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Strisce blu vicino al metrò

Regalo d'estate della giunta Pisapia: tassa ai pendolari

Regalo d'estate della giunta Pisapia: tassa ai pendolari

Adesso Palazzo Marino tassa i pendolari. Da qualche giorno la zona che va dal metrò di Romolo a piazza Abbiategrasso (periferia Sud di Milano) è diventata un grande parcheggio. A pagamento, s’intende. Sì, perché da quelle parti il Comune ha pensato di introdurre le strisce blu a ridosso delle fermate del metrò con il risultato che i pendolari sono sul piede di guerra e gli abitanti della zona nel caos. Così le soste delle vie Pezzotti, Volvino, Dudovich, Moncucco, Giovanola, Santa Teresa, Chiesa Rossa e Dini diventano a pagamento. Senza contare quelle di cui si era già parlato a gennaio (Medeghino, Palanti, San Domenico Savio e Montegani). Lì, tra l’altro, l’iniziativa non è ancora a regime come in altre parti della città: in molte strade di Largo Ascari e dintorni mancano addirittura i cartelli mentre in altre ci sono, ma non sono operativi (bisogna aspettare un tempo tecnico dopo la posa prima che siano validi). E i residenti, perplessi, espongono il pass di cui hanno diritto sulle loro macchine: nel dubbio, meglio non rischiare. «Il progetto è condiviso con il Consiglio di Zona 5», spiega Pierfrancesco Maran, assessore comunale alla Mobilità: «Per adesso siamo ancora alla fase di collocazione della segnaletica verticale, ma nelle prossime settimane tutte le strisce blu saranno attive». Con buona pace dei pendolari. «Quelli sono quartieri a forte afflusso di viaggiatori, la speranza è che sempre più gente utilizzi direttamente la metropolitana lasciando la macchina a casa», chiosa. «Si tratta solo di un’ulteriore misura vessatoria con cui Pisapia vuole far cassa», risponde Riccardo De Corato, ex vicesindaco e consigliere comunale di FdI. «Noi ci siamo battuti già due anni fa contro queste pensate della giunta, ma non c’è stato verso di smuovere il sindaco». E aggiunge: «Non è solo la zona di Romolo ad avere di questi problemi. È un’indecenza che il Comune pensi a gabelle per colpire chi a Milano ci viene per lavorare. Vien da pensare che l’intenzione sia addirittura quella di far pagare i residenti». Insomma, adesso è il turno degli abitanti di Rozzano, Pieve Emanuele, Basiglio e Opera. Domani chissà. Venire a lavorare a Milano sta diventando caro. Appunto: chi dalla stazione di Romolo ci passa quotidianamente non ha preso bene l’ennesima pensata targata Palazzo Marino. «Non c’è modo migliore per disincentivare l’uso dei mezzi pubblici: davvero una bella trovata per far cassa. Nemmeno Expo è riuscita a scongiurare provvedimenti così strampalati!», sbotta Marta, una delle pendolari beffata dall’iniziativa arancione. E assieme a lei si leva il coro dei commercianti della zona che spesso abitano fuori Milano e sono costretti a metter mano al portafoglio semplicemente per poter andare a lavorare. «Praticamente il Comune ci costringe a pagare un’ulteriore tassa sul lavoro, e non si tratta di qualche spiccio: quasi 300 euro all’anno!», si sfoga uno di loro. «È assurdo che non abbiano pensato a dare un pass anche ai commercianti», taglia corto Simone Enea Ricco, consigliere di Zona 5 per FI, «vengono a Milano per lavorare e Palazzo Marino mette loro il bastone tra le ruote: inconcepibile». E dire che da quelle parti un maxi-parcheggio c’era. O, meglio, ci sarebbe dovuto essere: quello di interscambio in piazza Abbiategrasso, capolinea della linea verde del metrò. Il progetto, sedeva ancora Letizia Moratti a Palazzo Marino, contava circa 800 posti suddivisi su più piani. Poi è arrivata la giunta arancione e al grido di conteniamo-i-costi ha ridimensionato il programma. Che ce ne facciamo di tre piani di parcheggio, devono aver pensato dalle parti del Comune, meglio ridurre. «È stata una follia», fa notare Riccò: «I costi fissi dell’opera devono comunque essere sostenuti, ma così facendo l’introito ricavato dal servizio sarà molto più basso di quello originariamente previsto». Morale della favola ora il parcheggio in piazza Abbiategrasso garantirà solo il piano terra, per un totale di 150 posti auto a un prezzo di oltre 6 milioni di euro. Ma tanto i pendolari vanno a lavorare in metro.

di CLAUDIA OSMETTI

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