, parlava con tutti", racconta un amico. Amava molto il suo cagnolino Milly,un meticcio a macchie nere e grigie, che portava a passeggio ogni giorno nel giardino condominiale anche se era di proprietà di una delle due figlie in carcere per droga. Al vaglio degli inquirenti quindi ci sono anche i contatti telefonici per capire il tipo giro di frequentazioni che la donna avesse per capire se l'assassino forse si appoggiasse in casa per prostituirsi o se le dovesse dei soldi.

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