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Pride Week

Bandiera Lgbt vicino al tricolore nella sede del consiglio di zona

Bandiera Lgbt vicino al tricolore nella sede del consiglio di zona

Per tutta la durata della Pride Week, sul palazzo di Viale Legioni Romane 54 accanto al tricolore italiano sventolerà la bandiera arcobaleno LGBTI, acronimo utilizzato come termine collettivo per riferirsi a persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuati.
Lo ha deliberato giovedì scorso il consiglio di zona 6 per «il riconoscimento delle persone LGBTI come parte della comunità locale, la loro visibilità e la sensibilizzazione della coscienza collettiva alla non discriminazione e alle pari opportunità per tutti possono essere favorite da atti simbolici e dall’azione politica e istituzionale». Un’iniziativa che non è piaciuta alla Lega: mentre si discuteva della mozione presentata da Valerio Federico (Radicali), Sergio Meazzi (Sel), Doris Zaccaria (PD), Elisa Scarano (Verdi Ecologisti) Roberto Acerboni (Fed. Sinistra), una ventina di militanti de «Il Talebano» si sono presentati in Consiglio di Zona 6 indossando dei nasi da clown ed hanno esposto uno striscione con la scritta “La famiglia non è una pagliacciata”. Secondo i consiglieri della Lega, Vincenzo Sofo e Caterina Marchiando, «una fiera di uomini e donne che passeggiano nudi per le strade non è nulla di cui Milano possa ritenersi orgogliosa. I gay pride si dimostrano essere non una richiesta di diritti individuali, ma una carnevalata per rafforzare l’influenza della lobby LGBTI nei confronti delle istituzioni, a partire dalla diffusione nelle scuole della scellerata ideologia Gender».
Da parte loro i consiglieri firmatari della mozione hanno ribadito l’importanza del sostegno offerto dalle amministrazioni locali alle persone LGBTI anche sul piano simbolico tirando fuori i numeri delle discriminazioni. «Il 19,1% delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans riferisce di essere stata discriminata sul lavoro, il 13% delle dichiara di aver vista respinta la propria candidatura per la propria identità sessuale, il 48% controlla scrupolosamente le informazioni personali che comunica sul posto di lavoro per non correre il rischio di essere trattato ingiustamente». I due consiglieri della Lega hanno risposto presentando a loro volta una mozione per chiedere al CdZ 6 di sostenere ufficialmente il Family Day del 20 giugno a Roma e di promuovere una campagna di informazione scolastica circa la pericolosità della teoria Gender. L’iniziativa della zona 6 non è isolata. Anche il consiglio di zona 2, a fine maggio, ha votato una mozione simile e parteciperà alla parata del Pride di Milano del prossimo 27 giugno con lo striscione istituzionale. «Sono molto soddisfatto del voto del Consiglio che è coerente con quanto già votato in precedenza. Oltre all’esposizione simbolica della bandiera arcobaleno, la Zona 2 sarà la prima zona di Milano a partecipare alla parata del Pride che da anni ormai parte da piazza Duca d’Aosta, che appunto è in Zona 2», ha dichiarato il presidente Mario Villa. Nessuna bandiera, invece, in Zona 1. «Non è nostra prassi», ci ha spiegato il consigliere Abdu Ismahil Mattia Ibrahim. «Non esponiamo nulla dai balconi del Consiglio. Abbiamo però finanziato con 750 euro due iniziative del Pride organizzate dalla Casa dei Diritti di via de Amicis. Si tratta di una presentazione di un libro e di un documentario».

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